Beppino Englaro: le pressioni mediatiche non mi tangono
Gli inviti e gli appelli ad un ripensamento giunti da piu' parti, il clamore e la polemica politica, sorti dopo la pronuncia della Corte d'appello civile di Milano, non sembrano toccare Beppino Englaro, il papa' di Eluana, la donna di Lecco in stato vegetativo dal '92 e per la quale i giudici milanesi hanno autorizzato la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione che la tengono in vita. 'Queste cose - ha spiegato all'Ansa - non mi toccano, non mi sfiorano neanche: ognuno e' libero di dire e fare tutto quello che vuole. Io sono per la liberta' assoluta'. Englaro, che non commenta la scelta del Procuratore Generale di Milano di prendere tutto il tempo che la legge concede prima di impugnare o meno la decisione dell Corte d'Appello, e' categorico: le manifestazioni e gli appelli, giunti in maniera particolare dal mondo cattolico e dall'associazionismo, 'non mi riguardano: non le prendo nemmeno in considerazione'.
Nelle scorse settimane, in un clima polemico anche sul fronte della politica e su quello accademico, diverse associazioni, dal Movimento per la Vita alla Papa Giovanni XXII fondata da Don Oreaste Benzi - che si e' offerta di accogliere Eluana - avevano invitato il padre della donna a ritornare su suoi passi e a rinunciare al proposito di sospendere l'idratazione e l'alimentazione della figlia.
Solo ieri, Germana Lancia - donna di 46 anni e disabile da quando ne aveva 7 che nel 1999 scrisse al al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi per chiedere il diritto all'eutanasia - ha scritto una lettera invitando Beppino Englaro a lasciare alla figlia 'la possibilita' di vivere il suo destino fino in fondo'.
Sempre nei giorni scorsi, il direttore del quotidiano 'Il Foglio', Giuliano Ferrara era stato promotore, insieme al Movimento per la Vita, dell'iniziativa di deporre sul sagrato del Duomo di Milano, bottiglie di acqua per protestare contro un decreto che, a suo avviso, condanna Eluana Englaro a morire di fame e di sete.
Nel corso di una conferenza stampa nell'ambito della Gmg di Sidney, lo scorso 15 luglio, il presidente dei vescovi italiani Angelo Bagnasco interpellato sul caso Eluana si era limitato ad osservare che: 'non possiamo tacere' la nostra 'preoccupazione' qualora 'si dovesse procedere a una consumazione di una vita per una sentenza'.
VEGLIA RADICALE A TORINO, LASCIAMOLA ANDARE IN PACE - Una presenza silenziosa 'di testimonianza e solidarieta'' a Eluana Englaro e alla sua famiglia. E' quella dei radicali riuniti questa sera in veglia davanti al Duomo di Torino. Alla manifestazione, promossa da Nicoletta Casiraghi e Silvio Viale, partecipano una cinquantina di persone. 'Non vogliamo imporre nulla alla Chiesa ma vogliamo che la Chiesa faccia lo stesso con noi', spiega Viale, seduto sulla scalinata del sagrato con in mano una candela accesa, come gli altri manifestanti. Davanti alla cattedrale dedicata a San Giovanni, patrono del capoluogo piemontese, ci sono anche una ventina di gigantografie di Eluana. 'Lei e i suoi famigliari stanno vivendo una lunga agonia - aggiunge - lasciamola andare in pace e in silenzio'.
Nelle scorse settimane, in un clima polemico anche sul fronte della politica e su quello accademico, diverse associazioni, dal Movimento per la Vita alla Papa Giovanni XXII fondata da Don Oreaste Benzi - che si e' offerta di accogliere Eluana - avevano invitato il padre della donna a ritornare su suoi passi e a rinunciare al proposito di sospendere l'idratazione e l'alimentazione della figlia.
Solo ieri, Germana Lancia - donna di 46 anni e disabile da quando ne aveva 7 che nel 1999 scrisse al al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi per chiedere il diritto all'eutanasia - ha scritto una lettera invitando Beppino Englaro a lasciare alla figlia 'la possibilita' di vivere il suo destino fino in fondo'.
Sempre nei giorni scorsi, il direttore del quotidiano 'Il Foglio', Giuliano Ferrara era stato promotore, insieme al Movimento per la Vita, dell'iniziativa di deporre sul sagrato del Duomo di Milano, bottiglie di acqua per protestare contro un decreto che, a suo avviso, condanna Eluana Englaro a morire di fame e di sete.
Nel corso di una conferenza stampa nell'ambito della Gmg di Sidney, lo scorso 15 luglio, il presidente dei vescovi italiani Angelo Bagnasco interpellato sul caso Eluana si era limitato ad osservare che: 'non possiamo tacere' la nostra 'preoccupazione' qualora 'si dovesse procedere a una consumazione di una vita per una sentenza'.
VEGLIA RADICALE A TORINO, LASCIAMOLA ANDARE IN PACE - Una presenza silenziosa 'di testimonianza e solidarieta'' a Eluana Englaro e alla sua famiglia. E' quella dei radicali riuniti questa sera in veglia davanti al Duomo di Torino. Alla manifestazione, promossa da Nicoletta Casiraghi e Silvio Viale, partecipano una cinquantina di persone. 'Non vogliamo imporre nulla alla Chiesa ma vogliamo che la Chiesa faccia lo stesso con noi', spiega Viale, seduto sulla scalinata del sagrato con in mano una candela accesa, come gli altri manifestanti. Davanti alla cattedrale dedicata a San Giovanni, patrono del capoluogo piemontese, ci sono anche una ventina di gigantografie di Eluana. 'Lei e i suoi famigliari stanno vivendo una lunga agonia - aggiunge - lasciamola andare in pace e in silenzio'.
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