Venerdì 5 giugno 2026
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Belgio. In Tv la storia di Marie Humbert

U.E. - BELGIO
Notizia ·
Sabato, 3 marzo, i telespettatori belgi, e i loro vicini di frontiera, hanno avuto l'opportunita' di vedere su RTL TVI il telefilm "Marie Humbert, le choix d'une mère". All'ultimo Festival International du Film de Television di Luchon, lo sceneggiato ha ottenuto buona accoglienza e il Grand Prix della giuria. Il telefilm e' un adattamento dei libri di Vincent Humbert, "Je vous demande le droit de mourir", e del dottor Chaussoy (che ha staccato la spina al giovane il 26 settembre 2003), "Je ne suis pas un assassin". Racconta "la storia di questa donna confrontata con la volonta' di morire di suo figlio, divenuto tetraplegico in seguito a un grave incidente d'auto nel settembre 2000". Il quotidiano le Parisien ha scritto recentemente che "per un'ora e mezzo il telespettatore segue la lotta di questa madre "coraggio". Alternando momenti drammatici -come la prima volta che Marie Humbert scopre il figlio in un letto d'ospedale-, di speranza e anche d'umorismo, il racconto tratta il difficile tema dell'eutanasia". Da parte sua, il quotidiano belga Le Soir scrive che "Il telefilm sarebbe potuto essere uno stucchevole mélo. Ma e' effettivamente duro, e' innanzi tutto umano. E Florence Pernel e' eccezionale nel ruolo di Marie Humbert". Dice Le Soir che il filmato ripercorre i tre anni che separano l'incidente e la morte di Vincent. "Una storia di vita, prima di tutto. Pazientemente, Marie Humbert fa riacquistare al figlio l'alfabeto, affinche' possa comunicare, attraverso il pollice. E' in questa forma che dettera' a un giornalista un libro completo (Vi chiedo il diritto di morire ndr). Perche' ben presto, gli sforzi di sua madre per restituirgli il gusto di vivere si riveleranno vani. Il suo Titi, come lo chiama, la incalza. Vuole morire, non se la sente di vivere i prossimi cinquant'anni malato in un corpo con cui non puo' piu' fare niente. "Se tu m'amassi, lo faresti", le ripete in continuazione. A lungo rifiutera'. Prima di cedere".
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