Belgio. Un paziente su due trattato con cure palliative chiede di morire
Le cure palliative, per quanto efficaci siano, non impediscono che alcuni desiderino comunque la morte. Lo rileva un'indagine sugli atti di fine vita, condotta da Test-Achats su oltre 3.000 soggetti tra familiari di pazienti, medici ed infermieri. L'inchiesta mostra che la domanda di morire proviene in maggioranza (47%) dal paziente stesso, nel 38% dei casi dai familiari, nel 15% sia dal paziente sia dalla famiglia. Secondo i parenti interpellati che hanno vissuto la morte di un loro familiare in seguito a una malattia mortale, il 49% dei malati ha chiesto un intervento di fine vita, il 15% ha chiesto un aiuto al suicidio o un atto eutanasico e il 13% ha fatto domanda esplicita di eutanasia.
"Il legame tra accanimento terapeutico e la formulazione della domanda e' evidente", afferma in un comunicato Test-Achats. Il 48% dei medici e degli infermieri ha gia' avuto una richiesta di non intraprendere un trattamento inutile e il 32% che fosse sospeso. Il 15% del personale sanitario in generale afferma inoltre di essere stato confrontato con una domanda di ricetta di un farmaco mortale (aiuto al suicidio) e il 28% che fosse somministrato al paziente (eutanasia). Secondo i parenti dei malati, il 44% dei pazienti belgi in fase terminale ha fruito di un atto d'interruzione di vita o di un atto volto ad accelerare il decesso.
"Il legame tra accanimento terapeutico e la formulazione della domanda e' evidente", afferma in un comunicato Test-Achats. Il 48% dei medici e degli infermieri ha gia' avuto una richiesta di non intraprendere un trattamento inutile e il 32% che fosse sospeso. Il 15% del personale sanitario in generale afferma inoltre di essere stato confrontato con una domanda di ricetta di un farmaco mortale (aiuto al suicidio) e il 28% che fosse somministrato al paziente (eutanasia). Secondo i parenti dei malati, il 44% dei pazienti belgi in fase terminale ha fruito di un atto d'interruzione di vita o di un atto volto ad accelerare il decesso.
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