Beppino Englaro: continuero' a lottare per il testamento biologico, ma non mi candido
"Non c'e' bisogno che io mi candidi per sostenere la causa della legge. La politica non rientra nel mio orizzonte. Io, attraverso l'associazione intestata a Eluana, continuero' a andare avanti. Spero che Eluana resti il simbolo delle lotte per le liberta' civili in questo Paese, perche' dal punto di vista umano, medico e giuridico non esiste una vicenda piu' cristallina della sua". Nonostante gli inviti pressanti che da piu' parti gli sono piovuti addosso, Beppino Englaro non ha cambiato idea: la battaglia per la legge sul testamento biologico continuera' nella societa' e non in un'aula parlamentare.
In un forum su "Repubblica tv", Englaro ha ripercorso le fasi salienti della vicenda di Eluana, rimasta in coma irreversibile per 17 anni dopo un incidente d'auto. Da principio far emergere la sua storia e la sua volonta' di non essere mantenuta in vita artificialmente, dichiarata ai genitori quando era ancora nella pienezza delle sue facolta' mentali, e' stato molto difficile. "Avevamo sollevato il problema -ha raccontato- ma non trovavamo interlocutori. Se non ci fosse stata l'informazione e i giornalisti a mettere in luce il caso di Eluana e delle persone in stato vegetativo permanente, non se ne sarebbe parlato".
Per anni c'e' stata una sorta di rimozione collettiva. "Dato che e' un tema di confronto estremo, che 'spacca' l'opinione pubblica, e' molto difficile da affrontare. Per questo si e' cercato di eluderlo.
Per noi, al contrario, era un tema ineludibile, noi cercavamo una risposta concreta" e la soluzione, avverte Englaro,non e' certo quella prospettata dal ddl approvato in prima lettura dal Senato il 26 marzo.
Le risposte legislative fornite dalle norme sul testamento biologico, ha ripetuto Englaro, sono "anticostituzionali e antiscientifiche. Sono intollerabili, non degne di un paese civile. Mi ha molto meravigliato che i senatori abbiano accettato delle imposizioni dall'alto, che sono parte integrante dello Stato etico.
Finora un paziente poteva rifiutare una terapia, dalla piu' semplice alla piu' complessa. Ora, invece, il testo approvato dal Senato, rende obbligatoria l'alimentazione e l'idratazione, negando il diritto di scelta. Le condizioni di salute non possono interferire sui diritti individuali, questo e' contro la Costituzione".
"Chi ha parlato di omicidio di Eluana -ha continuato Englaro, riferendosi tra l'altro alla presa di posizione del presidente del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari, cardinale Javier Lozano Barragan- non si rende conto della situazione. La Chiesa ha cominciato a interessarsi di queste problematiche gia' nel 1957 con papa Pio XII. Secondo me non avevano approfondito bene la questione neppure loro".
Quindi e' sbagliato parlare di eutanasia o di procurata morte.
"Non c'e' stata alcuna soppressione -ha obiettato Englaro- e' stato semplicemente ripreso il percorso della morte che, con le moderne e invasive tecnologie mediche oggi a disposizione, puo' essere invece rinviato sine die. Abbiamo solo lasciato che la natura facesse il proprio corso. Il processo di morte di Eluana e' stato interrotto artificialmente, noi abbiamo fatto si' che questo processo riprendesse e che a Eluana fosse consentito di morire".
"Le istituzioni scientifiche hanno stabilito che l'idratazione e l'alimentazione forzata sono un atto terapeutico.
Quindi la legge deve dare l'opportunita' di rispondere con un si' o con un no " a queste pratiche. "Il resto -ha affermato Englaro, commentando la soluzione legislativa che potrebbe essere adottata dalla Camera nella seconda lettura del ddl- sono solo cavilli che, su una materia come questa, ritengo siano pericolosi".
"Sulla diagnosi-prognosi di Eluana tutti i medici da noi interpellati sono stati d'accordo nel definirla una condizione di stato vegetativo permanente. Ma sulla sua vicenda c'e' stata molta disinformazione. Come quando un sottosegretario ha riferito che, dopo l'incidente Eluana, per un periodo, era stata nutrita normalmente.
Questo non e' mai avvenuto, nemmeno una volta".
Disinformazione che non ha risparmiato nemmeno il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, quando ha sostenuto che pur nella sua condizione di stato vegetativo irreversibile Eluana avrebbe potuto rimanere incinta. "Non si e' reso conto di quello che ha detto -ha commentato in conclusione il padre- perche' era stato male informato e questo puo' accadere anche al presidente del Consiglio".
In un forum su "Repubblica tv", Englaro ha ripercorso le fasi salienti della vicenda di Eluana, rimasta in coma irreversibile per 17 anni dopo un incidente d'auto. Da principio far emergere la sua storia e la sua volonta' di non essere mantenuta in vita artificialmente, dichiarata ai genitori quando era ancora nella pienezza delle sue facolta' mentali, e' stato molto difficile. "Avevamo sollevato il problema -ha raccontato- ma non trovavamo interlocutori. Se non ci fosse stata l'informazione e i giornalisti a mettere in luce il caso di Eluana e delle persone in stato vegetativo permanente, non se ne sarebbe parlato".
Per anni c'e' stata una sorta di rimozione collettiva. "Dato che e' un tema di confronto estremo, che 'spacca' l'opinione pubblica, e' molto difficile da affrontare. Per questo si e' cercato di eluderlo.
Per noi, al contrario, era un tema ineludibile, noi cercavamo una risposta concreta" e la soluzione, avverte Englaro,non e' certo quella prospettata dal ddl approvato in prima lettura dal Senato il 26 marzo.
Le risposte legislative fornite dalle norme sul testamento biologico, ha ripetuto Englaro, sono "anticostituzionali e antiscientifiche. Sono intollerabili, non degne di un paese civile. Mi ha molto meravigliato che i senatori abbiano accettato delle imposizioni dall'alto, che sono parte integrante dello Stato etico.
Finora un paziente poteva rifiutare una terapia, dalla piu' semplice alla piu' complessa. Ora, invece, il testo approvato dal Senato, rende obbligatoria l'alimentazione e l'idratazione, negando il diritto di scelta. Le condizioni di salute non possono interferire sui diritti individuali, questo e' contro la Costituzione".
"Chi ha parlato di omicidio di Eluana -ha continuato Englaro, riferendosi tra l'altro alla presa di posizione del presidente del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari, cardinale Javier Lozano Barragan- non si rende conto della situazione. La Chiesa ha cominciato a interessarsi di queste problematiche gia' nel 1957 con papa Pio XII. Secondo me non avevano approfondito bene la questione neppure loro".
Quindi e' sbagliato parlare di eutanasia o di procurata morte.
"Non c'e' stata alcuna soppressione -ha obiettato Englaro- e' stato semplicemente ripreso il percorso della morte che, con le moderne e invasive tecnologie mediche oggi a disposizione, puo' essere invece rinviato sine die. Abbiamo solo lasciato che la natura facesse il proprio corso. Il processo di morte di Eluana e' stato interrotto artificialmente, noi abbiamo fatto si' che questo processo riprendesse e che a Eluana fosse consentito di morire".
"Le istituzioni scientifiche hanno stabilito che l'idratazione e l'alimentazione forzata sono un atto terapeutico.
Quindi la legge deve dare l'opportunita' di rispondere con un si' o con un no " a queste pratiche. "Il resto -ha affermato Englaro, commentando la soluzione legislativa che potrebbe essere adottata dalla Camera nella seconda lettura del ddl- sono solo cavilli che, su una materia come questa, ritengo siano pericolosi".
"Sulla diagnosi-prognosi di Eluana tutti i medici da noi interpellati sono stati d'accordo nel definirla una condizione di stato vegetativo permanente. Ma sulla sua vicenda c'e' stata molta disinformazione. Come quando un sottosegretario ha riferito che, dopo l'incidente Eluana, per un periodo, era stata nutrita normalmente.
Questo non e' mai avvenuto, nemmeno una volta".
Disinformazione che non ha risparmiato nemmeno il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, quando ha sostenuto che pur nella sua condizione di stato vegetativo irreversibile Eluana avrebbe potuto rimanere incinta. "Non si e' reso conto di quello che ha detto -ha commentato in conclusione il padre- perche' era stato male informato e questo puo' accadere anche al presidente del Consiglio".
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