Sabato 6 giugno 2026
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Bolivia. Ancora un morto nelle operazioni di eradicazione

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Un poliziotto 22enne, Luis Apaza Quispe, e' stato assassinato nella regione di Isinuta, nel dipartimento del Chapare di Cochabamba, con un colpo d'arma da fuoco. L'agente stava controllando, insieme ad altri colleghi di pattuglia, alcune piantagioni illegali di coca nei pressi del Bajo Mariscal Sucre, dove si trova l'accampamento 'Amarillo 3', a circa 240 chilometri da Cochabamba. I poliziotti sono stati accolti a colpi d'arma da fuoco da sconosciuti, che hanno ucciso a sangue freddo Quispe. Secondo gli agenti scampati all'imboscata, gli spari, probabilmente di fucile, provenivano da quattro diversi settori della montagna che sovrasta la zona. Sotto accusa sarebbe il narcotraffico, che ha nella regione alcuni impianti abusivi per la raffinazione della cocaina.
Il Governo non ha, pero', confermato questa versione, anche se il ministro dell'interno del governo presieduto da Carlos Mesa, Alfonso Ferrufino, ha affermato che quest'azione, come le altre "che si sono succedute, per la loro frequenza, dimostrano l'esistenza di un certo livello di organizzazione. Io non sono in condizione, per evidenti motivi, di definire quali siano la struttura e il raggio d'azione di questa organizzazione, pero' suppongo che dietro tutti questi fatti vi sia un gruppo", la cui identificazione sara' compito degli investigatori.
Negli ultimi 22 giorni, Quispe e' stato il terzo agente a cadere, sempre nel Chapare, sotto i colpi di misteriosi assassini. Il 13 e il 29 novembre due soldati impegnati negli sradicamenti delle piantagioni di coca hanno perso la vita a causa dell'esplosione di rudimentali ordigni posti tra la vegetazione, i cosiddetti 'cazabobos'.
Le piantagioni illegali di coca del Chapare sono da anni nel mirino, ancor piu' che del Governo, dell'amministrazione statunitense. Recentemente gli Usa hanno ricordato al nuovo Governo di Carlos Mesa che la 'Legge del regime della coca e delle sostanze controllate' o legge 1.008 del 1996, fissa in 12mila ettari l'estensione massima coltivabile a coca "per usi tradizionali" in tutto il Paese. Tutte le piantagioni legali si trovano nella regione delle Yungas, dove una recente indagine satellitare del Dipartimento di Stato Usa avrebbe pero' notato la coltivazione di un'estensione di 23.526 ettari, piu' del doppio del consentito. Nel Chapare, il dipartimento della seconda citta' della Bolivia, Cochabamba, invece, sempre secondo il Dipartimento di Stato Usa sarebbero 4.590 gli ettari, tutti illegali, coltivati a coca. Il Governo ha deciso di continuare con lo sradicamento delle piante, attivita' alla quale da sempre si oppongono i gruppi di pressione del 'cocaleros', che hanno nel deputato del Mas, Evo Morales, il loro leader.
Secondo il Movimento al Socialismo, le piantagioni di coca e il consumo o la vendita delle piante per uso tradizionale sono, per molti contadini, l'unica possibilita' di sussistenza per non morire di fame. Il Governo, incalzato da Washington, sostiene invece la necessita' di sostituire le piantagioni di coca con coltivazioni di prodotti per l'esportazione, anche se non ha i mezzi e i finanziamenti per aiutare i contadini nell'eventuale riconversione.
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