Belgio. Licenziato se parli italiano in fabbrica
In fabbrica si deve parlare solo fiammingo, compreso a mensa, pena il licenziamento. E' quanto ha stabilito la direzione aziendale della Hp Pelzer di Genk, un comune belga delle Fiandre, dove e' consistente anche la comunita' di immigrati italiani.
L'azienda, che conta 125 dipendenti, di cui il 70% di origine straniera e il 35% solo turchi, ha annunciato che se un lavoratore verra' sorpreso a parlare una lingua diversa dal fiammingo, dopo 'tre richiami', sara' licenziato. Le motivazioni addotte sono il 'rispetto' nei confronti dei colleghi e la 'sicurezza'.
Geert Vermote, capo del personale dell'azienda in una dichiarazione al quotidiano fiammingo De Standaard, ha sottolineato che l'azienda ha personale proveniente da diversi paesi, 'dall'Italia, dall'India, dalla Polonia, dall'Algeria' e - ha spiegato - 'vogliamo evitare che si formino gruppetti chiusi'.
Contro le regole imposte nella fabbrica, un'azienda che lavora in subappalto per Ford, sono insorti soprattutto gli immigrati turchi che hanno chiesto aiuto alle organizzazioni contro le discriminazioni e ai sindacati. Ma, almeno per il momento, nessun intervento verra' fatto dal Centro per le pari opportunita' e la lotta al razzismo. 'Il fatto che un'azienda chieda di parlare fiammingo e' legale', ha detto all'agenzia di stampa Belga il presidente del centro Jozef De Witte convinto che all'Hp Pelzer ci siano margini per una 'corretta collaborazione' .
L'azienda, che conta 125 dipendenti, di cui il 70% di origine straniera e il 35% solo turchi, ha annunciato che se un lavoratore verra' sorpreso a parlare una lingua diversa dal fiammingo, dopo 'tre richiami', sara' licenziato. Le motivazioni addotte sono il 'rispetto' nei confronti dei colleghi e la 'sicurezza'.
Geert Vermote, capo del personale dell'azienda in una dichiarazione al quotidiano fiammingo De Standaard, ha sottolineato che l'azienda ha personale proveniente da diversi paesi, 'dall'Italia, dall'India, dalla Polonia, dall'Algeria' e - ha spiegato - 'vogliamo evitare che si formino gruppetti chiusi'.
Contro le regole imposte nella fabbrica, un'azienda che lavora in subappalto per Ford, sono insorti soprattutto gli immigrati turchi che hanno chiesto aiuto alle organizzazioni contro le discriminazioni e ai sindacati. Ma, almeno per il momento, nessun intervento verra' fatto dal Centro per le pari opportunita' e la lotta al razzismo. 'Il fatto che un'azienda chieda di parlare fiammingo e' legale', ha detto all'agenzia di stampa Belga il presidente del centro Jozef De Witte convinto che all'Hp Pelzer ci siano margini per una 'corretta collaborazione' .
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti