Bolivia. Appello del presidente ai cocaleros: "fermatevi !", sale il numero dei morti
Il presidente boliviano Gonzalo Sánchez de Lozada ha condannato oggi i sanguinosi scontri avvenuti negli ultimi quattro giorni nella regione del Chapare (580 chilometri a sudest di La Paz), costati la vita a quattro cocaleros. Di ritorno da Quito, dove ieri ha assistito all'inaugurazione del mandato del suo omologo ecuadoriano, Lucio Gutiérrez, il capo dello Stato ha anche espresso il proprio cordoglio per le 11 vittime del grave incidente stradale, avvenuto nei pressi di Calamarca (60 chilometri dalla capitale). Tra i morti, anche cinque anziani che erano stati arrestati dalla polizia per aver protestato contro le continue dilazioni nella consegna delle pensioni. Riguardo alle violenze avvenute nel Tropico di Cochabamba, il presidente non ha esitato a puntare il dito contro i manifestanti: "Non c'e' dubbio che i blocchi stradali generano violenza e la violenza causa un danno alla societa' boliviana e all'economia boliviana". Ha quindi rilanciato l'esortazione ai cocaleros e al loro leader, Evo Morales Ayma, a porre fine alle proteste contro la politica antidroga del governo. La libera circolazione di veicoli e persone, ha incalzato, "e' un diritto costituzionale del popolo boliviano e non si puo' consentire che ci sia gente che decide di rompere l'ordine pubblico". Fino a quando la mobilitazione dei cocaleros non sara' terminata, ha concluso, la porta del dialogo restera' chiusa.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti