Beppino Englaro a stampa e politica: riflettete
Si riaccende il dibattito politico sulla vicenda Englaro, ma e' lo stesso papa' di Eluana a chiedere alla stampa, ma soprattutto alla politica, di 'fermarsi un attimo a riflettere'. Un invito che viene condiviso anche dalla casa di cura 'Citta' di Udine'.
Poco prima, ad invitare 'tutti al riserbo' era stato il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, che ha rimandato alla clinica le decisioni sul caso. La Regione, infatti, non interverra' nella vicenda Englaro, come aveva chiesto ieri la casa di cura 'Citta' di Udine' che si ritrova ora a dover decidere se accogliere o meno Eluana nel suo ultimo viaggio.
La decisione della Regione cade in un giorno nel quale il dibattito politico sulla vicenda di Eluana, che e' in stato vegetativo permanente da quasi 17 anni e che ha ottenuto dalla Corte di Appello di Milano e dalla Corte di Cassazione l' autorizzazione a non essere piu' alimentata e idratata artificialmente, e' tornato ad accendersi, anche se un punto trova ormai consensi amplissimi.
E' quello indicato stamani dal Presidente della Camera, Gianfranco Fini, durante la cerimonia per gli auguri di Natale con la stampa parlamentare. 'Il Parlamento - ha detto - non puo' sfuggire al dovere di legiferare su questi temi.
Soprattutto quando la scienza sposta cosi' in avanti il proprio confine. Il Parlamento - ha aggiunto - e' perfettamente conscio della difficolta' a cui va incontro, ma la legislazione va senz'altro aggiornata di fronte ai progressi della scienza', fermo restando che 'ognuno poi, su questi temi, agisce secondo la propria coscienza'.
Al di la' di questo, pero', dibattito, confronto e iniziative sono frammentate e non sembrano aiutare una conclusione della vicenda. Cosi' mentre a Trieste Tondo dice che 'la Regione farebbe un errore a produrre atti politici', perche' 'la scelta migliore e' rimanere nel riserbo', in Lombardia il papa' e i parenti di Eluana dicono di essere in attesa delle decisioni della clinica friulana e chiedono 'una moratoria alla stampa e soprattutto alla politica. Chiediamo loro di fermarsi un attimo a riflettere'. 'Ribadiamo il nostro apprezzamento per il Friuli, la mia terra - ha aggiunto Englaro - e per la casa di cura Citta' di Udine che ha dato la propria disponibilita' ad accogliere Eluana. Attendiamo con fiducia il chiarimento di ogni ulteriore dubbio'. L'amministratore delegato della casa di cura, Claudio Riccobon, ha detto di condividere la richiesta della famiglia, 'anche perche' i clamori che ci sono stati in questi giorni intorno a questo caso, sono stati eccessivi'.
Riccobon ha detto anche di non poter rispondere alla domanda su quanto potrebbe essere lunga la pausa di riflessione: 'Mi pare doverosa - ha spiegato - la tutela della privacy della famiglia Englaro'.
Chi fa qualcosa sono, invece, i Radicali italiani, l'associazione Luca Coscioni e Nessuno Tocchi Caino che, a Roma, hanno depositato alla Procura della Repubblica una denuncia contro il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, per le sue dichiarazioni circa le 'conseguenze immaginabili' per la clinica friulana in caso accettasse Eluana Englaro. Nella denuncia contro Sacconi, che ha incassato la solidarieta' del leader dell'Udc Pierferdinando Casini, parlano di violenza privata attraverso la minaccia 'ingiusta', 'implicita ma quanto mai chiara' verso la clinica 'aggravata dal fatto di essere stata commessa da un pubblico ufficiale contro incaricati di un servizio di pubblica necessita''. A muoversi sul piano giudiziario e' anche la Procura di Udine che ha avviato l'esame del protocollo per l'attuazione della sentenza che autorizza la sospensione dell'alimentazione al fine di verificare - ha spiegato il Procuratore, Antonio Biancardi - che l'eventuale decesso avvenga con le modalita' tracciate dai giudici'.
Acceso il confronto anche nel mondo ecclesiale, con dieci preti del Friuli Venezia Giulia (fra i quali don Pierluigi Di Piazza di Udine e don Mario Vatta di Trieste) che, pur senza mai citare Eluana, dicono di non condividere 'la posizione di chi definisce omicidio una scelta drammatica vissuta nell'ambito di una relazione di amore'. Il vescovo di Trieste non e' d'accordo ('Sono opinioni personali che non corrispondono all' insegnamento del Magistero della Chiesa'), mentre l'arcidiocesi di Udine invita tutti i parroci alla preghiera 'per ribadire il valore della vita nelle sue diverse fasi'.
Poco prima, ad invitare 'tutti al riserbo' era stato il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, che ha rimandato alla clinica le decisioni sul caso. La Regione, infatti, non interverra' nella vicenda Englaro, come aveva chiesto ieri la casa di cura 'Citta' di Udine' che si ritrova ora a dover decidere se accogliere o meno Eluana nel suo ultimo viaggio.
La decisione della Regione cade in un giorno nel quale il dibattito politico sulla vicenda di Eluana, che e' in stato vegetativo permanente da quasi 17 anni e che ha ottenuto dalla Corte di Appello di Milano e dalla Corte di Cassazione l' autorizzazione a non essere piu' alimentata e idratata artificialmente, e' tornato ad accendersi, anche se un punto trova ormai consensi amplissimi.
E' quello indicato stamani dal Presidente della Camera, Gianfranco Fini, durante la cerimonia per gli auguri di Natale con la stampa parlamentare. 'Il Parlamento - ha detto - non puo' sfuggire al dovere di legiferare su questi temi.
Soprattutto quando la scienza sposta cosi' in avanti il proprio confine. Il Parlamento - ha aggiunto - e' perfettamente conscio della difficolta' a cui va incontro, ma la legislazione va senz'altro aggiornata di fronte ai progressi della scienza', fermo restando che 'ognuno poi, su questi temi, agisce secondo la propria coscienza'.
Al di la' di questo, pero', dibattito, confronto e iniziative sono frammentate e non sembrano aiutare una conclusione della vicenda. Cosi' mentre a Trieste Tondo dice che 'la Regione farebbe un errore a produrre atti politici', perche' 'la scelta migliore e' rimanere nel riserbo', in Lombardia il papa' e i parenti di Eluana dicono di essere in attesa delle decisioni della clinica friulana e chiedono 'una moratoria alla stampa e soprattutto alla politica. Chiediamo loro di fermarsi un attimo a riflettere'. 'Ribadiamo il nostro apprezzamento per il Friuli, la mia terra - ha aggiunto Englaro - e per la casa di cura Citta' di Udine che ha dato la propria disponibilita' ad accogliere Eluana. Attendiamo con fiducia il chiarimento di ogni ulteriore dubbio'. L'amministratore delegato della casa di cura, Claudio Riccobon, ha detto di condividere la richiesta della famiglia, 'anche perche' i clamori che ci sono stati in questi giorni intorno a questo caso, sono stati eccessivi'.
Riccobon ha detto anche di non poter rispondere alla domanda su quanto potrebbe essere lunga la pausa di riflessione: 'Mi pare doverosa - ha spiegato - la tutela della privacy della famiglia Englaro'.
Chi fa qualcosa sono, invece, i Radicali italiani, l'associazione Luca Coscioni e Nessuno Tocchi Caino che, a Roma, hanno depositato alla Procura della Repubblica una denuncia contro il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, per le sue dichiarazioni circa le 'conseguenze immaginabili' per la clinica friulana in caso accettasse Eluana Englaro. Nella denuncia contro Sacconi, che ha incassato la solidarieta' del leader dell'Udc Pierferdinando Casini, parlano di violenza privata attraverso la minaccia 'ingiusta', 'implicita ma quanto mai chiara' verso la clinica 'aggravata dal fatto di essere stata commessa da un pubblico ufficiale contro incaricati di un servizio di pubblica necessita''. A muoversi sul piano giudiziario e' anche la Procura di Udine che ha avviato l'esame del protocollo per l'attuazione della sentenza che autorizza la sospensione dell'alimentazione al fine di verificare - ha spiegato il Procuratore, Antonio Biancardi - che l'eventuale decesso avvenga con le modalita' tracciate dai giudici'.
Acceso il confronto anche nel mondo ecclesiale, con dieci preti del Friuli Venezia Giulia (fra i quali don Pierluigi Di Piazza di Udine e don Mario Vatta di Trieste) che, pur senza mai citare Eluana, dicono di non condividere 'la posizione di chi definisce omicidio una scelta drammatica vissuta nell'ambito di una relazione di amore'. Il vescovo di Trieste non e' d'accordo ('Sono opinioni personali che non corrispondono all' insegnamento del Magistero della Chiesa'), mentre l'arcidiocesi di Udine invita tutti i parroci alla preghiera 'per ribadire il valore della vita nelle sue diverse fasi'.
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