Domenica 7 giugno 2026
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Berlusconi: sui barconi respinti non ci sono richiedenti asilo ... o quasi

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Silvio Berlusconi esclude che sui barconi i migranti che partono dall'Africa alla volta della Sicilia non vi siano persone che potrebbero godere di un diritto d'asilo. "Su questi barconi - ha detto il presidente del Consiglio, a Sharm el Sheikh per partecipare al vertice italo-egiziano - di gente che ha diritto d'asilo non ce ne e' nessuno. Lo dicono le statistiche. Vi sono solo casi eccezionali". Rispondendo alle critiche del Consiglio d'Europa, Berlusconi ha detto: "Non mi piace la parola respingimenti".
Quanto all'asilo, "ci sono leggi che ci impongono di farlo e diamo asilo a chi viene da Paesi dove non c'e' liberta' e dove c'e' uno stato di polizia. Comunque - ha aggiunto - noi abbiamo sempre uno spirito umanitario".

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano difende la politica del respingimento degli immigrati adottata dall'esecutivo: "Il governo -ha detto Alfano parlando stasera a Palermo a margine della festa della polizia- ha effettuato un accordo con la Libia che sta rispettando. La Libia e' un nostro interlocutore e abbiamo concluso un grande accordo con questo Paese nordafricano che deve dare dei risultati. Uno dei risultati che noi ci aspettiamo -ha proseguito Alfano- e' di fermare l'immigrazione dalla Libia e pensiamo di adottare politiche conseguenti senza la violazione di nessuna legge internazionale"

SORPRESA: IL PD SI DIVIDE
- Nel fine settimana, il gruppo dirigente del Pd e' riuscito a dividersi anche sulla linea da assumere rispetto al referendum e sulla politica di contrasto all'immigrazione clandestina. La decisione di Dario Franceschini di schierarsi per il si' nella consultazione referendaria e' stata da ultimo contestata da Francesco Rutelli (e intellettuali d'area hanno persino dato vita a un comitato che promuovera' l'astensione). Quella di censurare la scelta del respingimento dei clandestini non e' stata condivisa da Piero Fassino, che l'ha definita invece legittima (d'altra parte, il governo Berlusconi ha reso finalmente operativo un accordo con la Libia che era stato impostato dal governo Prodi).
Non sta riuscendo insomma il tentativo, che pure e' stato fatto, di cavalcare l'ennesima uscita pubblica di Veronica Lario per distrarre l'attenzione dalla crisi che sta devastando al di la' dell'immaginazione il Pd. E neppure riuscira' quello, attivato con lo stesso obiettivo, di mettere in discussione - e' questa l'ultima mossa di Franceschini - quanto il potere pubblico sta cercando di fare per gestire l'emergenza provocata dal terremoto in Abruzzo.
Le scorciatoie che si ostina a imboccare il successore di Walter Veltroni - impegnato persino a incrociare le lame con Antonio Di Pietro, contestando l'utilita' del voto all'Idv - non lo stanno portando molto lontano, anzi. Sono la conferma di una incapacita' di misurare e gestire la crisi del Pd che crea preoccupazione anche oltre i suoi confini. E non solo per gli spazi che il Pd sta lasciando al qualunquismo dell'Idv o per il riemergere di spinte alla sua sinistra che alimentano la concorrenzialita' su un terreno non certo riformista. La mancanza di un serio interlocutore con cui misurarsi sui problemi concreti e' un danno anche per il governo e per il confronto democratico. E anche per il bipolarismo, che non puo' reggersi su una gamba sola.
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