Giovedì 11 giugno 2026
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Beppino Englaro: senza il rispetto delle sentenze siamo un Paese senza civilta'

U.E. - ITALIA
Notizia ·
'In un Paese come l'Italia, arrivo a pensare che non ci sia un minimo di civilta', poiche' non lasciare attuare sentenze passate in giudicato e' veramente preoccupante per una nazione'. Con queste parole, intervenendo alla trasmissione di Raitre 'Che tempo che fa', Beppino Englaro - padre di Eluana, la donna in stato vegetativo persistente da 17 anni, per la quale la Corte di appello di Milano ha autorizzato il distacco del sondino per l'alimentazione artificiale - ha di fatto rotto il silenzio stampa che si era imposto da oltre un mese.
Parole dure, quelle di Beppino Englaro: 'Oggi sono esattamente 6203 giorni dall'incidente stradale di Eluana. Noi sapevamo cosa voleva se si fosse trovata in tali condizioni di coma persistente, ma ancora non siamo in grado di rispettare la sua volonta' nonostante siano stati percorsi tutti i gradi della giustizia'. Quindi, un riferimento al 'sacrosanto diritto di lasciarsi morire, che e' riconosciuto'.
Ma Beppino Englaro ha anche parlato della necessita' di una legge sul Testamento biologico: una legge che miri, ha detto, a 'non creare situazioni di discrimine. Deve essere una legge molto semplice e attenta, perche' i paletti ora posti non hanno senso. I cittadini si ribellano a cio', poiche' non bisogna essere discriminati se ci si dovesse trovare in condizioni di non intendere'.
E le dichiarazioni del padre di Eluana arrivano nel giorno in cui si riapre appunto il dibattito sul Testamento biologico: .
La discussione in commissione Sanita' del Senato, per arrivare ad una legislazione sulla materia, dovrebbe riprendere nei prossimi giorni; intanto, pero', il senatore del Pdl Raffaele Calabro', relatore dei provvedimenti in tema di Testamento biologico in commissione, ha anticipato, in un'intervista al Mattino, i contenuti del disegno di legge 'unificato' che si accinge a presentare. Il testo tiene conto dei punti comuni dei dieci ddl in materia gia' depositati in commissione e rappresentera' la base sulla quale riprendere il dibattito. Due i punti centrali: Rispetto per la liberta' di decisione del medico sul trattamento terapeutico cui sottoporre il paziente e possibilita' per il paziente di esprimersi solo sulla terapia da seguire ma non di decidere se vivere o morire. In altri termini, chiarisce Calabro', 'il paziente puo' decidere su una certa terapia che puo' incidere sulla sua salute. Puo' cioe' scegliere se contrastare o lasciare al suo decorso naturale una patologia. Ma non puo', ad esempio, scegliere di non nutrirsi piu''.
Insomma, il ddl unificato escluderebbe la possibilita' per il soggetto di esprimere la propria volonta' circa i trattamenti di nutrizione e idratazione artificiali. Proprio quei trattamenti che tengono in vita Eluana e che la sentenza del 2008 della Corte d'appello di Milano autorizza a sospendere.
Un 'nodo' centrale nel dibattito che raccoglie posizioni divergenti. A partire da quella del presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale Ignazio Marino (Pd), secondo il quale tali trattamenti sono da considerarsi 'terapie' e il cittadino deve poter scegliere se accettarle o meno: 'Se i contenuti del testo corrispondessero a quanto anticipato suggerirei di intitolare il provvedimento 'legge contro la liberta' di cura e sulla indisponibilita' dell'autodeterminazione nelle terapie', attualmente prevista dalla Costituzione'.
La sentenza della Corte d'appello di Milano 'non obbliga nessuno ad eseguirla'. Cosi' il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella. 'Ci sono anche altre leggi che dobbiamo rispettare, come la convenzione internazionale dell'Onu sulla disabilita' che vieta di lasciare un disabile grave, quale e' Eluana, senza alimentazione e idratazione. Anche questo e' un atto di civilta''.  
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