Bolivia. Continuano gli scontri, nessun dialogo in vista tra Governo e cocaleros
Non partono i colloqui tra Governo e sindacati in Bolivia, per risolvere la questione delle rivendicazioni dei cocaleros nel Chapare e di altri gruppi sociali che da quattro giorni bloccano la direttrice Cochabamba-Santa Cruz-La Paz, principale arteria viaria del Paese. Ieri, Evo Morales Ayma, leader del sindacato dei coltivatori di coca e parlamentare del partito di opposizione Movimento al socialismo (Mas), e' arrivato alla riunione accompagnato da altri 30 dirigenti di varie organizzazioni sociali, tra cui rappresentanti dei difensori civici e dell'Assemblea permanente dei diritti umani in Bolivia (Apdhb). Ma all'incontro non si e' presentato il capo di Stato Gonzalo Sánchez de Lozada, che pure si era detto disponibile alla ripresa dei dialoghi, sostituito dal ministro della presidenza Carlos Sánchez. Il presidente aveva infatti posto come condizione imprescindibile per incontrare Morales e i suoi alleati lo smantellamento immediato dei blocchi stradali, garantendo che contestualmente al ritiro dei manifestanti sarebbero stati richiamati anche i 7mila uomini dell'esercito dispiegati nella regione del Chapare. "Non e' possibile avviare alcun dialogo sotto minaccia", ha detto Sánchez. "Il colloqui tra il presidente e i settori in conflitto potra' aver luogo solo dopo la smobilitazione simultanea di dimostranti e militari", ha ribadito. "Non smetteremo di fare pressione finche' non avremo raggiunto i nostri obiettivi" ha risposto Morales parlando in seguito alla stampa. Infatti, dopo cinque ore di inconcludenti discussioni tra i rappresentanti degli oppositori e Carlos Sánchez, in cui ognuno ribadiva le proprie condizioni per aprire i colloqui, la riunione e' stata sciolta. Da parte sua, Gonzalo Sánchez de Lozada ha rinnovato la disponibilita' al dialogo se verra' interrotto il blocco stradale, ed ha escluso che si voglia ricorrere alla dichiarazione dello "Stato di assedio" per venire a capo dei disordini nel Chapare.
Ieri un altro cocalero e' rimasto ucciso in uno scontro con una pattuglia della polizia nel villaggio di San Julian (600 chilometri ad est) facendo cosi' salire a 5 il numero di contadini morti negli ultimi 4 giorni nel Chapare. Anche la Chiesa cattolica, la Defensoría (Ufficio per i diritti civili) e l'Assemblea permanente dei diritti umani in Bolivia (Apdhb) hanno chiesto a governo e cocaleros di interrompere le ostilita' e tornare immediatamente al tavolo del negoziato.
Ieri un altro cocalero e' rimasto ucciso in uno scontro con una pattuglia della polizia nel villaggio di San Julian (600 chilometri ad est) facendo cosi' salire a 5 il numero di contadini morti negli ultimi 4 giorni nel Chapare. Anche la Chiesa cattolica, la Defensoría (Ufficio per i diritti civili) e l'Assemblea permanente dei diritti umani in Bolivia (Apdhb) hanno chiesto a governo e cocaleros di interrompere le ostilita' e tornare immediatamente al tavolo del negoziato.
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