Un biochip per la diagnosi precoce dell'Alzheimer
Superano il mezzo milione gli spagnoli affetti dal morbo d'Alzheimer, la malattia neurodegenerativa più frequente e ancora oggi incurabile. Tuttavia, la diagnosi precoce può ritardarne l'evoluzione, come concordano gli esperti. E qui entra in gioco il kit ABtest, un dispositivo in grado di rilevarne uno dei primi sintomi biologici. Lo strumento, elaborato dall'azienda biotecnologica spagnola Araclon, consiste in un rilevatore di un certo tipo di proteine, le cosiddette beta-amiloidi, la cui presenza nel cervello è uno dei sintomi più chiari dell'Alzheimer (l'altro, anch'esso visibile con tecniche di immagini cerebrali, è l'accumulo dei "gomitoli tau"). Questo sistema ha il vantaggio di non essere invasivo: permette di misurare la concentrazione della proteina nel sangue anche quattro anni prima che cominci ad accumularsi e a deteriorare il funzionamento dei circuiti neuronali, come spiega la direttrice di Araclon, Rilar de la Huerta. La misurazione delle beta-amiloidi non solo anticipa la diagnosi, ma funge anche da indicatore dell'evoluzione della malattia. Il prezzo del dispositivo oscillerà tra 70 e 120 euro, calcolano i ricercatori. I risultati si possono avere dopo una settimana, e per ora è stato sperimentato su quaranta persone, sia sane sia nella fase iniziale della malattia.