Beppino Englaro: stiamo cercando un luogo dove rispettare la volonta' di Eluana
Non è stato ancora deciso quando e dove verrà trasferita Eluana Englaro per dare esecuzione alla sentenza emessa due giorni fa dai giudici della Corte d'Appello civile di Milano. Ma Beppino Englaro, tutore legale della ragazza dal 1997, non ha dubbi: andrà avanti. Ora resta solo da attendere il parere dei legali per capire se si puó procedere immediatamente o occorre aspettare i 60 giorni di tempo che ha la Procura per fare ricorso. "Non abbiamo ancora deciso come muoverci - ha detto al telefono all'Apcom - Non è facile attenersi a tutti gli obblighi di legge. Finora abbiamo sempre rispettato la legalità. Quel che è certo è che ora si tratta di giorni, che siano due o tre o sessanta non conta. Ormai non sono piú anni".
Difficile individuare una struttura dove accompagnare verso la morte Eluana. La sentenza parla di "un hospice o di altro luogo di ricovero". In ogni caso bisognerà trasferirla dalla casa di cura "Beato Luigi Talamoni" gestita dalle Suore Misericordine che "non sospenderanno mai l'alimentazione a Eluana". In merito Beppino dice: "Stiamo cercando la struttura dove farlo. Per certo non entreremo mai in una struttura con medici obiettori. E quello che posso dire è che l'ospedale di Lecco non è una struttura che puó essere presa in considerazione. Il Manzoni non c'entra".
Beppino prende anche le distanze dalla posizione assunta ieri dell'ospedale lecchese. "E' diventata una situazione cosí confusa quando invece è cosí limpida. Ha fatto tutto Massei, io non sono mai intervenuto e non lo faró mai. Non non abbiamo alcuna confusione in testa. La sentenza è chiara e di massimo livello e noi vogliamo agire al massimo livello con trasparenza cristallina". Alla iniziale disponibilità ad aiutare la ragazza in questa ultima fase della sua vita, espressa dal primario Riccardo Maffei, ieri è arrivato il dietro front del professore che con una dichiarazione ufficiale chiarisce che la sua posizione "è sempre stata e sempre sarà per la vita, qualunque essa sia".
Per il papà di Eluana, che da circa nove anni si batte per poter staccare la spina alla figlia, togliere il sondino che la alimenta e la idrata non è un problema. "Non ho ancora chiarito se saró io a togliere il sondino a Eluana. Ma non è un problema nè per me nè per un medico".
COMMENTI
'Plauso a giudici della Cassazione prima e della Corte di Appello di Milano poi, che hanno prontamente accolto la richiesta del genitori di Eluana Englaro. C'e' voluto tanto tempo e tanta sofferenza, ma ora speriamo che si giunga presto al termine nel rispetto delle volonta' di Eluana, tanto gelosamente custodite dai genitori'. E' quanto afferma in una nota il presidente della consulta di bioetica, Maurizio Mori. 'La sentenza di Milano segna una crescita civile del Paese per il rispetto dell'autodeterminazione e della liberta' delle persone. Assieme alla sentenza Riccio-Welby - spiega il presidente della consulta - mostra che l'Italia e' un Paese avanzato e laico che vuole ampliare i diritti civili e le liberta' di tutti. L'auspicio e' che si proceda nella direzione intrapresa: la Consulta di Bioetica e' al lavoro per questo'.
'Il caso Englaro e' la dolorosa dimostrazione di come in Italia ci sia il rischio di un superamento definitivo del diritto alla vita'. Lo afferma Benedetto Fucci, deputato del Pdl e membro della commissione Affari sociali della Camera. 'Non ci sono giri di parole -aggiunge- come ha detto mons. Rino Fisichella, questo e' stato un caso di eutanasia'. 'La decisione della Corte d'appello di Milano di basarsi sulla presunta volonta' di una ragazza che si trova in stato di coma senza subire alcun tipo di accanimento terapeutico - prosegue Fucci - e' un abominio assoluto sul piano giuridico perche' non esiste una legislazione sull'eutanasia. Ma lo e' soprattutto sul piano etico in quanto riconosce un perverso principio in base al quale il diritto alla vita perde le sue sacralita' e intangibilita''. 'Questa penosa vicenda - conclude il deputato del Pdl - deve spingere il Parlamento a porre dei paletti legislativi ancor piu' certi e senza equivoci nel divieto assoluto a qualsiasi forma, diretta o mascherata, di eutanasia'.
"Da quando i magistrati possono emettere sentenze fuori legge? Da quando andare da un giudice e' un terno al lotto? Sulla omicida sentenza emessa da un organo dello Stato, si gioca il futuro dell'equilibrio dei poteri della Repubblica". Cosi' Luca Volonte' dell'Unione di Centro si esprime a riguardo della vicenda di Eluana Englaro. "C'e' poco da ridere sulle parole della Chiesa -aggiunge l'esponente dell'Udc- unica rimasta a difendere l'indisponibilita' della vita da pare dello Stato. E' indispensabile un intervento drastico ed esemplare verso il Giudice fantasioso della Cassazione e i suoi colleghi di Milano, altro che rapporto tra politica e magistratura, altro che scioperare per aumenti di stipendio. La sentenza di morte per Eluana e' inacettabile per la nostra nazione. Chi puo' intervenga subito, Capo delo Stato, Governo e Procura di Milano. Chi gioisce oggi per la sentenza di morte del'innocente Eluana -conclude Volonte'- ieri lottava per salvare Caino, semplicemente diabolico".
"Nel caso di Eluana i giudici hanno adottato la decisione piú cruda, quella che apre le porte alla morte e le chiude alla vita. Una decisione obiettivamente necrofila". Si conclude cosí l'editoriale di 'Avvenire', dal titolo 'Una sentenza di morte dai giudici. Ma si puó?', sul discusso caso di Eluana Englaro. Ricordando che "non abbiamo nessuna prova" sulla volontà di Eluana di morire, il quotidiano dei vescovi scrive: "La vicenda è terribilmente intricata, umanamente tragica e giuridicamente complessa. I bioetici discutono di vicende di questo tenore da anni ed anni e sono ben lontani dall'essere giunti a risposte condivise ai tragici dilemmi che suscita la vita dei malati in coma. Ma ai giudici non spetta discutere, essi devono decidere".
'E' un problema da affrontare, oltre che a livello ideologico, a livello politico perche' manca qualunque strumento e perlomeno va fatta una ricerca'. Lo afferma il cardinale Silvano Piovanelli, arcivescovo emerito di Firenze, parlando con i giornalisti a proposito di eutanasia e testameno biologico, a partire dal caso di Eluana Englaro. 'Il problema grande - spiega il cardinale, a margine del Meeting di San Rossore della Regione Toscana - e' il confine tra l'eutanasia e il rifiuto dell'accanimento terapeutico, perche' si deve rifiutare, nel rispetto delle scelte personali, l'accanimento terapeutico mentre per la Chiesa l'eutanasia va rifiutata in modo nettissimo'. 'Nel caso di Eluana qual e' il confine'?', si chiede il cardinale, precisando di non conoscere il caso specifico. 'Credo che il problema - conclude - sia piu' scientifico che ideale'.
'La scelta riguardo la vita o la morte non spetta ai tribunali. L'individuo, in piena autodeterminazione, puo' decidere solo per se' e non per gli altri'. Lo ha dichiarato Domenico Scilipoti (Idv), intervenendo sul caso Englaro. 'Indipendentemente dalle visioni religiose dell'individuo, scelte come quelle dell'eutanasia, sono da riportare nella sfera dell'intimita' della persona direttamente interessata. Le decisioni in materia di testamento biologico ed accanimento terapeutico non possono essere lasciate alla determinazione di un giudice, ma - ha concluso Scilipoti - competono al Parlamento, che su questa materia, deve intervenire con decisione'.
'Problemi come quelli suscitati dal caso di Eluana Englaro non ci saranno piu' se si fara' il 'Testamento biologico', cioe' se la gente scrivera' cosa vorrebbe che fosse fatto di se', nel caso che successivamente non fosse piu' in grado di poter esprimere la propria volonta''. Lo ha detto Umberto Veronesi, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine della conferenza stampa di presentazione del convegno internazionale suol 'Futuro della Scienza'. In particolare, oggi ci sono polemiche sul modo in cui questa giovane donna sara' fatta 'morire', togliendole cioe' cibo e acqua. 'Il problema non esiste - per Veronesi - perche' la ragazza e' morta da 16 anni. Da 16 anni e' senza pensiero. La Chiesa permette di prelevare un organo per trapianto a una persona 'viva', pero' e' in coma a causa di un incidente. Il suo pensiero non c'e' piu': mancando il pensiero, manca la vita. Ora, che le facciano un'iniezione o le tolgano il sostentamento e' irrilevante'.
"Primo firmatario il Presidente Cossiga, ho presentato oggi con altri venti colleghi del Popolo della liberta', a cominciare dalla vicecapogruppo Bianconi e dai presidenti Cursi e Tomassini, una mozione per chiedere che venga sollevato di fronte alla Corte costituzionale un conflitto di attribuzione tra il Senato della Repubblica e la Corte di Cassazione in merito alla sentenza della Suprema Corte sul caso di Eluana Englaro, dalla quale e' derivato il recente pronunciamento della Corte d'Appello di Milano". Lo ha annunciato Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori Pdl. "Nella mozione - ha spiegato Quagliariello - al di la' di cio' che si puo' pensare del merito delle sentenze, e personalmente ne penso molto male, non viene messo in discussione il contenuto dei pronunciamenti giudiziari, ma viene duramente stigmatizzata l'indebita e gravissima invasione nel campo che la Costituzione assegna al legislatore. Il problema, dunque, oltrepassa la divisione tra destra e sinistra, e ovviamente cio' che si pensa in tema di eutanasia". "Se simili iniziative vengono lasciate senza risposte istituzionali, il Parlamento non potra' piu' lamentarsi di fronte all'invadenza del potere giudiziario ai danni del potere legislativo. Per questa ragione - ha concluso Quagliariello - mi auguro che nei prossimi giorni la mozione possa essere sottoscritta dal numero piu' alto possibile di senatori, sia della maggioranza che dell'opposizione, perche' le prerogative del Parlamento non hanno colore politico".
'Nessun giudice puo' decidere di ordinare la morte di un altro essere umano. Con questa sentenza c' e' stata l'introduzione di fatto nel nostro ordinamento dell'eutanasia. Alimentare e idratare sono azioni che nessuno puo' definire come accanimento terapeutico. Per questo i sostenitori della cosiddetta 'dolce morte' cantano vittoria". Lo ha dichiarato Isabella Bertolini (Pdl), commentando il caso Englaro. "La decisione dei giudici - ha continuato la parlamentare - ci ha gia' portato ad un punto di non ritorno. La degenerata cultura imperante che vede i malati in stato vegetativo come dei pesi sociali dei quali e' meglio liberarsi sta dando i suoi frutti avvelenati. La tutela della vita invece, anche di quelle piu' sfortunate, e' uno dei capisaldi della nostra democrazia. Ma a questo punto - ha concluso Bertolini - e' a rischio anche la vita di migliaia di malati nelle stesse condizioni di Eluana. La Repubblica italiana ha il dovere di difendere la loro esistenza non certo di dar loro la morte.'
'Una situazione drammatica, come altre si sono verificate, sulla quale e' difficile intervenire. In materia di testamento biologico e' necessario legiferare al piu' presto, non possiamo piu' affidare le decisioni alla sensibilita' della magistratura. Certo, la scelta di considerare accanimento terapeutico la somministrazione di acqua e cibo e' una forzatura'. E' quanto afferma il senatore e coordinatore di Forza Italia in Sardegna, Piergiorgio Massidda in merito alla scelta di staccare le sonde che tengono in vita Eluana Englaro. 'Ora e' piu' che mai necessario legiferare su tutta la materia - incalza il parlamentare -, dalla donazione di organi al testamento biologico, per il quale fui tra i primi a presentare un disegno di legge. Personalmente sono contrario all'eutanasia. Ma la questione - conclude - non e' essere pro o contro, perche' i problemi di questi ammalati abbracciano un discorso molto piu' ampio che necessita' una legge ad hoc'.
"In qualita' di legislatore ho voluto esprimere il mio dissenso sulle circostanze in cui e' maturata la sentenza della Corte d'Appello di Milano sottoscrivendo con gli altri colleghi del Pdl una mozione per chiedere che venga avanzato di fronte alla Corte costituzionale un conflitto di attribuzione tra il Senato e la Corte di Cassazione in merito alla sentenza di quest'ultima sul caso di Eluana Englaro, che ha poi portato al pronunciamento della Corte d'Appello di Milano del 9 luglio'. Lo ha dichiarato la senatrice Laura Bianconi (Pdl) , componente la commissione Igiene e Sanita' del Senato. 'E' infatti evidente - ha continuato Bianconi - che la Cassazione non ha voluto tener conto delle prerogative del Parlamento. Occorre bloccare questo orientamento che porta i giudici a pensare che se una persona e' gravemente malata o come in questo caso in coma, e a sentir loro priva quindi delle capacita' cognitive, non deve piu' vivere". "In Italia non esiste una legge sul testamento biologico ne' che autorizzi l'eutanasia perche' e' comunque forte nella maggioranza di tutti che il diritto alla vita deve restare un bene indisponibile e prezioso, di cui - ha concluso la senatrice - una societa' sempre piu' egoista e poco attenta alle necessita di chi soffre come quella in cui viviamo, non vorrebbe avere il peso e non si cura del fatto che con una sentenza si e' deciso della morte di un essere umano".
Nessun medico, o almeno "nessuno che abbia dei valori, e in particolare il valore della vita", dovrebbe applicare la sentenza che permette il distacco del sondino che alimenta Eluana Englaro. L'Ordine dei Medici di Lecco, competente per il caso, invita esplicitamente all'obiezione di coscienza, che sarebbe "non solo comprensibile ma auspicabile". Angelo Villa, presidente uscente dell'Ordine, e' lapidario: "C'e' un giuramento di Ippocrate dove e' detto che non bisogna usare nessuna pratica per procurare la morte degli altri. Oggi i problemi sono nuovi perche' esiste il coma permanente, mentre prima il medico si affidava al Padreterno. Ma la deriva e' verso l'eutanasia". L'Ordine si dice "fermamente contrario" alla cessazione del trattamento per Eluana, condannata allo stato vegetativo da oltre 15 anni: "La morte e' meglio non lasciarla nelle mani di qualcuno. La vita si deve rispettare nella sua integrita', se si intacca anche solo un pezzettino si finisce per non rispettare piu' nulla, il resto sono solo ipocrisie". Tuttavia, se un medico appartenente all'Ordine di Lecco eseguisse la sentenza, l'Ordine stesso "non prenderebbe provvedimenti contro questo medico, perche' la legge glielo consente. Ma c'e' un gravissimo vuoto normativo, in questi casi forse uno dovrebbe dare retta alla propria coscienza".
Difficile individuare una struttura dove accompagnare verso la morte Eluana. La sentenza parla di "un hospice o di altro luogo di ricovero". In ogni caso bisognerà trasferirla dalla casa di cura "Beato Luigi Talamoni" gestita dalle Suore Misericordine che "non sospenderanno mai l'alimentazione a Eluana". In merito Beppino dice: "Stiamo cercando la struttura dove farlo. Per certo non entreremo mai in una struttura con medici obiettori. E quello che posso dire è che l'ospedale di Lecco non è una struttura che puó essere presa in considerazione. Il Manzoni non c'entra".
Beppino prende anche le distanze dalla posizione assunta ieri dell'ospedale lecchese. "E' diventata una situazione cosí confusa quando invece è cosí limpida. Ha fatto tutto Massei, io non sono mai intervenuto e non lo faró mai. Non non abbiamo alcuna confusione in testa. La sentenza è chiara e di massimo livello e noi vogliamo agire al massimo livello con trasparenza cristallina". Alla iniziale disponibilità ad aiutare la ragazza in questa ultima fase della sua vita, espressa dal primario Riccardo Maffei, ieri è arrivato il dietro front del professore che con una dichiarazione ufficiale chiarisce che la sua posizione "è sempre stata e sempre sarà per la vita, qualunque essa sia".
Per il papà di Eluana, che da circa nove anni si batte per poter staccare la spina alla figlia, togliere il sondino che la alimenta e la idrata non è un problema. "Non ho ancora chiarito se saró io a togliere il sondino a Eluana. Ma non è un problema nè per me nè per un medico".
COMMENTI
'Plauso a giudici della Cassazione prima e della Corte di Appello di Milano poi, che hanno prontamente accolto la richiesta del genitori di Eluana Englaro. C'e' voluto tanto tempo e tanta sofferenza, ma ora speriamo che si giunga presto al termine nel rispetto delle volonta' di Eluana, tanto gelosamente custodite dai genitori'. E' quanto afferma in una nota il presidente della consulta di bioetica, Maurizio Mori. 'La sentenza di Milano segna una crescita civile del Paese per il rispetto dell'autodeterminazione e della liberta' delle persone. Assieme alla sentenza Riccio-Welby - spiega il presidente della consulta - mostra che l'Italia e' un Paese avanzato e laico che vuole ampliare i diritti civili e le liberta' di tutti. L'auspicio e' che si proceda nella direzione intrapresa: la Consulta di Bioetica e' al lavoro per questo'.
'Il caso Englaro e' la dolorosa dimostrazione di come in Italia ci sia il rischio di un superamento definitivo del diritto alla vita'. Lo afferma Benedetto Fucci, deputato del Pdl e membro della commissione Affari sociali della Camera. 'Non ci sono giri di parole -aggiunge- come ha detto mons. Rino Fisichella, questo e' stato un caso di eutanasia'. 'La decisione della Corte d'appello di Milano di basarsi sulla presunta volonta' di una ragazza che si trova in stato di coma senza subire alcun tipo di accanimento terapeutico - prosegue Fucci - e' un abominio assoluto sul piano giuridico perche' non esiste una legislazione sull'eutanasia. Ma lo e' soprattutto sul piano etico in quanto riconosce un perverso principio in base al quale il diritto alla vita perde le sue sacralita' e intangibilita''. 'Questa penosa vicenda - conclude il deputato del Pdl - deve spingere il Parlamento a porre dei paletti legislativi ancor piu' certi e senza equivoci nel divieto assoluto a qualsiasi forma, diretta o mascherata, di eutanasia'.
"Da quando i magistrati possono emettere sentenze fuori legge? Da quando andare da un giudice e' un terno al lotto? Sulla omicida sentenza emessa da un organo dello Stato, si gioca il futuro dell'equilibrio dei poteri della Repubblica". Cosi' Luca Volonte' dell'Unione di Centro si esprime a riguardo della vicenda di Eluana Englaro. "C'e' poco da ridere sulle parole della Chiesa -aggiunge l'esponente dell'Udc- unica rimasta a difendere l'indisponibilita' della vita da pare dello Stato. E' indispensabile un intervento drastico ed esemplare verso il Giudice fantasioso della Cassazione e i suoi colleghi di Milano, altro che rapporto tra politica e magistratura, altro che scioperare per aumenti di stipendio. La sentenza di morte per Eluana e' inacettabile per la nostra nazione. Chi puo' intervenga subito, Capo delo Stato, Governo e Procura di Milano. Chi gioisce oggi per la sentenza di morte del'innocente Eluana -conclude Volonte'- ieri lottava per salvare Caino, semplicemente diabolico".
"Nel caso di Eluana i giudici hanno adottato la decisione piú cruda, quella che apre le porte alla morte e le chiude alla vita. Una decisione obiettivamente necrofila". Si conclude cosí l'editoriale di 'Avvenire', dal titolo 'Una sentenza di morte dai giudici. Ma si puó?', sul discusso caso di Eluana Englaro. Ricordando che "non abbiamo nessuna prova" sulla volontà di Eluana di morire, il quotidiano dei vescovi scrive: "La vicenda è terribilmente intricata, umanamente tragica e giuridicamente complessa. I bioetici discutono di vicende di questo tenore da anni ed anni e sono ben lontani dall'essere giunti a risposte condivise ai tragici dilemmi che suscita la vita dei malati in coma. Ma ai giudici non spetta discutere, essi devono decidere".
'E' un problema da affrontare, oltre che a livello ideologico, a livello politico perche' manca qualunque strumento e perlomeno va fatta una ricerca'. Lo afferma il cardinale Silvano Piovanelli, arcivescovo emerito di Firenze, parlando con i giornalisti a proposito di eutanasia e testameno biologico, a partire dal caso di Eluana Englaro. 'Il problema grande - spiega il cardinale, a margine del Meeting di San Rossore della Regione Toscana - e' il confine tra l'eutanasia e il rifiuto dell'accanimento terapeutico, perche' si deve rifiutare, nel rispetto delle scelte personali, l'accanimento terapeutico mentre per la Chiesa l'eutanasia va rifiutata in modo nettissimo'. 'Nel caso di Eluana qual e' il confine'?', si chiede il cardinale, precisando di non conoscere il caso specifico. 'Credo che il problema - conclude - sia piu' scientifico che ideale'.
'La scelta riguardo la vita o la morte non spetta ai tribunali. L'individuo, in piena autodeterminazione, puo' decidere solo per se' e non per gli altri'. Lo ha dichiarato Domenico Scilipoti (Idv), intervenendo sul caso Englaro. 'Indipendentemente dalle visioni religiose dell'individuo, scelte come quelle dell'eutanasia, sono da riportare nella sfera dell'intimita' della persona direttamente interessata. Le decisioni in materia di testamento biologico ed accanimento terapeutico non possono essere lasciate alla determinazione di un giudice, ma - ha concluso Scilipoti - competono al Parlamento, che su questa materia, deve intervenire con decisione'.
'Problemi come quelli suscitati dal caso di Eluana Englaro non ci saranno piu' se si fara' il 'Testamento biologico', cioe' se la gente scrivera' cosa vorrebbe che fosse fatto di se', nel caso che successivamente non fosse piu' in grado di poter esprimere la propria volonta''. Lo ha detto Umberto Veronesi, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine della conferenza stampa di presentazione del convegno internazionale suol 'Futuro della Scienza'. In particolare, oggi ci sono polemiche sul modo in cui questa giovane donna sara' fatta 'morire', togliendole cioe' cibo e acqua. 'Il problema non esiste - per Veronesi - perche' la ragazza e' morta da 16 anni. Da 16 anni e' senza pensiero. La Chiesa permette di prelevare un organo per trapianto a una persona 'viva', pero' e' in coma a causa di un incidente. Il suo pensiero non c'e' piu': mancando il pensiero, manca la vita. Ora, che le facciano un'iniezione o le tolgano il sostentamento e' irrilevante'.
"Primo firmatario il Presidente Cossiga, ho presentato oggi con altri venti colleghi del Popolo della liberta', a cominciare dalla vicecapogruppo Bianconi e dai presidenti Cursi e Tomassini, una mozione per chiedere che venga sollevato di fronte alla Corte costituzionale un conflitto di attribuzione tra il Senato della Repubblica e la Corte di Cassazione in merito alla sentenza della Suprema Corte sul caso di Eluana Englaro, dalla quale e' derivato il recente pronunciamento della Corte d'Appello di Milano". Lo ha annunciato Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori Pdl. "Nella mozione - ha spiegato Quagliariello - al di la' di cio' che si puo' pensare del merito delle sentenze, e personalmente ne penso molto male, non viene messo in discussione il contenuto dei pronunciamenti giudiziari, ma viene duramente stigmatizzata l'indebita e gravissima invasione nel campo che la Costituzione assegna al legislatore. Il problema, dunque, oltrepassa la divisione tra destra e sinistra, e ovviamente cio' che si pensa in tema di eutanasia". "Se simili iniziative vengono lasciate senza risposte istituzionali, il Parlamento non potra' piu' lamentarsi di fronte all'invadenza del potere giudiziario ai danni del potere legislativo. Per questa ragione - ha concluso Quagliariello - mi auguro che nei prossimi giorni la mozione possa essere sottoscritta dal numero piu' alto possibile di senatori, sia della maggioranza che dell'opposizione, perche' le prerogative del Parlamento non hanno colore politico".
'Nessun giudice puo' decidere di ordinare la morte di un altro essere umano. Con questa sentenza c' e' stata l'introduzione di fatto nel nostro ordinamento dell'eutanasia. Alimentare e idratare sono azioni che nessuno puo' definire come accanimento terapeutico. Per questo i sostenitori della cosiddetta 'dolce morte' cantano vittoria". Lo ha dichiarato Isabella Bertolini (Pdl), commentando il caso Englaro. "La decisione dei giudici - ha continuato la parlamentare - ci ha gia' portato ad un punto di non ritorno. La degenerata cultura imperante che vede i malati in stato vegetativo come dei pesi sociali dei quali e' meglio liberarsi sta dando i suoi frutti avvelenati. La tutela della vita invece, anche di quelle piu' sfortunate, e' uno dei capisaldi della nostra democrazia. Ma a questo punto - ha concluso Bertolini - e' a rischio anche la vita di migliaia di malati nelle stesse condizioni di Eluana. La Repubblica italiana ha il dovere di difendere la loro esistenza non certo di dar loro la morte.'
'Una situazione drammatica, come altre si sono verificate, sulla quale e' difficile intervenire. In materia di testamento biologico e' necessario legiferare al piu' presto, non possiamo piu' affidare le decisioni alla sensibilita' della magistratura. Certo, la scelta di considerare accanimento terapeutico la somministrazione di acqua e cibo e' una forzatura'. E' quanto afferma il senatore e coordinatore di Forza Italia in Sardegna, Piergiorgio Massidda in merito alla scelta di staccare le sonde che tengono in vita Eluana Englaro. 'Ora e' piu' che mai necessario legiferare su tutta la materia - incalza il parlamentare -, dalla donazione di organi al testamento biologico, per il quale fui tra i primi a presentare un disegno di legge. Personalmente sono contrario all'eutanasia. Ma la questione - conclude - non e' essere pro o contro, perche' i problemi di questi ammalati abbracciano un discorso molto piu' ampio che necessita' una legge ad hoc'.
"In qualita' di legislatore ho voluto esprimere il mio dissenso sulle circostanze in cui e' maturata la sentenza della Corte d'Appello di Milano sottoscrivendo con gli altri colleghi del Pdl una mozione per chiedere che venga avanzato di fronte alla Corte costituzionale un conflitto di attribuzione tra il Senato e la Corte di Cassazione in merito alla sentenza di quest'ultima sul caso di Eluana Englaro, che ha poi portato al pronunciamento della Corte d'Appello di Milano del 9 luglio'. Lo ha dichiarato la senatrice Laura Bianconi (Pdl) , componente la commissione Igiene e Sanita' del Senato. 'E' infatti evidente - ha continuato Bianconi - che la Cassazione non ha voluto tener conto delle prerogative del Parlamento. Occorre bloccare questo orientamento che porta i giudici a pensare che se una persona e' gravemente malata o come in questo caso in coma, e a sentir loro priva quindi delle capacita' cognitive, non deve piu' vivere". "In Italia non esiste una legge sul testamento biologico ne' che autorizzi l'eutanasia perche' e' comunque forte nella maggioranza di tutti che il diritto alla vita deve restare un bene indisponibile e prezioso, di cui - ha concluso la senatrice - una societa' sempre piu' egoista e poco attenta alle necessita di chi soffre come quella in cui viviamo, non vorrebbe avere il peso e non si cura del fatto che con una sentenza si e' deciso della morte di un essere umano".
Nessun medico, o almeno "nessuno che abbia dei valori, e in particolare il valore della vita", dovrebbe applicare la sentenza che permette il distacco del sondino che alimenta Eluana Englaro. L'Ordine dei Medici di Lecco, competente per il caso, invita esplicitamente all'obiezione di coscienza, che sarebbe "non solo comprensibile ma auspicabile". Angelo Villa, presidente uscente dell'Ordine, e' lapidario: "C'e' un giuramento di Ippocrate dove e' detto che non bisogna usare nessuna pratica per procurare la morte degli altri. Oggi i problemi sono nuovi perche' esiste il coma permanente, mentre prima il medico si affidava al Padreterno. Ma la deriva e' verso l'eutanasia". L'Ordine si dice "fermamente contrario" alla cessazione del trattamento per Eluana, condannata allo stato vegetativo da oltre 15 anni: "La morte e' meglio non lasciarla nelle mani di qualcuno. La vita si deve rispettare nella sua integrita', se si intacca anche solo un pezzettino si finisce per non rispettare piu' nulla, il resto sono solo ipocrisie". Tuttavia, se un medico appartenente all'Ordine di Lecco eseguisse la sentenza, l'Ordine stesso "non prenderebbe provvedimenti contro questo medico, perche' la legge glielo consente. Ma c'e' un gravissimo vuoto normativo, in questi casi forse uno dovrebbe dare retta alla propria coscienza".
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