Bassoli a Cappato: non intendo dimettermi, testamento biologico dopo Finanziaria
"Nel replicare a Marco Cappato, dico subito che gli darò due delusioni. La prima: non intendo presentare le mie dimissioni da relatrice ai disegni di legge sul testamento biologico, ma anzi rivendico il metodo con cui ho affrontato la discussione. La seconda: il lavoro parlamentare non è affossato, ma riprenderà - come da tempo annunciato - dopo l'esame della Finanziaria, sulla base di un testo unificato che io ho preparato". E' quanto scrive la senatrice del Pd Fiorenza Bassoli in un intervento pubblicato oggi dal Riformista.
"Penso che il Pd abbia colto l'importanza di vincere la sfida dell'innovazione politica, partendo dalla proficua contaminazione tra matrici politiche e culturali diverse - scrive la senatrice del Pd - Innovare significa anche e soprattutto cambiare il metodo di fare politica. Per questo ho ritenuto di non assumere un testo base, che avrebbe comportato subito l'emersione dei distinguo, ma di partire da ciò che c'era di comune nelle molte proposte legislative presentate, per mettere in evidenza i punti condivisi come punti di forza di una legge che possa essere sostenuta da un ampio consenso".
"Legiferare in materia di testamento biologico non significa solo garantire il rispetto di un diritto - continua Fiorenza Bassoli - ma vuol dire accompagnare il paziente sempre, e in specie nella fase di fine vita. Il punto di partenza deve essere il rafforzamento del consenso informato e la valorizzazione della relazione medico-paziente nel processo di cura. Nell'estendere il consenso informato alle condizioni di incapacità del paziente, il medico non può e non deve essere solo un notaio ma, insieme al fiduciario, deve garantire l'attuazione delle volontà dell'ammalato in relazione alla sua reale situazione, momento per momento, fino all'ultimo. Chi decide di interrompere le cure non deve essere abbandonato a se stesso - sottolinea Fiorenza Bassoli - Nel Paese che registra il primato negativo per la carenza di cure palliative e adeguate terapie del dolore, ciò non è per niente scontato, e questa legge deve farsi carico del problema. La credibilità della politica e delle istituzioni sta nella capacità di costruire regole che, per quanto riguarda i temi della vita e della morte, non solo siano ampiamente condivise perché toccano valori alla base della convivenza civile, ma anche che definiscano diritti realmente esigibili".
"Un'ottima notizia". Cosi' Marco Cappato "La notizia che Bassoli ha dato non e' per me una delusione, ma al contrario una positiva e importante novita': il lavoro parlamentare riprendera' dopo la Finanziaria sulla base di un testo unificato gia' preparato dalla stessa Relatrice. Benissimo", afferma. Cappato spiega che il suo intervento "non era un attacco frontale e personale, ma una denuncia politica di una situazione che, per quanto mi riguarda, soltanto l'annuncio dato oggi consente di considerare mutata. Quanto alla necessita' di determinare regole condivise - prosegue - non vi e' alcuna ostilita' pregiudiziale da parte dell'associazione Coscioni e dei Radicali italiani'.
'Inviterei la senatrice Bassoli - aggiunge Cappato- a riflettere sul fatto che finora sono stati suoi colleghi di partito, e non certo noi Radicali, a cercare di rinviare in continuazione l'esame del provvedimento, e che la logica delle scelte condivise, se si tramuta da opportunita' a vincolo ideologico di unanimismo a qualsiasi costo, consegna un diritto di veto alle componenti clericali, come gia' accaduto, sempre dall'interno del partito della senatrice Bassoli, sul provvedimento che riguarda i Dico".
"Penso che il Pd abbia colto l'importanza di vincere la sfida dell'innovazione politica, partendo dalla proficua contaminazione tra matrici politiche e culturali diverse - scrive la senatrice del Pd - Innovare significa anche e soprattutto cambiare il metodo di fare politica. Per questo ho ritenuto di non assumere un testo base, che avrebbe comportato subito l'emersione dei distinguo, ma di partire da ciò che c'era di comune nelle molte proposte legislative presentate, per mettere in evidenza i punti condivisi come punti di forza di una legge che possa essere sostenuta da un ampio consenso".
"Legiferare in materia di testamento biologico non significa solo garantire il rispetto di un diritto - continua Fiorenza Bassoli - ma vuol dire accompagnare il paziente sempre, e in specie nella fase di fine vita. Il punto di partenza deve essere il rafforzamento del consenso informato e la valorizzazione della relazione medico-paziente nel processo di cura. Nell'estendere il consenso informato alle condizioni di incapacità del paziente, il medico non può e non deve essere solo un notaio ma, insieme al fiduciario, deve garantire l'attuazione delle volontà dell'ammalato in relazione alla sua reale situazione, momento per momento, fino all'ultimo. Chi decide di interrompere le cure non deve essere abbandonato a se stesso - sottolinea Fiorenza Bassoli - Nel Paese che registra il primato negativo per la carenza di cure palliative e adeguate terapie del dolore, ciò non è per niente scontato, e questa legge deve farsi carico del problema. La credibilità della politica e delle istituzioni sta nella capacità di costruire regole che, per quanto riguarda i temi della vita e della morte, non solo siano ampiamente condivise perché toccano valori alla base della convivenza civile, ma anche che definiscano diritti realmente esigibili".
"Un'ottima notizia". Cosi' Marco Cappato "La notizia che Bassoli ha dato non e' per me una delusione, ma al contrario una positiva e importante novita': il lavoro parlamentare riprendera' dopo la Finanziaria sulla base di un testo unificato gia' preparato dalla stessa Relatrice. Benissimo", afferma. Cappato spiega che il suo intervento "non era un attacco frontale e personale, ma una denuncia politica di una situazione che, per quanto mi riguarda, soltanto l'annuncio dato oggi consente di considerare mutata. Quanto alla necessita' di determinare regole condivise - prosegue - non vi e' alcuna ostilita' pregiudiziale da parte dell'associazione Coscioni e dei Radicali italiani'.
'Inviterei la senatrice Bassoli - aggiunge Cappato- a riflettere sul fatto che finora sono stati suoi colleghi di partito, e non certo noi Radicali, a cercare di rinviare in continuazione l'esame del provvedimento, e che la logica delle scelte condivise, se si tramuta da opportunita' a vincolo ideologico di unanimismo a qualsiasi costo, consegna un diritto di veto alle componenti clericali, come gia' accaduto, sempre dall'interno del partito della senatrice Bassoli, sul provvedimento che riguarda i Dico".
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