Biotestamento, Fini: lasciamo che il cittadino obbedisca alla propria coscienza
''Non penso cioe' che sia ne' veritiero ne' costruttivo applicare gli schemi ordinari della polemica politica a questioni che coinvolgono le sfere piu' profonde della coscienza. In certi casi, si deve solo tentare di immedesimarsi in coloro che vivono realmente il dramma; e chiedersi, con onesta' intellettuale e sensibilita' umana, 'cosa farei io se mi trovassi nelle situazione di quel padre o di quella madre', e occorre farlo nella convinzione che qualsiasi scelta merita rispetto e sincera partecipazione''. Cosi' il presidente della Camera, Gianfranco Fini, presentando a Montecitorio il libro del senatore Pd, Ignazio Marino, ''Nelle tue mani. Medicina, fede, etica e diritti'', si e' espresso sul biotestamento, il cui disegno di legge e' attualmente all'esame della commissione Affari sociali della Camera. ''Sul doloroso e delicatissimo tema del fine vita - ha aggiunto Fini - e' noto che l'Italia tende a dividersi, come e' emerso in modo eclatante durante i giorni del drammatico caso Englaro. Non ritengo pero' che sia giusto parlare di una sorta di 'polarizzazione' dell'opinione pubblica, come e' stato scritto da vari commentatori''. Il mio primo auspicio, ha sottolineato il presidente della Camera, ''e' che quindi sul fine vita , sul testamento biologico e sui piu' complessi temi bioetici si sviluppi nel nostro Paese una discussione quanto piu' possibile serena e civile, come sempre la discussione dovrebbe essere in una societa' libera e aperta, com'e' (o come dovrebbe essere) la societa' italiana''. Un cittadino infatti, ha concluso Fini, ''non e' 'meno di destra', 'meno di centro' o 'meno di sinistra' se in certi casi drammatici obbedisce alla propria coscienza, indipendentemente da quello che puo' essere l'orientamento prevalente nello schieramento cui egli sente di appartenere''.Una legge di due soli articoli potrebbe dare soluzione alla questione piu' delicata del testamento biologico, quella dei trattamenti sanitari obbligatori. A proporla e' il senatore Ignazio Marino del Pd durante la presentazione del suo libro. ''Attualmente abbiamo in discussione un ddl che indica le procedure obbligatorie -afferma Marino - Io propongo di fare un passo indietro e di fare una legge che dica che c'e l'obbligo di somministrare i trattamenti in assenza di esplicita volonta'. In cambio, sono disposto a un passo di ragionevolezza su idratazione e nutrizione, permettendo l'obbligo di garantirli ad eccezione del caso in cui la loro sospensione sia espressamente oggetto della dichiarazione anticipata di trattamento''. Il senatore annuncia che cerchera' il consenso alla propria proposta in Parlamento: ''Lavorero' con il mio gruppo ma anche con i tanti parlamentari del centrodestra che so che non si riconoscono nella legge attualmente in discussione''.
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