Benin. Ministro dell'interno francese contestato in Benin per nuova legge su immigrazione
Centinaia di persone hanno manifestato oggi a Cotonou, capitale del Benin, per protestare contro l'arrivo del ministro francese dell'Interno, Nicolas Sarkozy, colpevole di aver apposto la firma sulla legge sulla "immigrazione scelta", adottata mercoledì dall'Assemblea Nazionale.
A Cotonou centinaia di dimostranti hanno risposto all'appello dell'Associazione di lotta contro il razzismo, l'etnocentrismo e il regionalismo (la Ong Alcrer) che ha organizzato, insieme alla Federazione nazionale studenti del Benin (Fneb), un sit-in dinanzi al ministero dell'interno. I manifestanti si sono poi spostati davanti all'ambasciata della Francia a Cotonou.
Cartelli durissimi quelli issati dai manifestanti: "Sarkozy razzista", "Sarkozy straniero", "Sarkozy Hitler". "Non è possibile accettare qualcuno che non ha rispetto per i neri - ha dichiarato Martin Assogba, presidente di Alcrer - che pensa di essere ancora all'epoca nazista, e ritiene di opprimere la gente che ha un colore di pelle diverso. Non è normale - aggiunge -vedere che Sarkozy, figlio di immigrati ungheresi in Francia, oggi ha la nazionalità e che gli altri non hanno diritto a nulla. "E' un comportamento da frustrato" ha aggiunto Guy Mitokpè, presidente del Fneb dinanzi alla folla controllata dalla polizia.
La visita di Sarkozy in Africa, coincide con l'adozione da parte dell'Assemblea Nazionale francese di una controversa legge sull'immigrazione "scelta", che indurisce le condizioni d'entrata e di soggiorno in Francia e propone "carte" temporanee (tre anni eventualmente rinnovabili), ma che riconosce anche "competenze e talenti" ai laureati arrivati dai Paesi in via di sviluppo. Nicolas Sarkozy, attualmente ancora in Benin, è atteso per questa sera a Marrakech, dove incontrerà il suo omologo marocchino Chakib ben Moussa, già ricevuto a Parigi il 14 aprile.
La tappa in Marocco non era programmata nel viaggio africano del numero due del governo francese, nonché presidente dell'Unione per un movimento popolare (Ump), che era iniziato ieri a Bamako (Mali).
A Cotonou centinaia di dimostranti hanno risposto all'appello dell'Associazione di lotta contro il razzismo, l'etnocentrismo e il regionalismo (la Ong Alcrer) che ha organizzato, insieme alla Federazione nazionale studenti del Benin (Fneb), un sit-in dinanzi al ministero dell'interno. I manifestanti si sono poi spostati davanti all'ambasciata della Francia a Cotonou.
Cartelli durissimi quelli issati dai manifestanti: "Sarkozy razzista", "Sarkozy straniero", "Sarkozy Hitler". "Non è possibile accettare qualcuno che non ha rispetto per i neri - ha dichiarato Martin Assogba, presidente di Alcrer - che pensa di essere ancora all'epoca nazista, e ritiene di opprimere la gente che ha un colore di pelle diverso. Non è normale - aggiunge -vedere che Sarkozy, figlio di immigrati ungheresi in Francia, oggi ha la nazionalità e che gli altri non hanno diritto a nulla. "E' un comportamento da frustrato" ha aggiunto Guy Mitokpè, presidente del Fneb dinanzi alla folla controllata dalla polizia.
La visita di Sarkozy in Africa, coincide con l'adozione da parte dell'Assemblea Nazionale francese di una controversa legge sull'immigrazione "scelta", che indurisce le condizioni d'entrata e di soggiorno in Francia e propone "carte" temporanee (tre anni eventualmente rinnovabili), ma che riconosce anche "competenze e talenti" ai laureati arrivati dai Paesi in via di sviluppo. Nicolas Sarkozy, attualmente ancora in Benin, è atteso per questa sera a Marrakech, dove incontrerà il suo omologo marocchino Chakib ben Moussa, già ricevuto a Parigi il 14 aprile.
La tappa in Marocco non era programmata nel viaggio africano del numero due del governo francese, nonché presidente dell'Unione per un movimento popolare (Ump), che era iniziato ieri a Bamako (Mali).
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