Bimbo di tre anni sfruttato, seviziato, abbandonato, maltrattato...e espulso
Una delegazione di parlamentari italiani dovrebbe recarsi in Romania con lo scopo di assicurarsi delle condizioni di Gratian Gruia, un bambino di tre anni e mezzo nato in Romania e portato in Italia, avviato alla carriera di mendicante, seviziato dal padre, abbandonato dalla madre e maltrattato anche dalla nonna e rimpatriato il 27 ottobre scorso senza tenere in considerazione l'interesse del minore stesso. E' Elisabetta Zamparuttti, deputato dei radicali eletta nelle liste del Pd, a lanciare questa proposta dopo aver preso a cuore il caso del piccolo Gratian, con lo scopo anche di evitare la stessa sorte al altre migliaia di bambini stranieri , non accompagnati, presenti in Italia.
"E' necessario inoltre che venga condotta un'indagine parlamentare sull'operato dei tribunali dei minori - ha dichiarato la Zamparutti all'ADNKRONOS - Ho chiesto ad Alessandra Mussolini, come presidente della Commissione bicamerale, un'audizione per acquisire informazioni sia sulle prospettive di un possibile sereno futuro per Gratian Gruia che sulle politiche del nostro Paese in materia di minori non italiani non accompagnati a partire dalle trattative in corso tra Governo italiano e Governo rumeno per definire i termini dell'Accordo siglato nel giugno scorso per la cooperazione in questa materia". 'Ma oltre all'audizione, e' importante che il Parlamento, attraverso la Commissione Infanzia o in altro modo, cerchi un chiarimento su come operano i tribunali dei minori italiani - ha proseguito la Zamparutti - e sul perche' prima si ratifica la convezione Onu sui diritti del fanciullo, si stipulano accordi, come quello firmato dall'Italia con la Romania, poi pero' non si rispettano i contenuti dei trattati stessi. L'accoglienza e l'integrazione dei minori stranieri in Italia passa innanzitutto attraverso il rispetto della legalita' interna e internazionale'. 'Sia la missione in Romania quanto l' audizione chiesta alla Mussolini - ha tenuto a sottolineare la Zamparutti - devono avvenire il piu' presto possibile, con urgenza'.
'Altro passo concreto che il Parlamento potrebbe fare e' calendarizzare subito la legge istitutiva del Garante nazionale per l'Infanzia proposto dal ministro per le Pari Opportunita', Mara Carfagna, approvato dal governo il primo agosto scorso - ha evidenziato ancora l'esponente dei Radicali - che potrebbe essere l'occasione per un riordino delle competenze e della normativa interna dei minori, come attualmente previste dall'ordinamento. Ora, oltre a fare 'pressing', sulle istituzioni e sulla politica italiana, ritengo sia il caso di rivolgersi anche alle autorita' rumene a cui si puo' chiedere che una delegazione ufficiale di parlamentari ed esperti possa recarsi in Romania e verificare le condizione in cui si trova Gratian Gruia'. In occasione della giornata nazionale dell'infanzia e dell'adolescenza, celebrata il 20 novembre scorso, la Zamparutti ha anche lanciato un appello a Gianfranco Fini, presidente della Camera dei Deputati, perche' "vengano intraprese iniziative politico istituzionali per assicurare nel nostro Paese il rispetto della legalita', che e' rispetto di umanita' nei confronti di tutti, a partire dai piu' deboli come i bambini stranieri abbandonati". L'esponente radicale ha poi illustrato nella lettera la tragica storia del piccolo Gratian, che in gergo tecnico e' un 'Minore Straniero non accompagnato'. Il bambino e' nato in Romania nel 2005 da genitori rumeni, ma subito dopo la nascita, e' stato abbandonato dalla madre, e portato in Italia, a mendicare. Il 23 maggio 2007 il bambino viene notato da alcuni passanti che chiamano la polizia, e gli agenti della Squadra Mobile di Roma lo hanno trovato, in strada, per terra accanto alla nonna materna, sporco, denutrito e malvestito, con il compito di impietosire i passanti. Visitato da un medico, le sue condizioni vennero definite 'gravi', e sul piccolo corpo vi erano segni, evidenti e molteplici, di sevizie. Interpellato il Tribunale dei Minori di Roma, questi decise di affidare Gratian ad una casa famiglia, 'La Valle dei Fiori', e il pubblico ministero di turno chiese ed ottenne, come previsto dalla legge italiana, che i genitori venissero privati della patria podesta'. A questo punto la prassi vorrebbe che il bambino sia dichiarato in 'stato di abbandono', fase che precede quella dell'affido o dell'adozione. Dato che nel frattempo il padre di Gratian era stato condannato per le violenze sul bambino, condanna confermata dalla cassazione, e che la nonna, privata dell'unico mezzo di sostentamento, l'accattonaggio insieme al nipote, rientrava in Romania, il governo rumeno durante il procedimento per lo stato di abbandono, si era costituito parte civile e chiedeva il rimpatrio del piccolo.
Il Tribunale dei Minori, quindi, l'8 luglio scorso, con una sentenza di poche righe ha deciso di riconsegnare Gratian alle autorita' rumene, non tenendo conto ne' del parere contrario del Pubblico Ministero ne' tantomeno della perizia, chiesta dallo stesso tribunale, nella quale veniva raccomandato di tenere il bambino nella situazione protetta in cui si trovava nella casa famiglia, dove stava riacquistando serenita' e stabilita', e neanche della relazione degli psicologi di Telefono Azzurro i quali raccomandavano di non far subire al piccolo ulteriori traumi emotivi e psicologici.
Il 27 ottobre scorso Gratian viene rimpatriato: la casa famiglia che lo aveva ospitato per oltre un anno aveva chiesto che l'operatrice che lo aveva seguito potesse accompagnarlo in Romania, per non dare al piccolo l'impressione, gravissima, di essere stato abbandonato ancora una volta. Ma siccome la procedura di accompagnamento non era citata in sentenza, solo l'acquisto del biglietto aereo da parte del Gabinetto del Sindaco ha permesso che l'educatrice potesse salire sull'aereo assieme al bambino, ed attenuare i pianti, le crisi di vomito e la sua disperazione. Per poco tempo pero', perche' arrivati all'aeroporto a Bucarest, un uomo, senza qualificarsi ne' ovviamente parlare italiano, l'unica lingua che ormai il bambino sapeva parlare, ha strappato il piccolo dalle mani dell'educatrice e lo ha portato via. Ora Gratian dovrebbe trovarsi a Sopotul Vechi, area di origine della famiglia del piccolo che si trova presso un assistente maternale, cioe' una sorta di assistente sociale che esercita l'attivita' al di fuori di una struttura, e della quale non si hanno informazioni certe.
In merito al caso del piccolo Gratian, la Zamparutti insieme a Rita Bernardini, segretario dei Radicali Italiani, ed altri hanno presentato un'interrogazione scritta al ministro degli Esteri e al ministro della Giustizia, chiedendo perche' agli operatori della casa famiglia non sia stato consentito di rimanere con Gratian in Romania per aiutarlo ad acclimatarsi nel nuovo ambiente. E ancora, se non sia opportuno chiedere alle autorita' rumene la riconsegna del bambino perche' sia riaffidato alla casa famiglia dove ha trascorso oltre un anno della sua vita e se non sia il caso di valutare eventuali violazioni delle garanzie e delle procedure previste nei casi di espatrio dall'accordo bilaterale Italia-Romania sulla cooperazione per la protezione dei minori romeni non accompagnati presenti sul territorio nazionale.
Gli esponenti radicali nell'interrogazione hanno chiesto inoltre verifiche se il Tribunale dei minori abbia affrontato gia' casi analoghi a quello di Gratian e cosa intenda fare per assicurare che l'espatrio di minori avvenga nel rispetto delle garanzie e delle procedure stabilite dalle convenzioni internazionali e dai patti bilaterali.
La risposta viene dal sottosegretario agli Esteri, Vincenzo Scotti, il quale evidenziando l'importanza dell'accordo bilaterale tra Italia e Romania, ha affermato che il ministro degli Esteri, Franco Frattini ha chiesto al suo omologo rumeno, chiarimenti sulla vicenda e ha allertato l'ambasciatore italiano a Bucarest di compiere i passi necessari per avere assicurazioni sulla sorte del piccolo Gratian.L'ambasciatore ha anche chiesto al ministro rumeno che venga data la possibilita' ad esperti italiani di visitare Gratian, che il piccolo venga trasferito in una struttura di assistenza italiana che opera in Romania, dato che parla solo la lingua italiana.
L'ambasciatore ha inoltre ricevuto l'impegno da parte del Segretario generale dell'autorita' nazionale rumena per la protezione dei diritti del fanciullo, di fornire alla controparte italiana la massima collaborazione e tutte le informazioni riguardanti del caso sul futuro inserimento di Gratian.
Scotti nella risposta inoltre ha evidenziato che il Governo continuera', attraverso l'ambasciata, a seguire la vicenda del bambino offrendo alle autorita' rumene tutta l'esperienza e le risorse a disposizione.
"E' necessario inoltre che venga condotta un'indagine parlamentare sull'operato dei tribunali dei minori - ha dichiarato la Zamparutti all'ADNKRONOS - Ho chiesto ad Alessandra Mussolini, come presidente della Commissione bicamerale, un'audizione per acquisire informazioni sia sulle prospettive di un possibile sereno futuro per Gratian Gruia che sulle politiche del nostro Paese in materia di minori non italiani non accompagnati a partire dalle trattative in corso tra Governo italiano e Governo rumeno per definire i termini dell'Accordo siglato nel giugno scorso per la cooperazione in questa materia". 'Ma oltre all'audizione, e' importante che il Parlamento, attraverso la Commissione Infanzia o in altro modo, cerchi un chiarimento su come operano i tribunali dei minori italiani - ha proseguito la Zamparutti - e sul perche' prima si ratifica la convezione Onu sui diritti del fanciullo, si stipulano accordi, come quello firmato dall'Italia con la Romania, poi pero' non si rispettano i contenuti dei trattati stessi. L'accoglienza e l'integrazione dei minori stranieri in Italia passa innanzitutto attraverso il rispetto della legalita' interna e internazionale'. 'Sia la missione in Romania quanto l' audizione chiesta alla Mussolini - ha tenuto a sottolineare la Zamparutti - devono avvenire il piu' presto possibile, con urgenza'.
'Altro passo concreto che il Parlamento potrebbe fare e' calendarizzare subito la legge istitutiva del Garante nazionale per l'Infanzia proposto dal ministro per le Pari Opportunita', Mara Carfagna, approvato dal governo il primo agosto scorso - ha evidenziato ancora l'esponente dei Radicali - che potrebbe essere l'occasione per un riordino delle competenze e della normativa interna dei minori, come attualmente previste dall'ordinamento. Ora, oltre a fare 'pressing', sulle istituzioni e sulla politica italiana, ritengo sia il caso di rivolgersi anche alle autorita' rumene a cui si puo' chiedere che una delegazione ufficiale di parlamentari ed esperti possa recarsi in Romania e verificare le condizione in cui si trova Gratian Gruia'. In occasione della giornata nazionale dell'infanzia e dell'adolescenza, celebrata il 20 novembre scorso, la Zamparutti ha anche lanciato un appello a Gianfranco Fini, presidente della Camera dei Deputati, perche' "vengano intraprese iniziative politico istituzionali per assicurare nel nostro Paese il rispetto della legalita', che e' rispetto di umanita' nei confronti di tutti, a partire dai piu' deboli come i bambini stranieri abbandonati". L'esponente radicale ha poi illustrato nella lettera la tragica storia del piccolo Gratian, che in gergo tecnico e' un 'Minore Straniero non accompagnato'. Il bambino e' nato in Romania nel 2005 da genitori rumeni, ma subito dopo la nascita, e' stato abbandonato dalla madre, e portato in Italia, a mendicare. Il 23 maggio 2007 il bambino viene notato da alcuni passanti che chiamano la polizia, e gli agenti della Squadra Mobile di Roma lo hanno trovato, in strada, per terra accanto alla nonna materna, sporco, denutrito e malvestito, con il compito di impietosire i passanti. Visitato da un medico, le sue condizioni vennero definite 'gravi', e sul piccolo corpo vi erano segni, evidenti e molteplici, di sevizie. Interpellato il Tribunale dei Minori di Roma, questi decise di affidare Gratian ad una casa famiglia, 'La Valle dei Fiori', e il pubblico ministero di turno chiese ed ottenne, come previsto dalla legge italiana, che i genitori venissero privati della patria podesta'. A questo punto la prassi vorrebbe che il bambino sia dichiarato in 'stato di abbandono', fase che precede quella dell'affido o dell'adozione. Dato che nel frattempo il padre di Gratian era stato condannato per le violenze sul bambino, condanna confermata dalla cassazione, e che la nonna, privata dell'unico mezzo di sostentamento, l'accattonaggio insieme al nipote, rientrava in Romania, il governo rumeno durante il procedimento per lo stato di abbandono, si era costituito parte civile e chiedeva il rimpatrio del piccolo.
Il Tribunale dei Minori, quindi, l'8 luglio scorso, con una sentenza di poche righe ha deciso di riconsegnare Gratian alle autorita' rumene, non tenendo conto ne' del parere contrario del Pubblico Ministero ne' tantomeno della perizia, chiesta dallo stesso tribunale, nella quale veniva raccomandato di tenere il bambino nella situazione protetta in cui si trovava nella casa famiglia, dove stava riacquistando serenita' e stabilita', e neanche della relazione degli psicologi di Telefono Azzurro i quali raccomandavano di non far subire al piccolo ulteriori traumi emotivi e psicologici.
Il 27 ottobre scorso Gratian viene rimpatriato: la casa famiglia che lo aveva ospitato per oltre un anno aveva chiesto che l'operatrice che lo aveva seguito potesse accompagnarlo in Romania, per non dare al piccolo l'impressione, gravissima, di essere stato abbandonato ancora una volta. Ma siccome la procedura di accompagnamento non era citata in sentenza, solo l'acquisto del biglietto aereo da parte del Gabinetto del Sindaco ha permesso che l'educatrice potesse salire sull'aereo assieme al bambino, ed attenuare i pianti, le crisi di vomito e la sua disperazione. Per poco tempo pero', perche' arrivati all'aeroporto a Bucarest, un uomo, senza qualificarsi ne' ovviamente parlare italiano, l'unica lingua che ormai il bambino sapeva parlare, ha strappato il piccolo dalle mani dell'educatrice e lo ha portato via. Ora Gratian dovrebbe trovarsi a Sopotul Vechi, area di origine della famiglia del piccolo che si trova presso un assistente maternale, cioe' una sorta di assistente sociale che esercita l'attivita' al di fuori di una struttura, e della quale non si hanno informazioni certe.
In merito al caso del piccolo Gratian, la Zamparutti insieme a Rita Bernardini, segretario dei Radicali Italiani, ed altri hanno presentato un'interrogazione scritta al ministro degli Esteri e al ministro della Giustizia, chiedendo perche' agli operatori della casa famiglia non sia stato consentito di rimanere con Gratian in Romania per aiutarlo ad acclimatarsi nel nuovo ambiente. E ancora, se non sia opportuno chiedere alle autorita' rumene la riconsegna del bambino perche' sia riaffidato alla casa famiglia dove ha trascorso oltre un anno della sua vita e se non sia il caso di valutare eventuali violazioni delle garanzie e delle procedure previste nei casi di espatrio dall'accordo bilaterale Italia-Romania sulla cooperazione per la protezione dei minori romeni non accompagnati presenti sul territorio nazionale.
Gli esponenti radicali nell'interrogazione hanno chiesto inoltre verifiche se il Tribunale dei minori abbia affrontato gia' casi analoghi a quello di Gratian e cosa intenda fare per assicurare che l'espatrio di minori avvenga nel rispetto delle garanzie e delle procedure stabilite dalle convenzioni internazionali e dai patti bilaterali.
La risposta viene dal sottosegretario agli Esteri, Vincenzo Scotti, il quale evidenziando l'importanza dell'accordo bilaterale tra Italia e Romania, ha affermato che il ministro degli Esteri, Franco Frattini ha chiesto al suo omologo rumeno, chiarimenti sulla vicenda e ha allertato l'ambasciatore italiano a Bucarest di compiere i passi necessari per avere assicurazioni sulla sorte del piccolo Gratian.L'ambasciatore ha anche chiesto al ministro rumeno che venga data la possibilita' ad esperti italiani di visitare Gratian, che il piccolo venga trasferito in una struttura di assistenza italiana che opera in Romania, dato che parla solo la lingua italiana.
L'ambasciatore ha inoltre ricevuto l'impegno da parte del Segretario generale dell'autorita' nazionale rumena per la protezione dei diritti del fanciullo, di fornire alla controparte italiana la massima collaborazione e tutte le informazioni riguardanti del caso sul futuro inserimento di Gratian.
Scotti nella risposta inoltre ha evidenziato che il Governo continuera', attraverso l'ambasciata, a seguire la vicenda del bambino offrendo alle autorita' rumene tutta l'esperienza e le risorse a disposizione.
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