Banda larga: il costo dei ritardi italiani
'Siamo alla presenza di un'autentica emergenza che non si vede, della quale praticamente nessuno tiene conto. Ma che pesa come un macigno sul nostro Paese e che nel prossimo futuro rischia di schiacciarci. Infatti, c'e' proprio da riflettere quando due giorni fa la Commissione Europea ci ha ricordato che 'solo una minoranza di italiani utilizza internet con regolarita' e circa meta' della popolazione non ha mai aperto una pagina web'. Non e' certamente un fulmine a ciel sereno. Infatti, secondo il Rapporto Assinform 2009, l'Italia e' penultima in Europa nella diffusione dell'informatica. Nel nostro Paese i computer in circolazione sono stimati in 30 milioni, contro i 63 milioni del Regno Unito, i 59 della Germania e i 45 della Francia. Il quadro e' preoccupante, soprattutto se si pensa che l'arretratezza dell'uso nelle tecnologie determina per il Paese una progressiva perdita di competitivita', della quale la penetrazione di internet e' oggi sicuramente uno degli indicatori piu' significativi'. E' quanto scrive sul 'Quotidiano Nazionale' Mario Caligiuri , docente all'Universita' della Calabria.
'E anche a questo riguardo -osserva Caligiuri- si conferma la netta divisione tra Nord e Sud, con l'ulteriore differenza tra chi vive all'interno di zone servite dalla banda larga, in cui e' presente la fibra ottica, e chi invece, per avere accesso ad internet, deve accontentarsi dell'uso di modem lentissimi o di collegamenti con le parabole satellitari. Ma il dato ulteriormente preoccupante -secondo Caligiuri- e' un altro ancora: secondo uno studio del 2003 il ritardo nell'uso dei computer comportava per il sistema economico italiano un costo annuo di circa diciannove miliardi. Di fatto, l'importo di un'intera legge finanziaria dello Stato'.
'Rilevazioni successive -sottolinea Caligiuri- hanno determinato che il cosiddetto 'costo economico dell'ignoranza nella societa' dell'informazione' determina nella sanita' sprechi per due miliardi di euro e nel settore bancario tra i tre e i quattro miliardi annui. Un'altra ricerca del 2008, evidenzia che solo nella pubblica amministrazione centrale si potrebbe ottenere un risparmio di 835 milioni solo con la formazione informatica di base di tutti i dipendenti. Efficienza e trasparenza disturbano qualcuno? Ancora una volta, quando si tratta di cattive figure, da noi pubblico e privato marciano all'unisono. Il Ministro Brunetta e l'intero Governo -conclude l'editorialista di 'Qn'- debbono spingere in modo deciso in questa direzione, ma non certo da soli perche' l'impegno riguarda l'intero Paese. A partire da oggi'.
'E anche a questo riguardo -osserva Caligiuri- si conferma la netta divisione tra Nord e Sud, con l'ulteriore differenza tra chi vive all'interno di zone servite dalla banda larga, in cui e' presente la fibra ottica, e chi invece, per avere accesso ad internet, deve accontentarsi dell'uso di modem lentissimi o di collegamenti con le parabole satellitari. Ma il dato ulteriormente preoccupante -secondo Caligiuri- e' un altro ancora: secondo uno studio del 2003 il ritardo nell'uso dei computer comportava per il sistema economico italiano un costo annuo di circa diciannove miliardi. Di fatto, l'importo di un'intera legge finanziaria dello Stato'.
'Rilevazioni successive -sottolinea Caligiuri- hanno determinato che il cosiddetto 'costo economico dell'ignoranza nella societa' dell'informazione' determina nella sanita' sprechi per due miliardi di euro e nel settore bancario tra i tre e i quattro miliardi annui. Un'altra ricerca del 2008, evidenzia che solo nella pubblica amministrazione centrale si potrebbe ottenere un risparmio di 835 milioni solo con la formazione informatica di base di tutti i dipendenti. Efficienza e trasparenza disturbano qualcuno? Ancora una volta, quando si tratta di cattive figure, da noi pubblico e privato marciano all'unisono. Il Ministro Brunetta e l'intero Governo -conclude l'editorialista di 'Qn'- debbono spingere in modo deciso in questa direzione, ma non certo da soli perche' l'impegno riguarda l'intero Paese. A partire da oggi'.
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