Sabato 6 giugno 2026
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Berlusconi fredda Fini: niente voto agli immigrati. L'esperimento Toscana

U.E. - ITALIA
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"Fini ha espresso un suo parere, ma questo tema non e' nel nostro programma e non c'e' all'ordine del giorno alcuna iniziativa di legge". Cosi' il premier Silvio Berlusconi commenta, durante una conferenza stampa a Napoli, quanto detto ieri dal presidente della Camera. Fini aveva parlato dell'ipotesi di concedere il voto amministrativo agli immigrati "se vengono rispettati alcuni doveri: avere un lavoro, un domicilio, rispettare le leggi, pagare le tasse e dimostrare con i fatti di volersi integrare". Berlusconi non entra nel merito del dibattito che si e' acceso attorno al tema e si limita a dire che un provvedimento in tal senso non e' all'ordine del giorno dell'azione di governo. Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, invece interpreta le dichiarazioni: "Quella di Fini mi sembra una posizione molto cauta e protetta, rispettosa dell'opposizione. Che abbia su questa questione una posizione piu' aperta lo sappiamo, fa parte della liberta' di pensiero. E comunque lui ha dato solo la sua disponibilita' a far discutere una proposta, in quanto presidente della Camera". Il "si'" alla possibilita' che gli immigrati votino arriva dall'Udc. "Un immigrato che lavora regolarmente, paga le tasse e rispetta le nostre leggi ha diritto dopo cinque anni a votare alle amministrative e non alle politiche" spiega Francesco Pionati, portavoce del partito. Mentre Piero Fassino osserva come Berlusconi abbia "liquidato la disponibilita' di Fini a ragionare sul diritto di voto amministrativo per i cittadini immigrati" in "modo arrogante". Nel capoluogo campano, invece, il presidente del Consiglio non puo' fare a meno di parlare dello stop deciso dall'Osservatorio del Viminale alle trasferte per i tifosi del Napoli dopo i fatti di domenica a Roma: "Contro i tifosi violenti seguiremo il metodo usato contro i rifiuti: lo Stato riprendera' a fare lo Stato e contro chi confonde il tifo col teppismo non avremo alcuna tolleranza". Ma la novita' annunciata dal premier e' che potrebbero essere vietate solo le trasferte organizzate dei napoletani, non quelle dei singoli tifosi. "Dispiace - prosegue Berlusconi - prendere atto che per colpa di una minoranza violenta venga deturpata l'immagine di Napoli". Secondo il premier "non e' giusto seguire la responsabilita' oggettiva per la societa' Napoli Calcio, che non ha colpe di quanto accaduto". D'ora in poi, comunque, sara' tolleranza zero. "Sono stato permanentemente in contatto con il ministro dell'Interno e garantisco che stiamo andando in questa direzione. Negli ultimi giorni ho avuto diversi resoconti sulle misure prese dall'Inghilterra contro questo fenomeno in grado di azzerare il problema. Credo che valga la pena di approfondirle perche' potrebbero funzionare anche da noi". Berlusconi commenta anche il via libera dell'Ue alle misure adottate dal governo italiano in materia di sicurezza e immigrazione: "Non avevo alcun dubbio, ero certo di questo responso dell'Unione europea visto che il nostro provvedimento era in linea con il diritto comunitario".    

IN TOSCANA GLI IMMIGRATI POTRANNO ANCHE ESSERE ELETTI - "E' positivo che si riapra il dibattito sul diritto di voto agli stranieri che vivono nelle nostre citta'. E benvenuta e' una veloce discussione in Parlamento. In Toscana ne discutiamo da tempo. La giunta ha gia' pronta una proposta di legge da inviare alle Camere e il testo, che attua uno dei principi piu' innovativi contenuti nel nuovo statuto regionale in vigore dal 2005, quello della promozione del diritto di voto per gli stranieri, potrebbe essere licenziato ed inviato in Consiglio regionale gia' entro settembre". L'assessore alle riforme istituzionali, Agostino Fragai, interviene sul dibattito nazionale che si e' riaperto negli ultimi giorni sul diritto di voto degli immigrati alle amministrative, dopo gli interventi di Walter Veltroni e del presidente della Camera, Gianfranco Fini. Il primato in Europa e' dell'Irlanda, dove gli immigrati votano oramai dal 1963. Nessun diritto di voto e' invece garantito in Italia agli stranieri. "Un vuoto che la Toscana aveva gia' deciso di colmare scrivendo e promuovendo una proposta di legge, gia' annunciata, da indirizzare al Parlamento", spiega l'assessore. "Dopo aver di recente concesso con una legge regionale la possibilita' agli stranieri di partecipare ai referendum consultivi, ora e' il momento di permettere agli stranieri di votare ed essere votati nelle elezioni amministrative. Se passera' la nostra proposta, dal 2010 gli stranieri in regola con il permesso di soggiorno che vivono in Toscana da almeno cinque anni, potranno partecipare, assieme agli altri toscani, alla scelta del prossimo presidente della Regione e dei consiglieri del Consiglio regionale. Ma potranno votare gia' dal 2009 anche per le comunali, le provinciali, i consigli di quartiere e per ogni referendum, non solo consultivo, di Comuni, Province e Regioni".    
Tecnicamente l'estensione del diritto di voto verra' assicurata semplicemente ratificando il capitolo C della Convenzione di Strasburgo del 1992. L'Italia, a differenza di altri paesi, nel 1994 aveva infatti ratificato solo i primi due capitoli della convenzione. E per questo sara' sufficiente una legge ordinaria e non una modifica alla Costituzione: dunque un iter piu' breve. La proposta di legge scritta dalla giunta estende agli stranieri e a tutti gli apolidi, non solo il diritto di voto, ma anche la possibilita' di essere eletti. "L'unico requisito richiesto - ricorda Fragai - sara' quello di essere residenti da almeno cinque anni, prima della data delle elezioni, nel posto dove si vota ed essere in regola naturalmente con il permesso di soggiorno". In Toscana potrebbero essere 100 mila i potenziali stranieri chiamati alle urne e 1 milione e 200 mila in tutta Italia. "Non c'e' motivo di opporsi al riconoscimento del diritto di voto agli stranieri, tanto piu' che il diritto sara' riconosciuto solo a chi e' in regola e gia' vive nella legalita' - conclude Fragai - Il diritto di voto va anzi a rafforzare il principio importante della legalita'. Il rigore deve coniugarsi con piu' opportunita' per chi si integra e la nostra proposta di legge si inserira' infatti all'interno di un pacchetto su diritti, integrazione e sicurezza proprio perche' diritti e doveri devono stare insieme". "Molti degli stranieri che vivono in Toscana e che sono oltre il 6% della popolazione, - aggiunge - risiedono nella regione da tempo. Lavorano e pagano le tasse.
In tanti negli ultimi anni si sono fatti raggiungere anche dalle famiglie. Contribuiscono alla crescita dell'economia.
Rispettano tutti i doveri dei cittadini ed e' giusto dunque che ne abbiano anche tutti i diritti. Francamente e' incomprensibile l'atteggiamento delle forze politiche che si oppongono".
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