Sabato 6 giugno 2026
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Biciclette. Strade poco sicure. Ricerca

U.E. - ITALIA
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A generare sinistri stradali che vedono coinvolte biciclette "in molti casi è una precedenza non data, o da parte del ciclista o dell'automobilista, a risultare fatale, ma spesso gli incidenti nascono anche da una mancata percezione della presenza di una bici in strada". E' quanto emerge da una ricerca su biciclette e sicurezza stradale, condotto da un gruppo di psicologi sociali dell'Università di Bologna. Alla luce dei dati raccolti analizzando e catalogato decine di studi dedicati alle collisioni tra veicoli a motore biciclette - una rassegna da poco pubblicata dalla rivista Transport Reviews - i ricercatori emiliani hanno evidenziato come siano due le cause principali per gli incidenti che coinvolgono i ciclisti: i comportamenti di chi si muove in strada e le caratteristiche delle infrastrutture stradali. In particolare, per quanto riguarda i comportamenti, tra i pericoli che emergono più di frequente ci sono i 'blind spot', ossia angoli ciechi nel campo visivo dell'automobilista ma gli incidenti si verificano anche quando il ciclista è, in teoria, ben visibile: un fenomeno noto come 'looked but failed to see', guardare senza riuscire a vedere. "La nostra attenzione - spiega il ricercatore Unibo Gabriele Prati - opera selezionando alcuni stimoli da noi attesi, come ad esempio possibili macchine in arrivo, ma tralasciandone altri, spesso meno attesi. Per questo può succedere che, pur guardando in una direzione, non si riescono a percepire alcuni elementi rilevanti per la propria e altrui sicurezza, ad esempio un utente vulnerabile della strada che sta sopraggiungendo". Quindi, più piccole, meno veloci e più rare delle auto, le biciclette, viene spiegato nella ricerca bolognese, fanno "più fatica ad affacciarsi nel campo di attenzione degli automobilisti. Tanto che quando le bici sono invece molto presenti gli incidenti calano".
Di fatto, continua Prati, "all'aumentare del numero dei ciclisti, aumenta la sicurezza dei ciclisti stessi. I conducenti di automobili diventano più consapevoli della presenza dei ciclisti e migliorano la loro capacità di anticiparne la presenza nel traffico. Più persone utilizzano la bici, più è visto come legittimo uno spazio urbano propriamente attribuito. Cambia l'aspettativa sociale e le persone decentrano il proprio punto di vista come utenti della strada". Poi ci sono le infrastrutture e, se da un lato, infatti, la presenza di piste ciclabili separate dal traffico motorizzato gioca un ruolo importante per la sicurezza dei ciclisti, dall'altro le corsie riservate ai ciclisti possono rivelarsi particolarmente pericolose in prossimità degli incroci e, anche in questo caso, conta la percezione.
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