Barragan: papa Wojtyla ha solo rifiutato accanimento terapeutico
"No all'accanimento terapeutico, sempre che si definisca quali sono le cure sproporzionate. No netto all'eutanasia". Lo ha detto il cardinale Javier Lozano Barragan in un colloquio con il 'Corriere della Sera', diretto da Paolo Mieli. E sul testamento biologico: "Se vuol dire rinunciare all'accanimento terapeutico in quanto tale, non ho obiezioni morali. Ma nella pratica bisogna prendere in considerazione tante condizioni. Non dev'essere un pretesto per l'eutanasia, si deve poter cambiare decisione nel corso della vita, ci dev'essere un fiduciario superpartes, come un notaio per esempio".
"Ma gli interrogativi aperti restano molti: chi puo' giudicare se le cure sono sproporzionate e inutili? Chi decide i confini dell'accanimento? Sono questioni troppo difficili da risolvere concretamente ed e' per questo che la Conferenza episcopale italiana si e' espressa contro. Perche', nella realta', il testamento biologico rischia di trasformarsi in una scorciatoia per l'eutanasia". Su questo "io mi attengo alla posizione della Cei, perche' ci sono molti nodi ancora da sciogliere".
Fu lo stesso Wojtyla a non voler andare al Gemelli, aggiunge Barraga'n nel colloquio, sottolineando che Giovanni Paolo II chiese: 'se mi portate al Gemelli avete modo di guarirmi?'. 'La risposta fu no - conclude - Allora replico': 'Resto qui, mi affido a Dio'".
Secondo il cardinale si tratta di un rifiuto all'accanimento terapeutico, 'nel senso di cure sproporzionate e inutili".
"Ma gli interrogativi aperti restano molti: chi puo' giudicare se le cure sono sproporzionate e inutili? Chi decide i confini dell'accanimento? Sono questioni troppo difficili da risolvere concretamente ed e' per questo che la Conferenza episcopale italiana si e' espressa contro. Perche', nella realta', il testamento biologico rischia di trasformarsi in una scorciatoia per l'eutanasia". Su questo "io mi attengo alla posizione della Cei, perche' ci sono molti nodi ancora da sciogliere".
Fu lo stesso Wojtyla a non voler andare al Gemelli, aggiunge Barraga'n nel colloquio, sottolineando che Giovanni Paolo II chiese: 'se mi portate al Gemelli avete modo di guarirmi?'. 'La risposta fu no - conclude - Allora replico': 'Resto qui, mi affido a Dio'".
Secondo il cardinale si tratta di un rifiuto all'accanimento terapeutico, 'nel senso di cure sproporzionate e inutili".
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