Barrot al Parlamento Europeo: stiamo esaminando e monitorando violazioni dei diritti umani da parte dell'Italia
La Commissione Ue sta esaminando con grande attenzione il pacchetto sicurezza adottato da poco in Italia e il vicepresidente dell'eurogoverno ha gia' chiesto al ministro dell'Interno Roberto Maroni chiarimenti sulla parte riguardante la registrazione dei figli di immigrati irregolari, durante l'incontro con i ministri dell'Interno Ue a Stoccolma la scorsa settimana. Lo ha detto lo stesso Jacques Barrot in una lunga audizione davanti alla comissione liberta' civili del Parlamento europeo, durante la quale si sono affrontati gli eurodeputati italiani sugli opposti schieramenti.
Ad insistere perche' il commissario Ue per la giustizia sicurezza e Liberta' desse la sua valutazione sul pacchetto sicurezza e sui respingimenti in mare verso la Libia sono stati Rita Borsellino (Pd) e Sonia Alfano (Idv), la quale ha chiesto alla Commissione di dare un 'segnale forte' all'Italia anche con l'apertura di una procedura di infrazione per violazione di 'tutti i trattati sui diritti umani'.
Il leghista Mario Borghezio ha sollecitato la Commissione ad esaminare il provvedimento proprio per dimostrare come la politica attuata dal ministro dell'Interno Roberto Maroni e' un 'esempio di contrasto alla connection mafia-immigrazione clandestina' e ha criticato quello che ha definito 'senza se e senza ma un attacco al nostro Paese impegnato nella difficile battaglia di contenimento dell'immigrazione clandestina'.
A Borghezio e ai suoi riferimenti all'Islam ha replicato Rosario Crocetta (Pd) che dopo la seduta della commissione ha diffuso una nota insieme a Borsellino e a Debora Serracchiani per dire che 'risulta in modo eclatante che la Commissione Ue sta col fiato sul collo del governo italiano'.
Al di la' delle polemiche politiche, il vicepresidente della Commissione Ue ha spiegato di avere scritto una lettera al presidente della commissione parlamentare, Fernando Lopez Aguilar nella quale rende noto di avere chiesto all'Italia chiarimenti supplementari sui respingimenti verso la Libia. Il nocciolo della questione, che lo stesso Barrot nella lettera definisce complessa da un punto di vista fattuale e giuridico, sta nel rispetto del principio del non respingimento che e' incluso nel codice delle frontiere dello spazio Schengen.
In Libia Barrot potrebbe recarsi all'inizio dell'autunno per vedere, ha spiegato, come si possa mettere in atto un meccanismo che consenta a chi vuole presentare una domanda di asilo di poterlo fare li', piuttosto che affidarsi ai trafficanti di essere umani per attraversare il Mediterraneo e farlo in un paese dell'Ue.
Ad insistere perche' il commissario Ue per la giustizia sicurezza e Liberta' desse la sua valutazione sul pacchetto sicurezza e sui respingimenti in mare verso la Libia sono stati Rita Borsellino (Pd) e Sonia Alfano (Idv), la quale ha chiesto alla Commissione di dare un 'segnale forte' all'Italia anche con l'apertura di una procedura di infrazione per violazione di 'tutti i trattati sui diritti umani'.
Il leghista Mario Borghezio ha sollecitato la Commissione ad esaminare il provvedimento proprio per dimostrare come la politica attuata dal ministro dell'Interno Roberto Maroni e' un 'esempio di contrasto alla connection mafia-immigrazione clandestina' e ha criticato quello che ha definito 'senza se e senza ma un attacco al nostro Paese impegnato nella difficile battaglia di contenimento dell'immigrazione clandestina'.
A Borghezio e ai suoi riferimenti all'Islam ha replicato Rosario Crocetta (Pd) che dopo la seduta della commissione ha diffuso una nota insieme a Borsellino e a Debora Serracchiani per dire che 'risulta in modo eclatante che la Commissione Ue sta col fiato sul collo del governo italiano'.
Al di la' delle polemiche politiche, il vicepresidente della Commissione Ue ha spiegato di avere scritto una lettera al presidente della commissione parlamentare, Fernando Lopez Aguilar nella quale rende noto di avere chiesto all'Italia chiarimenti supplementari sui respingimenti verso la Libia. Il nocciolo della questione, che lo stesso Barrot nella lettera definisce complessa da un punto di vista fattuale e giuridico, sta nel rispetto del principio del non respingimento che e' incluso nel codice delle frontiere dello spazio Schengen.
In Libia Barrot potrebbe recarsi all'inizio dell'autunno per vedere, ha spiegato, come si possa mettere in atto un meccanismo che consenta a chi vuole presentare una domanda di asilo di poterlo fare li', piuttosto che affidarsi ai trafficanti di essere umani per attraversare il Mediterraneo e farlo in un paese dell'Ue.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti