Berlusconi magnanimo: liberta' di coscienza sul testamento biologico
Sul testamento biologico il Pdl darà libertà di coscienza ai suoi deputati. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, spiegando che "avremo riunioni con il presidente e il vicepresidente del gruppo alla Camera per stabilire il nostro comportamento, che sarà come sempre quello della libertà di coscienza su un tema cosí importante". Ovviamente Berlusconi sa di poter contare su una maggioranza compatta e ben decisa a promuovere per legge la volonta' della Chiesa cattolica romana.
"Le parole usate da Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio e presidente del Pdl, sul tema del testamento biologico sono particolarmente importanti".
Lo afferma in una nota Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl.
"Richiamare il principio della libertà di coscienza, come ha fatto Berlusconi - prosegue - vuol dire, da un lato, riconoscere che un grande partito liberale e moderato come il Pdl non puó che essere attraverso da una pluralità di posizioni e sensibilità diverse sui temi della bioetica. Dall'altro, significa guardare con pragmatismo al dibattito politico-parlamentare che alla Camera dei Deputati si svilupperà sul ddl sul testamento biologico".
"A questo punto - aggiunge l'ex Radicale - ribadisco la mia proposta di "disarmo bilaterale" attraverso una legge che, almeno fino a quando non maturi nel paese e nel Parlamento una posizione ampiamente condivisa, fissi i "paletti" su cui c'è già l'accordo della gran parte dei parlamentari e rinvii per il resto alla deontologia medica e alle famiglie. Insistere sul testo Calabró e sui suoi punti qualificanti - conclude - rischierebbe di portare allo scontro, non solo tra maggioranza e opposizione, ma anche all'interno della stessa maggioranza. E, indipendentemente da chi prevarrà, non penso che questo sia nell'interesse del nostro partito".
"Le parole usate da Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio e presidente del Pdl, sul tema del testamento biologico sono particolarmente importanti".
Lo afferma in una nota Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl.
"Richiamare il principio della libertà di coscienza, come ha fatto Berlusconi - prosegue - vuol dire, da un lato, riconoscere che un grande partito liberale e moderato come il Pdl non puó che essere attraverso da una pluralità di posizioni e sensibilità diverse sui temi della bioetica. Dall'altro, significa guardare con pragmatismo al dibattito politico-parlamentare che alla Camera dei Deputati si svilupperà sul ddl sul testamento biologico".
"A questo punto - aggiunge l'ex Radicale - ribadisco la mia proposta di "disarmo bilaterale" attraverso una legge che, almeno fino a quando non maturi nel paese e nel Parlamento una posizione ampiamente condivisa, fissi i "paletti" su cui c'è già l'accordo della gran parte dei parlamentari e rinvii per il resto alla deontologia medica e alle famiglie. Insistere sul testo Calabró e sui suoi punti qualificanti - conclude - rischierebbe di portare allo scontro, non solo tra maggioranza e opposizione, ma anche all'interno della stessa maggioranza. E, indipendentemente da chi prevarrà, non penso che questo sia nell'interesse del nostro partito".
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