La banda larga entra nel Dpef del Governo
Assicurare entro la legislatura l'universalita' dell'accesso a Internet; modernizzare la rete di tlc e accelerare la costruzione delle reti di prossima generazione, grazie a un quadro regolatorio certo; accelerare la diffusione del digitale su tutto il territorio nazionale, con un sforzo in termini di investimenti e di sostegno in particolare alla Rai. Sono alcuni obiettivi indicati dal governo nel capitolo del Dpef dedicato alle 'Reti di telecomunicazione e digitalizzazione'.
Banda larga - A fine settembre 2006 gli accessi hanno superato gli 8 milioni; il mercato e' stimabile in 2,6 miliardi. La prestazione dell'Italia e' simile a quella dei principali Paesi europei in termini di crescita annua, ma resta basso il livello di penetrazione in termini di accesso per 100 abitanti (14). E' necessario percio' affrontare 'i vincoli strutturali' che frenano la diffusione della banda larga. Ad oggi ci sono circa 7 milioni di persone in condizioni di 'divario digitale', in tutte le regioni, tendenzialmente in piccoli comuni o in aree svantaggiate: in queste aree, in cui il mercato non e' in grado di fornire tali servizi, 'e' auspicabile - si legge nel Dpef - un intervento importante di infrastrutturazione con gli strumenti che il governo ha a disposizione', concertate con Regioni ed Enti locali. Le risorse stanziate dal Cipe di assegnazione degli importi del Fondo per le Aree Sottoutilizzate e dagli appostamenti della Finanziaria sono pari a 125 milioni per il 2008 e a 60 milioni per il 2009.
Rete tlc - La costruzione delle reti di prossima generazione (Ngn) richiede - si legge nel documento - innanzi tutto regole chiare per la rete di accesso e per la remunerazione degli investimenti privati: sulla base di tale quadro, la costruzione delle ngn potra' essere accelerata, specie nelle aree meno sviluppate del Paese, impiegando i Fondi comunitari.
Digitale - Il passaggio alla nuova tecnologia e' ancora difficile: serve percio' 'uno sforzo in termini di investimenti, compatibilmente con le risorse di bilancio e di regolazione'. Nel quadriennio, il governo auspica 'un'accelerazione dello sviluppo e della diffusione del digitale in tutto il territorio nazionale', ovviamente senza discriminare alcuna tecnica trasmissiva', nel rispetto cioe' del principio di neutralita' tecnologica. 'Compatibilmente con le risorse a disposizione - sottolinea il Dpef - il principale intervento dovra' riguardare un sostegno delle nuove attivita' di investimento nel progetto del digitale da parte della concessionaria del servizio pubblico, sia in termini di costruzione della rete che di confezione di un nuovo palinsesto e di una rinnovata offerta editoriale'. Tale progetto sara' 'inquadrato in un programma pluriennale', in vista dello switch off nel 2012.
Il Dpef individua anche altri possibili interventi: incentivazione dell'offerta di servizi interattivi di pubblica utilita' per il cittadino; incentivazioni per i fornitori di contenuti di particolare valore in tecnica digitale; attivita' di verifica e monitoraggio dello stato di trasformazione degli impianti; campagna di sensibilizzazione della popolazione; concessione di un bonus alle famiglie disagiate per acquistare apparati per la ricezione della tv digitale.
Banda larga - A fine settembre 2006 gli accessi hanno superato gli 8 milioni; il mercato e' stimabile in 2,6 miliardi. La prestazione dell'Italia e' simile a quella dei principali Paesi europei in termini di crescita annua, ma resta basso il livello di penetrazione in termini di accesso per 100 abitanti (14). E' necessario percio' affrontare 'i vincoli strutturali' che frenano la diffusione della banda larga. Ad oggi ci sono circa 7 milioni di persone in condizioni di 'divario digitale', in tutte le regioni, tendenzialmente in piccoli comuni o in aree svantaggiate: in queste aree, in cui il mercato non e' in grado di fornire tali servizi, 'e' auspicabile - si legge nel Dpef - un intervento importante di infrastrutturazione con gli strumenti che il governo ha a disposizione', concertate con Regioni ed Enti locali. Le risorse stanziate dal Cipe di assegnazione degli importi del Fondo per le Aree Sottoutilizzate e dagli appostamenti della Finanziaria sono pari a 125 milioni per il 2008 e a 60 milioni per il 2009.
Rete tlc - La costruzione delle reti di prossima generazione (Ngn) richiede - si legge nel documento - innanzi tutto regole chiare per la rete di accesso e per la remunerazione degli investimenti privati: sulla base di tale quadro, la costruzione delle ngn potra' essere accelerata, specie nelle aree meno sviluppate del Paese, impiegando i Fondi comunitari.
Digitale - Il passaggio alla nuova tecnologia e' ancora difficile: serve percio' 'uno sforzo in termini di investimenti, compatibilmente con le risorse di bilancio e di regolazione'. Nel quadriennio, il governo auspica 'un'accelerazione dello sviluppo e della diffusione del digitale in tutto il territorio nazionale', ovviamente senza discriminare alcuna tecnica trasmissiva', nel rispetto cioe' del principio di neutralita' tecnologica. 'Compatibilmente con le risorse a disposizione - sottolinea il Dpef - il principale intervento dovra' riguardare un sostegno delle nuove attivita' di investimento nel progetto del digitale da parte della concessionaria del servizio pubblico, sia in termini di costruzione della rete che di confezione di un nuovo palinsesto e di una rinnovata offerta editoriale'. Tale progetto sara' 'inquadrato in un programma pluriennale', in vista dello switch off nel 2012.
Il Dpef individua anche altri possibili interventi: incentivazione dell'offerta di servizi interattivi di pubblica utilita' per il cittadino; incentivazioni per i fornitori di contenuti di particolare valore in tecnica digitale; attivita' di verifica e monitoraggio dello stato di trasformazione degli impianti; campagna di sensibilizzazione della popolazione; concessione di un bonus alle famiglie disagiate per acquistare apparati per la ricezione della tv digitale.
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