Beppino Englaro: la Cassazione affermera' lo Stato di diritto
'Dalla Corte di cassazione, vista la sentenza del 16 ottobre 2007 sul caso Eluana Englaro, ci si puo' attendere solo che ci si esprima a livelli altissimi'. E' quanto ha dichiarato Beppino Englaro, nel corso di un'intervista a Econews in cui ha presentato il suo libro 'Eluana. La liberta' e la vita'. ' Quando ci si esprime ai massimi livelli su questo tipo di temi - dice il padre di Eluana - e' il massimo che ci si possa attendere. Credo che faranno valere, come fecero valere allora, lo Stato di Diritto. Se ci sara' una sentenza avversa la esaminero' attentamente e vedro' se ci saranno altre strade da percorrere'. Englaro ha sottolineato di non aver mai pensato a risolvere privatamente la questione di sua figlia e che non ha mai chiesto l'eutanasia ma il diritto a rifiutare le cure. 'Lo stato vegetativo permanente non esiste in natura. Mia figlia ha avuto le migliori cure nella situazione nella quale si e' venuta a trovare ma ora non ha nessuna percezione del mondo e dipende in tutto e per tutto da mani altrui. L'ultima sentenza di cassazione ha chiarito che si tratta di rifiuto delle cure, e che il dire no a terapie e cure non puo' avere limiti, anche se si ha come conseguenza la morte, ma ho dovuto attendere 5750 giorni per trovarlo nero su bianco'.
FLOP DELL'INFEDELE. LERNER: LO RIFAREI - Due sere fa "il pubblico dell'Infedele si e' piu' che dimezzato: 1,43 per cento di share, per una media di 356.120 telespettatori. E cio' nonostante i contatti (persone che si sono fermate un po' a guardarci) siano stati ben 4.268.865. Visto di che si trattava, scappavano via". È la considerazione proposta via blog da Gad Lerner, autore-conduttore dell'Infedele. "Non pubblico mai i dati auditel quando sono positivi, preferisco - sottolinea Lerner - riflettere sui flop. Soprattutto quando mi ritrovo in controtendenza, ovvero sono soddisfatto e perfino un po' orgoglioso del lavoro svolto. Era gia' accaduta la stessa cosa identica in occasione delle puntate (bellissime, lasciatemelo dire) in cui avevo coinvolto le associazioni dei malati di cancro in una riflessione sul significato della cura e sull'esperienza della malattia. Molti commenti positivi, complimenti vivissimi, e ascolti precipitati sotto il 2 per cento. Siccome sono cocciuto - e conosco pure i trucchi per recuperare ascolti, restando la media dell'Infedele 2008 piu' alta della scorsa stagione - mi prendo pure il lusso di dirvi che rifarei la stessa puntata. La considero doverosa, nell'ambito di una trasmissione di approfondimento giornalistico che per decenza non deve prescindere dalle tematiche della vita e della morte, ne' potrebbe mai risolverle in forma di spettacolo". L'autore-conduttore dell'Infedele spiega: "Se vi propongo questa riflessione a voce alta, non e' solo perche' sulla serata di ieri il blog sta registrando, al contrario, un consenso superiore alla media delle altre puntate. E quasi nessuno finora ci ha scritto che era insopportabile, roba da scappare sull'isola dei famosi. Ma il punto e' proprio questo. Siamo disabituati a misurarci col dolore. È una fatica che reggiamo sempre meno nelle relazioni familiari, l'abbiamo censurata nella comunita' degli amici e dei vicinià quasi che il dolore lo si possa sopportare solo finto, in forma di spettacolo. Inutile prendersela col pubblico che sceglie alternative piu' godibili. Guai a darsi arie di superiorita', o a rimpiangere chissa' quale bel tempo che fu nella televisione italiana. Ostinatamente preferisco cercare e cercare ancora il modo giusto di avvicinare grandi masse di persone chiedendo loro uno sforzo di com-passione, pensando insieme alle domande ultime che ci rodono dentro. Detto tutto cio', doppio grazie - conclude Lerner - a chi e' stato con noi ieri e a chi continua la riflessione sul blog".
FLOP DELL'INFEDELE. LERNER: LO RIFAREI - Due sere fa "il pubblico dell'Infedele si e' piu' che dimezzato: 1,43 per cento di share, per una media di 356.120 telespettatori. E cio' nonostante i contatti (persone che si sono fermate un po' a guardarci) siano stati ben 4.268.865. Visto di che si trattava, scappavano via". È la considerazione proposta via blog da Gad Lerner, autore-conduttore dell'Infedele. "Non pubblico mai i dati auditel quando sono positivi, preferisco - sottolinea Lerner - riflettere sui flop. Soprattutto quando mi ritrovo in controtendenza, ovvero sono soddisfatto e perfino un po' orgoglioso del lavoro svolto. Era gia' accaduta la stessa cosa identica in occasione delle puntate (bellissime, lasciatemelo dire) in cui avevo coinvolto le associazioni dei malati di cancro in una riflessione sul significato della cura e sull'esperienza della malattia. Molti commenti positivi, complimenti vivissimi, e ascolti precipitati sotto il 2 per cento. Siccome sono cocciuto - e conosco pure i trucchi per recuperare ascolti, restando la media dell'Infedele 2008 piu' alta della scorsa stagione - mi prendo pure il lusso di dirvi che rifarei la stessa puntata. La considero doverosa, nell'ambito di una trasmissione di approfondimento giornalistico che per decenza non deve prescindere dalle tematiche della vita e della morte, ne' potrebbe mai risolverle in forma di spettacolo". L'autore-conduttore dell'Infedele spiega: "Se vi propongo questa riflessione a voce alta, non e' solo perche' sulla serata di ieri il blog sta registrando, al contrario, un consenso superiore alla media delle altre puntate. E quasi nessuno finora ci ha scritto che era insopportabile, roba da scappare sull'isola dei famosi. Ma il punto e' proprio questo. Siamo disabituati a misurarci col dolore. È una fatica che reggiamo sempre meno nelle relazioni familiari, l'abbiamo censurata nella comunita' degli amici e dei vicinià quasi che il dolore lo si possa sopportare solo finto, in forma di spettacolo. Inutile prendersela col pubblico che sceglie alternative piu' godibili. Guai a darsi arie di superiorita', o a rimpiangere chissa' quale bel tempo che fu nella televisione italiana. Ostinatamente preferisco cercare e cercare ancora il modo giusto di avvicinare grandi masse di persone chiedendo loro uno sforzo di com-passione, pensando insieme alle domande ultime che ci rodono dentro. Detto tutto cio', doppio grazie - conclude Lerner - a chi e' stato con noi ieri e a chi continua la riflessione sul blog".
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