Sabato 6 giugno 2026
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Biotestamento. Accademia dei Lincei contro ddl Calabro': medico accerti oggettivamente attivita' cerebrale

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Il medico deve accertare oggettivamente se nel paziente esiste ancora attività cerebrale per evitare la somministrazione di trattamenti in presenza della già avvenuta morte cerebrale . E' il parere espresso in un documento dalla Commissione di Bioetica dell'Accademia dei Lincei, che dopo l'approvazione del disegno di legge da parte del Senato della Repubblica, ha esaminato i problemi della difesa dei diritti e della dignità degli esseri umani al termine della vita.
La Commissione aveva già approvato nel novembre 2007 un documento in cui, in casi di incertezza circa le reali condizioni del paziente, suggeriva che il trattamento medico potesse venire interrotto nel caso di identificate condizioni di avvenuta morte cerebrale.

Poich, il disegno di legge approvato di recente dal Senato della Repubblica ha trasferito al medico curante la responsabilità di decidere sull'interruzione dei trattamenti, la Commissione ravvisa l'opportunità di precisare, nella futura legge, che la decisione dei medici debba avvenire in base non a una valutazione soggettiva, ma piuttosto a un accertamento oggettivo delle reali condizioni dell'attività cerebrale fondato su una serie di esami quali la PET (Posithron emission tomography), la fRMI (Functional Magnetic Resonance) e tutte le analisi elettrofisiologiche; ció eviterebbe di protrarre i trattamenti del paziente al di là della già avvenuta morte cerebrale. Per rendere piú agevole l'accertamento sarebbe augurabile l'identificazione di centri medici già sufficientemente attrezzati per l'effettuazione dei necessari esami.

Si ricorda che negli Stati Uniti era avvenuto, alcuni anni, fa un episodio di natura molto simile (caso della paziente Terry Schiavo) a quello che è poi avvenuto in Italia nel caso Englaro; dopo molte polemiche la decisione finale di interrompere il trattamento fu presa dalla Corte Suprema. Qualche tempo dopo apparve sulla stampa la notizia che, all'esame autoptico, il cervello della Schiavo era praticamente scomparso dopo circa 16 anni di degenza; la Schiavo aveva cosí raggiunto una condizione di morte cerebrale, ció che forniva un inequivocabile supporto alla decisione della Corte Suprema. Sorge la domanda del perch,, in tali casi, questi accertamenti non vengano fatti prima, allo scopo di attenuare una conflittualità cosí facile a svilupparsi.
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