Black out di Internet: nessuna spiegazione
Nessun spiegazione e' ancora stata fornita dalla Cina sul blackout che la scorsa settimana ha colpito i computer di una vasta area del sud del Paese nella quale Internet e' stata irraggiungibile per due ore.
Il blocco, secondo la stampa di Hong Kong, si e' verificato in tutta la provincia del Guangdong e difficolta' di accesso ad Internet sono state segnale in numerose province, compresa quella di Shanghai. Alcuni esperti interpellati dai giornali sostengono che a provocare la crisi e' stato un aggiornamento del Great Wall of Fire (la grande muraglia di fuoco), il complesso sistema di censura in vigore nel Paese.
Ad alimentare una serie di voci incontrollabili e' la circostanza che Pechino ha deciso nei giorni scorsi un giro di vite su Internet, decretando che dal primo luglio tutti i personal computer venduti in Cina dovranno avere un software di filtraggio dei siti sgraditi considerato inefficace e dannoso dagli esperti e dagli industriali.
Inoltre, il motore di ricerca americano Google e' stato minacciato di blackout e accusato di diffondere volontariamente la pornografia. La Telecom China, la compagnia che gestisce la rete di comunicazione tra computer in Cina, non ha finora commentato gli avvenimenti. Un portavoce dell'organismo addetto al controllo del buon funzionamento del web, il Centro Nazionale per le Emergenze di Internet, ha dichiarato di non poter 'ancora' dire niente sulla causa del blackout.
Il blocco, secondo la stampa di Hong Kong, si e' verificato in tutta la provincia del Guangdong e difficolta' di accesso ad Internet sono state segnale in numerose province, compresa quella di Shanghai. Alcuni esperti interpellati dai giornali sostengono che a provocare la crisi e' stato un aggiornamento del Great Wall of Fire (la grande muraglia di fuoco), il complesso sistema di censura in vigore nel Paese.
Ad alimentare una serie di voci incontrollabili e' la circostanza che Pechino ha deciso nei giorni scorsi un giro di vite su Internet, decretando che dal primo luglio tutti i personal computer venduti in Cina dovranno avere un software di filtraggio dei siti sgraditi considerato inefficace e dannoso dagli esperti e dagli industriali.
Inoltre, il motore di ricerca americano Google e' stato minacciato di blackout e accusato di diffondere volontariamente la pornografia. La Telecom China, la compagnia che gestisce la rete di comunicazione tra computer in Cina, non ha finora commentato gli avvenimenti. Un portavoce dell'organismo addetto al controllo del buon funzionamento del web, il Centro Nazionale per le Emergenze di Internet, ha dichiarato di non poter 'ancora' dire niente sulla causa del blackout.
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