Banda larga. Panorama 'legge' il rapporto Caio e conferma l'allarme: non si puo' piu' far affidamento sul doppino in rame
Riguardo alla copertura dell'Italia in fibra ottica "la velocita' di investimento osservata non appare sufficiente per assicurare al Paese una posizione di leadership internazionale" e c'e' "il rischio di fare troppo affidamento sulla rete in rame i cui limiti strutturali verranno sicuramente testati nei prossimi anni". Lo sostiene Francesco Caio, consulente del Governo, nel rapporto intitolato 'Portare l'Italia verso la leadership europea nella banda larga. Il rapporto tarda ad essere presentato e fatto suo dal Governo, dopo che per mesi era stata presentato come il grimaldello che rapidamente avrebbe sbloccato l'impasse italiana.
La considerazioni sulle opzioni di politica industriale', illustrate nei dettagli dal settimanale "Panorama". Il rapporto spiega infatti che Telecom, dal canto suo, "nel 2008 ha annunciato piani di investimento per lo sviluppo di una rete in fibra anche se i piani sono stati rivisti in riduzione per gli anni 2009 e 2010". Se non si vara un imponente piano di investimenti, sostiene il rapporto di Caio, "la competitivita' del sistema Paese si erodera' giorno per giorno e senza strappi percepibili" e, secondo Caio, la soluzione, per collegare 10 milioni di famiglie, e' mettere sul piatto 10 miliardi in cinque anni. Scegliendo l'opzione meno ambiziosa, invece, cioe' la copertura per 4,3 milioni di famiglie, necessitano 5,4 miliardi. Caio ritiene senza dubbio che i soldi debbano essere pubblici. Per quanto riguarda l'adsl, tecnologia che utilizza i cavi in rame e consente una velocita' di collegamento sufficiente minima, il consulente tira fuori numeri piu' bassi di quelli pubblicati finora: "Eliminando le zone dove la copertura non e' disponibile per problematiche tecniche o dove il servizio e' solo marginale (banda larga minima inferiore a un Mb) la popolazione in digital divide (cioe' che non ha accesso a internet veloce, ndr) sale al 12%, pari a 7,5 milioni di cittadini". Preso atto di questa situazione, il documento suggerisce in varie forme, come anticipato da Radiocor il 12 marzo scorso pubblicando le conclusioni del Rapporto Caio, lo scorporo della rete infrastrutturale di Telecom Italia. Caio calcola inoltre che, volendo assicurare una velocita' minima di 2 Mb per il 99% della popolazione entro il 2011, l'investimento necessario sarebbe di 1,2-1,3 miliardi (700 milioni per sviluppare la rete fissa, 600 per la mobile) se i lavori iniziassero entro giugno di quest'anno.
La considerazioni sulle opzioni di politica industriale', illustrate nei dettagli dal settimanale "Panorama". Il rapporto spiega infatti che Telecom, dal canto suo, "nel 2008 ha annunciato piani di investimento per lo sviluppo di una rete in fibra anche se i piani sono stati rivisti in riduzione per gli anni 2009 e 2010". Se non si vara un imponente piano di investimenti, sostiene il rapporto di Caio, "la competitivita' del sistema Paese si erodera' giorno per giorno e senza strappi percepibili" e, secondo Caio, la soluzione, per collegare 10 milioni di famiglie, e' mettere sul piatto 10 miliardi in cinque anni. Scegliendo l'opzione meno ambiziosa, invece, cioe' la copertura per 4,3 milioni di famiglie, necessitano 5,4 miliardi. Caio ritiene senza dubbio che i soldi debbano essere pubblici. Per quanto riguarda l'adsl, tecnologia che utilizza i cavi in rame e consente una velocita' di collegamento sufficiente minima, il consulente tira fuori numeri piu' bassi di quelli pubblicati finora: "Eliminando le zone dove la copertura non e' disponibile per problematiche tecniche o dove il servizio e' solo marginale (banda larga minima inferiore a un Mb) la popolazione in digital divide (cioe' che non ha accesso a internet veloce, ndr) sale al 12%, pari a 7,5 milioni di cittadini". Preso atto di questa situazione, il documento suggerisce in varie forme, come anticipato da Radiocor il 12 marzo scorso pubblicando le conclusioni del Rapporto Caio, lo scorporo della rete infrastrutturale di Telecom Italia. Caio calcola inoltre che, volendo assicurare una velocita' minima di 2 Mb per il 99% della popolazione entro il 2011, l'investimento necessario sarebbe di 1,2-1,3 miliardi (700 milioni per sviluppare la rete fissa, 600 per la mobile) se i lavori iniziassero entro giugno di quest'anno.
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