Bolivia. Cocaleros in "stato d'emergenza"
I cocaleros del Chapare sono pronti a concedere "un'ultima opportunita'" al governo di La Paz, a patto che l'atteso incontro tra il loro leader, Evo Morales, e il presidente Gonzalo Sánchez de Lozada "venga fissato quanto prima". La riunione, prevista per ieri, e' infatti saltata a causa dei troppi impegni che attendono nei prossimi giorni il capo dello Stato, inclusa la visita ufficiale che effettuerà lunedi' prossimo negli Stati Uniti. "Abbiamo accettato il rinvio dell'ultima tornata di colloqui e siamo intenzionati a proseguire sulla strada del dialogo", ha asserito Morales, ex candidato presidenziale e leader del 'Movimento al socialismo' (Mas). "Allo stesso tempo -ha aggiunto- i cocaleros del Chapare restano in stato d'emergenza in attesa che il Governo ci dica, o no, se sospendera' lo sradicamento delle coltivazioni". "Non saremo noi a rompere il dialogo con l'esecutivo -gli ha fatto eco il dirigente dei coltivatori di Chimoré, Luis Cutipa- ma di certo non possiamo aspettare con le braccia conserte fino a quando non riprenderanno i colloqui vedendo ogni giorno i militari distruggere le piantagioni e maltrattare centinaia di famiglie di contadini. I "comitati di autodifesa" non permetteranno che lo sradicamento continui". I vertici delle sei federazioni di cocaleros del Tropico di Cochabamba hanno peraltro confermato che l'11 novembre prossimo scenderanno in piazza per protestare contro la distruzione delle piantagioni e l'Alca (Area di libero commercio delle Americhe), il progetto economico voluto dal presidente Usa, George W. Bush oggetto di una mobilitazione a livello continentale. In tale occasione i cocaleros non saranno soli: la dimostrazione e' infatti appoggiata dalla Centrale operaia boliviana e dalla Confederazione unica dei lavoratori agricoli.
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