Bianchi (Fnomceo): no a leggi che violano liberta' professionale dei medici
Amedeo Bianco, invitato dal sen. Ignazio Marino ad esprimersi sul caso del dott.Mario Riccio per il quale il GIP, rigettando la richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero, ha disposto l'avvio del procedimento penale, ha cosi' commentato: 'Non mi sorprende la decisione del Giudice che ancora una volta mette in evidenzia una irrisolta asimmetria del nostro ordinamento a cui la Magistratura liberamente si ispira: da una parte tutela il principio costituzionale dell'autodeterminazione del paziente, compresa la possibilita' che questi possa rifiutare cure salvavita, dall'altra il principio di indisponibilita' del bene vita.
L'Ordine di Cremona, deputato alla valutazione del profilo di responsabilita' deontologica dell'iscritto dott. Mario Riccio, si e' gia' pronunciato -ha cosi' continuato Bianco- ritenendo che l'operato del professionista sul signor Welby sia stato conforme al rispetto della sua volonta', capace ed informata, di interrompere una terapia, e senza alcun rilievo deontologico'.
Per quanto riguarda, in particolare, il codice deontologico, il Presidente della FNOMCeO ha voluto essere ancora piu' esplicito: 'Ho ufficialmente condiviso questo orientamento perche' nel nostro Codice Deontologico non ci sono equivoci ma tre secchi NO: all'eutanasia, all'abbandono terapeutico e all'accanimento terapeutico. C'e' anche un responsabile SI al rispetto del principio di autodeterminazione del paziente.
Questa responsabilita' e' tutta da ricondurre all'interno della relazione medico paziente: 'Tale relazione e' unica e irripetibile, nel momento in cui rappresenta non solo una alleanza sulle scelte terapeutiche ma una consapevole condivisione di valori etici, di prospettive, di sofferenze e speranze' ha detto a questo proposito Bianco, che cosi' ha concluso: 'Questo ci fa ripetere, anche al sen. Marino, che nulla deve intervenire nelle dinamiche di tale relazione, meno che mai una rigida previsione legislativa che verrebbe a violentare l'autonomia e la responsabilita' dei contraenti, gli unici in possesso di tutti gli elementi per una scelta eticamente, civilmente e tecnicamente giusta'.
L'Ordine di Cremona, deputato alla valutazione del profilo di responsabilita' deontologica dell'iscritto dott. Mario Riccio, si e' gia' pronunciato -ha cosi' continuato Bianco- ritenendo che l'operato del professionista sul signor Welby sia stato conforme al rispetto della sua volonta', capace ed informata, di interrompere una terapia, e senza alcun rilievo deontologico'.
Per quanto riguarda, in particolare, il codice deontologico, il Presidente della FNOMCeO ha voluto essere ancora piu' esplicito: 'Ho ufficialmente condiviso questo orientamento perche' nel nostro Codice Deontologico non ci sono equivoci ma tre secchi NO: all'eutanasia, all'abbandono terapeutico e all'accanimento terapeutico. C'e' anche un responsabile SI al rispetto del principio di autodeterminazione del paziente.
Questa responsabilita' e' tutta da ricondurre all'interno della relazione medico paziente: 'Tale relazione e' unica e irripetibile, nel momento in cui rappresenta non solo una alleanza sulle scelte terapeutiche ma una consapevole condivisione di valori etici, di prospettive, di sofferenze e speranze' ha detto a questo proposito Bianco, che cosi' ha concluso: 'Questo ci fa ripetere, anche al sen. Marino, che nulla deve intervenire nelle dinamiche di tale relazione, meno che mai una rigida previsione legislativa che verrebbe a violentare l'autonomia e la responsabilita' dei contraenti, gli unici in possesso di tutti gli elementi per una scelta eticamente, civilmente e tecnicamente giusta'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti