Barragan: l'eutanasia e' sempre un crimine
L'eutanasia e' "un'azione o omissione diretta volta ad uccidere il malato con il pretesto di alleviare il dolore" e in tutti i casi rappresenta "un crimine". Lo ha affermato il card. Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale della salute, intervistato dalla Radio Vaticana sulla prima giornata della Conferenza Internazionale sugli anziani in corso nell'aula del Sinodo. "Sono stati fatti tanti convegni, tante dissertazioni per stabilire -ha ricordato il porporato- una chiara frontiera tra eutanasia e altri trattamenti che si applicano agli anziani"re. In merito Barragan ha ricordato la distinzione tra 'le cure palliative' che sono, ha spiegato, 'quelle cure che non guariscono ma alleviano i dolori' e l'accanimento terapeutico che e' 'l'uso di terapie inutili e sproporzionate che si fanno al malato terminale di fronte ad una imminente agonia e che non servono che a prolungare la penosa agonia senza alleviarla'.
La Radio Vaticana ha diffuso oggi anche una presa di posizione dell'arcivescovo Gianfranco Ravasi in difesa della vita dal concepimento alla morte naturale. 'L'uomo -ha ricordato il presidente del Pontificio Consiglo della Cultura- non puo' essere considerato solo come un mero dato biologico come spiega il salmo 139 evocando la presenza creatrice di Dio: 'Sei tu che hai creato i miei reni, mi hai intessuto nel grembo di mia madre... Il mio scheletro non ti era nascosto quando fui confezionato nel segreto, ricamato nelle profondita' della terra. Anche il mio embrione i tuoi occhi l'hanno visto. Nel tuo libro erano gia' tutti scritti i giorni che furono formati quando ancora non ne esisteva uno''.
'Il passo e' potente nella sua forza evocatrice e allusiva: Dio delinea i giorni dell'uomo prima ancora che essi esistano. Al Creatore non e' celato o estraneo quel piccolo germe di vita che e' l'embrione', ha affermato Ravasi a margine del Convegno Stoq promosso dal Consiglio della Cultura e da diversi atenei cattolici presso l'Universita' Pontificia Regina Apostolorum.
La Radio Vaticana ha diffuso oggi anche una presa di posizione dell'arcivescovo Gianfranco Ravasi in difesa della vita dal concepimento alla morte naturale. 'L'uomo -ha ricordato il presidente del Pontificio Consiglo della Cultura- non puo' essere considerato solo come un mero dato biologico come spiega il salmo 139 evocando la presenza creatrice di Dio: 'Sei tu che hai creato i miei reni, mi hai intessuto nel grembo di mia madre... Il mio scheletro non ti era nascosto quando fui confezionato nel segreto, ricamato nelle profondita' della terra. Anche il mio embrione i tuoi occhi l'hanno visto. Nel tuo libro erano gia' tutti scritti i giorni che furono formati quando ancora non ne esisteva uno''.
'Il passo e' potente nella sua forza evocatrice e allusiva: Dio delinea i giorni dell'uomo prima ancora che essi esistano. Al Creatore non e' celato o estraneo quel piccolo germe di vita che e' l'embrione', ha affermato Ravasi a margine del Convegno Stoq promosso dal Consiglio della Cultura e da diversi atenei cattolici presso l'Universita' Pontificia Regina Apostolorum.
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