Berlusconi-Gheddafi, alleanza a prova di terrorismo
L'Udc annuncia un sit-in di protesta davanti all'ambasciata libica a Roma; la Corona britannica ha annullato un viaggio in Libia del principe Andrea; il premier Gordon Brown si e' detto 'arrabbiato e disgustato' per l'accoglienza riservata da Muammar Gheddafi al terrorista libico al Megrahi, condannato all'ergastolo per la strage di Lockerbie.
La polemica politica sulla visita del presidente del Consiglio a Tripoli resta alta ma e' proprio lo spettro di al Megrahi in queste ore a preoccupare maggiormente palazzo Chigi e Farnesina che temono una sorpresa dell'ultim'ora dell'imprevedibile colonnello: la partecipazione piena del terrorista libico alle celebrazioni per l'anniversario della firma del trattato di amicizia e cooperazione tra Italia e Libia che si svolgeranno il prossimo 30 agosto a Tripoli.
Visita confermata comunque; anche se l'ultimo show del colonnello - cioe' l'accoglienza trionfale riservata ad al Megrahi dopo la sua liberazione per motivi umanitari - ha riportato la Libia sotto la lente d'ingrandimento della comunita' internazionale. Ma l'Italia considera Tripoli un partner fondamentale: la visita del premier e' 'necessaria', cosi' come e' 'opportuna' l'esibizione delle frecce tricolori due giorni dopo, sempre nella capitale libica, in occasione del quarantennale della rivoluzione verde, ha ribadito il ministro degli Esteri Franco Frattini secondo il quale l'accordo anti-immigrazione con la Libia 'sta funzionando molto bene'.
Mentre negli Stati Uniti si moltiplicano le proteste per la visita che Gheddafi compira' New York per l'assemblea generale dell'Onu a fine settembre (i cittadini di Englewood nel New Jersey si stanno attivando perche' non vogliono la tenda beduina del leader nella loro area), anche in Italia si registrano dissensi. Oltre i radicali che chiedono al premier di farsi promotore di una richiesta a Gheddafi di moratoria della pena di morte, l'Udc preannuncia un sit-in davanti ai locali dell'ambasciata libica in Italia se Berlusconi non rinuncera' alla visita.
Il Pd invece chiede che il premier porti con se', invece che le frecce tricolori, una delegazione di parlamentari italiani e chieda al leader di farla accedere ai campi di detenzione per immigrati per controllare le loro condizioni. La comunita' ebraica ricorda invece un fatto lontano nel tempo ma sanguinoso: l'attentato alla sinagoga di Roma del 1982 (mori' un bambino di due anni). 'A nome della Comunita' ebraica di Roma chiediamo dove sia il terrorista Osama Abdel Al Zomar, autore dell' attentato alla sinagoga di Roma, e soprattutto che possa scontare la sua pena, l'ergastolo, nelle prigioni italiane': chiede Riccardo Pacifici presidente della Comunita' ebraica di Roma.
La polemica politica sulla visita del presidente del Consiglio a Tripoli resta alta ma e' proprio lo spettro di al Megrahi in queste ore a preoccupare maggiormente palazzo Chigi e Farnesina che temono una sorpresa dell'ultim'ora dell'imprevedibile colonnello: la partecipazione piena del terrorista libico alle celebrazioni per l'anniversario della firma del trattato di amicizia e cooperazione tra Italia e Libia che si svolgeranno il prossimo 30 agosto a Tripoli.
Visita confermata comunque; anche se l'ultimo show del colonnello - cioe' l'accoglienza trionfale riservata ad al Megrahi dopo la sua liberazione per motivi umanitari - ha riportato la Libia sotto la lente d'ingrandimento della comunita' internazionale. Ma l'Italia considera Tripoli un partner fondamentale: la visita del premier e' 'necessaria', cosi' come e' 'opportuna' l'esibizione delle frecce tricolori due giorni dopo, sempre nella capitale libica, in occasione del quarantennale della rivoluzione verde, ha ribadito il ministro degli Esteri Franco Frattini secondo il quale l'accordo anti-immigrazione con la Libia 'sta funzionando molto bene'.
Mentre negli Stati Uniti si moltiplicano le proteste per la visita che Gheddafi compira' New York per l'assemblea generale dell'Onu a fine settembre (i cittadini di Englewood nel New Jersey si stanno attivando perche' non vogliono la tenda beduina del leader nella loro area), anche in Italia si registrano dissensi. Oltre i radicali che chiedono al premier di farsi promotore di una richiesta a Gheddafi di moratoria della pena di morte, l'Udc preannuncia un sit-in davanti ai locali dell'ambasciata libica in Italia se Berlusconi non rinuncera' alla visita.
Il Pd invece chiede che il premier porti con se', invece che le frecce tricolori, una delegazione di parlamentari italiani e chieda al leader di farla accedere ai campi di detenzione per immigrati per controllare le loro condizioni. La comunita' ebraica ricorda invece un fatto lontano nel tempo ma sanguinoso: l'attentato alla sinagoga di Roma del 1982 (mori' un bambino di due anni). 'A nome della Comunita' ebraica di Roma chiediamo dove sia il terrorista Osama Abdel Al Zomar, autore dell' attentato alla sinagoga di Roma, e soprattutto che possa scontare la sua pena, l'ergastolo, nelle prigioni italiane': chiede Riccardo Pacifici presidente della Comunita' ebraica di Roma.
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