Belgio. Nati i primi due baby designer
L'Universita' Libera di Bruxelles ha annunciato la nascita dei primi due "baby designer", bimbi nati dopo che gli embrioni erano stati selezionati affinche' fossero compatibili per salvare i fratellini grazie alle cellule staminali presenti nel sangue del cordone ombelicale. Sono nati a gennaio all'Ospedale Accademico, ma la notizia e' stata resa nota solo il 18 maggio dal quotidiano De Standaard.
Su un totale di 61 coppie belghe e straniere che hanno richiesto la possibilita' di accedere a questo tipo di tecnica, 14 sono in trattamento, e oltre ai due bimbi gia' nati una terza donna e' in gravidanza, mentre una quarta ha avuto un aborto spontaneo.
Il trattamento costa piu' di 6 mila euro, ma in gran parte viene rimborsato dalla sanita' pubblica.
Il ricorso a bambini "salvatori" non e' vietato dalla legge belga, ha precisato il 19 maggio davanti al Senato il ministro degli Affari Sociali e della Salute Rudy Demotte, rispondendo, dopo che e' stata resa nota la notizia dei due baby designer, a domande in aula che chiedevano se questa pratica fosse autorizzata. Il ministro ha spiegato che questa pratica, utilizzata nel centro ospedaliero dell'universita' di Vub, si inscrive nel quadro della fecondazione in vitro, autorizzata in centri certificati attraverso una convenzione con un altro centro di genetica umana a sua volta certificato.
La diagnosi preimpianto fatta a partire dalle cellule prelevate sugli embrioni, permette infatti di selezionare gli embrioni non portatori della malattia genetica e di scegliere tra gli indenni quelli, o quello, che saranno compatibili per curare un fratello malato. Due anni fa, la senatrice liberale Christine Defraigne aveva presentato una proposta di legge per regolamentare piu' chiaramente la pratica della diagnosi preimpianto. Secondo la senatrice, il ricorso a bambini salvatori puo' essere accettabile a condizione che il bambino sia desiderato e che la finalita' terapeutica non sopravanzi questo desiderio. La Defraigne ha ricordato che esistono soluzioni alternative ai bambini salvatori, incoraggiando la donazione del cordone ombelicale. A questo scopo, la senatrice ha presentato una proposta di legge per la regolamentazione delle banche di cordoni ombelicali.
Su un totale di 61 coppie belghe e straniere che hanno richiesto la possibilita' di accedere a questo tipo di tecnica, 14 sono in trattamento, e oltre ai due bimbi gia' nati una terza donna e' in gravidanza, mentre una quarta ha avuto un aborto spontaneo.
Il trattamento costa piu' di 6 mila euro, ma in gran parte viene rimborsato dalla sanita' pubblica.
La diagnosi preimpianto fatta a partire dalle cellule prelevate sugli embrioni, permette infatti di selezionare gli embrioni non portatori della malattia genetica e di scegliere tra gli indenni quelli, o quello, che saranno compatibili per curare un fratello malato. Due anni fa, la senatrice liberale Christine Defraigne aveva presentato una proposta di legge per regolamentare piu' chiaramente la pratica della diagnosi preimpianto. Secondo la senatrice, il ricorso a bambini salvatori puo' essere accettabile a condizione che il bambino sia desiderato e che la finalita' terapeutica non sopravanzi questo desiderio. La Defraigne ha ricordato che esistono soluzioni alternative ai bambini salvatori, incoraggiando la donazione del cordone ombelicale. A questo scopo, la senatrice ha presentato una proposta di legge per la regolamentazione delle banche di cordoni ombelicali.
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