Belgio. Formazione universitaria per gli imam
Anche in Belgio si comincia a parlare di formazione per imam, come accade ormai un po' in tutta Europa, ma questa volta a livello universitario. Un progetto pilota partira' agli inizi del 2007, organizzato dall'Universita' cattolica di Lovanio (Ucl), il piu' prestigioso ateneo del paese, ubicato a trenta chilometri da Bruxelles e risalente al quindicesimo secolo, in collaborazione con altri due centri di istruzione superiore della capitale belga.
Il corso di formazione continua sara' dedicato a responsabili delle comunita' musulmane, imam, insegnanti di religione, ma aperto a tutti. I promotori hanno fatto sapere che il progetto pilota sara' realizzato con la collaborazione dell' Esecutivo dei musulmani del Belgio, l'interlocutore ufficialmente riconosciuto dal governo belga in materia di culto musulmano.
"Per la prima volta un corso di formazione superiore in teologia islamica entra a pieno titolo nella sfera universitaria", ha detto oggi Felice Dassetto, professore di sociologia all'Ucl e direttore del Centro interdisciplinare di studi sull'Islam nel mondo contemporaneo (Cismac). Il progetto pilota si differenziera' dagli studi di islamismo gia' esistenti nelle facolta' belghe e permettera' tuttavia di valutare le sfide che si presenteranno al momento della creazione di una vera e propria facolta' islamica, in progetto nonostante la convinzione del professore Dassetto che per questo "il Belgio non e' ancora pronto".
In Belgio vivono circa mezzo milione di persone provenienti da un paese dove la religione dominante e' quella musulmana e secondo alcuni studi realizzati dai ricercatori dell'Ucl nel 2020 il 45% della popolazione di una citta' come quella di Bruxelles sara' costituito da musulmani immigrati e dai loro figli.
Il progetto pilota presentato oggi potra' contare sul sostengo economico offerto da Marie-Dominique Simonet, ministro dell'insegnamento superiore della Comunita' francese.
Dall'Olanda alla Svizzera, passando per la Francia, sono molti i paesi europei che esprimono l'intenzione di formare a proprie spese gli imam, gli insegnanti di religione islamica ed i responsabili di associazioni di musulmani, spesso coinvolgendoli nella creazione di scuole specifiche per imam, per insegnare loro le leggi nazionali e far rispettare le religioni e le culture altrui.
In Europa oltre il 90% degli imam sono stranieri e conoscono poco le lingue europee ma di fatto costituiscono il tramite tra gli immigrati musulmani e la legge dello stato che li ospita.
Il corso di formazione continua sara' dedicato a responsabili delle comunita' musulmane, imam, insegnanti di religione, ma aperto a tutti. I promotori hanno fatto sapere che il progetto pilota sara' realizzato con la collaborazione dell' Esecutivo dei musulmani del Belgio, l'interlocutore ufficialmente riconosciuto dal governo belga in materia di culto musulmano.
"Per la prima volta un corso di formazione superiore in teologia islamica entra a pieno titolo nella sfera universitaria", ha detto oggi Felice Dassetto, professore di sociologia all'Ucl e direttore del Centro interdisciplinare di studi sull'Islam nel mondo contemporaneo (Cismac). Il progetto pilota si differenziera' dagli studi di islamismo gia' esistenti nelle facolta' belghe e permettera' tuttavia di valutare le sfide che si presenteranno al momento della creazione di una vera e propria facolta' islamica, in progetto nonostante la convinzione del professore Dassetto che per questo "il Belgio non e' ancora pronto".
In Belgio vivono circa mezzo milione di persone provenienti da un paese dove la religione dominante e' quella musulmana e secondo alcuni studi realizzati dai ricercatori dell'Ucl nel 2020 il 45% della popolazione di una citta' come quella di Bruxelles sara' costituito da musulmani immigrati e dai loro figli.
Il progetto pilota presentato oggi potra' contare sul sostengo economico offerto da Marie-Dominique Simonet, ministro dell'insegnamento superiore della Comunita' francese.
Dall'Olanda alla Svizzera, passando per la Francia, sono molti i paesi europei che esprimono l'intenzione di formare a proprie spese gli imam, gli insegnanti di religione islamica ed i responsabili di associazioni di musulmani, spesso coinvolgendoli nella creazione di scuole specifiche per imam, per insegnare loro le leggi nazionali e far rispettare le religioni e le culture altrui.
In Europa oltre il 90% degli imam sono stranieri e conoscono poco le lingue europee ma di fatto costituiscono il tramite tra gli immigrati musulmani e la legge dello stato che li ospita.
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