Biotestamento, anche Milano vuole il registro
Un registro comunale dei testamenti biologici a Milano, attraverso il quale i cittadini potranno esprimere la propria volonta' sui trattamenti terapeutici che intendono ricevere o rifiutare in caso di incoscienza o di incapacita' mentale.
E' uno degli obiettivi della Giunta che, dopo l'istituzione del registro delle unioni civili approvato a luglio, si prepara a varare a settembre la Carta dei diritti del malato all'interno del Piano di zona sul welfare comunale. Un documento, come riportano oggi alcuni quotidiani, nel quale fra gli altri punti viene esplicitato 'il diritto di ogni individuo di esprimere le proprie volonta' rispetto al rifiuto dell' 'accanimento terapeutico' e del prolungamento forzato della vita in condizioni di coma irreversibile o di disagio estremo'.
L'affermazione di un principio che, come ha spiegato l' assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino, 'serve per aprire un dibattito sui diritti ma non portera' alla creazione immediata di un registro'. L'iter, infatti, sara' quello di una delibera di iniziativa consiliare da portare in Aula dopo il via libera della Giunta e del Consiglio comunale alla Carta. 'Non vogliamo scavalcare le preprogative del Consiglio comunale - ha sottolineato - che si confrontera' sul tema e deliberera' nei tempi che riterra' opportuni. Se intervenisse il Parlamento con una legge nazionale risolverebbe un grande problema - ha proseguito - perche' gli enti locali si trovano davanti una situazione di vuoto legislativo'. Il registro dei biotestamenti - gia' varato in un'ottantina di altre citta' italiane, fra cui Torino o Modena - in ogni caso dovrebbe approdare in Aula entro i primi mesi del 2013, attraverso una delibera di iniziativa popolare per la quale il comitato MilanoRadicalmenteNuova ha depositato oltre 6mila firme.
Dichiarazione di Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni e Presidente dei Radicali - federalisti europei al Comune di Milano:
"E' un fatto positivo che dalla Giunta Pisapia sia arrivato l'annuncio della volontà di istituire il registro comunale del testamento biologico, dopo la richiesta già avanzata formalmente da oltre 11.000 milanesi che hanno sottoscritto nelle scorse settimane le proposte di iniziativa popolare dei Comitati "Io Scelgo" e "Milano RadicalMente nuova".
Se i Garanti del Comune non frapporranno ostacoli, la delibera di iniziativa popolare elaborata dall'associazione Luca Coscioni sulla base dei precedenti di altri Comuni sarà messa all'ordine del giorno del Consiglio Comunale entro dicembre 2012.
Assistiamo in queste ore a dichiarazioni sconclusionate di esponenti del Pdl come il Capogruppo in Comune Carlo Masseroli e il Senatore Riccardo De Corato, ma anche del Vicepresidente del Consiglio comunale del Pd, Andrea Fanzago, che in coro si affannano ad invocare il ruolo del Parlamento nazionale e l'assenza di una legge. Costoro evidentemente ignorano il fatto che la giurisprudenza sui casi Welby ed Englaro ha consolidato il diritto a veder rispettate le proprie volontà di trattamento, in particolare nel caso Englaro persino in assenza di un documento scritto. Non esiste dunque alcun ostacolo per quei Comuni che vogliano agevolare i cittadini mettendo a disposizione un registro gratuito, come già fanno privatamente soggetti come i Valdesi, la Fondazione Veronesi, l'Associazione Luca Coscioni ed altri. Sono lì a dimostrarlo quei 105 Comuni italiani che hanno già approvato il registro, tra i quali vi sono città come Firenze, Genova, Torino, Cagliari, Napoli."
E' uno degli obiettivi della Giunta che, dopo l'istituzione del registro delle unioni civili approvato a luglio, si prepara a varare a settembre la Carta dei diritti del malato all'interno del Piano di zona sul welfare comunale. Un documento, come riportano oggi alcuni quotidiani, nel quale fra gli altri punti viene esplicitato 'il diritto di ogni individuo di esprimere le proprie volonta' rispetto al rifiuto dell' 'accanimento terapeutico' e del prolungamento forzato della vita in condizioni di coma irreversibile o di disagio estremo'.
L'affermazione di un principio che, come ha spiegato l' assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino, 'serve per aprire un dibattito sui diritti ma non portera' alla creazione immediata di un registro'. L'iter, infatti, sara' quello di una delibera di iniziativa consiliare da portare in Aula dopo il via libera della Giunta e del Consiglio comunale alla Carta. 'Non vogliamo scavalcare le preprogative del Consiglio comunale - ha sottolineato - che si confrontera' sul tema e deliberera' nei tempi che riterra' opportuni. Se intervenisse il Parlamento con una legge nazionale risolverebbe un grande problema - ha proseguito - perche' gli enti locali si trovano davanti una situazione di vuoto legislativo'. Il registro dei biotestamenti - gia' varato in un'ottantina di altre citta' italiane, fra cui Torino o Modena - in ogni caso dovrebbe approdare in Aula entro i primi mesi del 2013, attraverso una delibera di iniziativa popolare per la quale il comitato MilanoRadicalmenteNuova ha depositato oltre 6mila firme.
Dichiarazione di Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni e Presidente dei Radicali - federalisti europei al Comune di Milano:
"E' un fatto positivo che dalla Giunta Pisapia sia arrivato l'annuncio della volontà di istituire il registro comunale del testamento biologico, dopo la richiesta già avanzata formalmente da oltre 11.000 milanesi che hanno sottoscritto nelle scorse settimane le proposte di iniziativa popolare dei Comitati "Io Scelgo" e "Milano RadicalMente nuova".
Se i Garanti del Comune non frapporranno ostacoli, la delibera di iniziativa popolare elaborata dall'associazione Luca Coscioni sulla base dei precedenti di altri Comuni sarà messa all'ordine del giorno del Consiglio Comunale entro dicembre 2012.
Assistiamo in queste ore a dichiarazioni sconclusionate di esponenti del Pdl come il Capogruppo in Comune Carlo Masseroli e il Senatore Riccardo De Corato, ma anche del Vicepresidente del Consiglio comunale del Pd, Andrea Fanzago, che in coro si affannano ad invocare il ruolo del Parlamento nazionale e l'assenza di una legge. Costoro evidentemente ignorano il fatto che la giurisprudenza sui casi Welby ed Englaro ha consolidato il diritto a veder rispettate le proprie volontà di trattamento, in particolare nel caso Englaro persino in assenza di un documento scritto. Non esiste dunque alcun ostacolo per quei Comuni che vogliano agevolare i cittadini mettendo a disposizione un registro gratuito, come già fanno privatamente soggetti come i Valdesi, la Fondazione Veronesi, l'Associazione Luca Coscioni ed altri. Sono lì a dimostrarlo quei 105 Comuni italiani che hanno già approvato il registro, tra i quali vi sono città come Firenze, Genova, Torino, Cagliari, Napoli."
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti