Bolivia. Evo Morales contro la cocaina, ma non la coca
Il presidente boliviano eletto Evo Morales ha sostenuto oggi che "non e' possibile che la coca sia depenalizzata per produrre Coca Cola e penalizzata per la regione andina", proponendo agli Usa un patto 'di lotta effettiva contro il narcotraffico".In una conferenza stampa con giornalisti stranieri a La Paz, Morales ha anche confermato la volonta' di nazionalizzare gli indrocarburi (gas e petrolio) boliviani, anche se ha escluso qualsiasi espropriazione di beni delle multinazionali operanti nel Paese.
Sullo spinoso tema della lotta alla produzione di stupefacenti il leader del Movimento al socialismo (Mas) ha detto che "sempre quando parlano di coca, si riferiscono indirettamente alla questione del narcotraffico. La coca non e' cocaina. Qui il produttore della foglia di coca non e' narcotrafficante, come il consumatore della foglia non e' un tossicodipendente".
"Vogliamo chiarire questo tema a livello internazionale -ha aggiunto- perche' non e' possibile che la coca sia depenalizzata per produrre Coca Cola e penalizzata per la regione andina".
"Ci deve essere una lotta contro il narcotraffico e propongo al governo degli Stati Uniti ad un patto, ad una alleanza, di lotta effettiva contro il narcotraffico. La cocaina ed il narcotraffico non sono la cultura di quechua, aymaras o guarani', ne' del popolo boliviano, ma sono fattori che sono stati imposti dall'esterno. Dobbiamo mettere fine a tutto questo. E per questo io dico zero cocaina, zero narcotraffico. Ma non ci puo' essere, con il pretesto della lotta al narcotraffico, zero anche di coca e zero di 'cocaleros' (coltivatori)".
Riferendosi quindi alla politica statunitense in questo settore, Morales ha osservato che "essa non puo' continuare ad essere una scusa o un pretesto con interessi geopolitici. Ne' puo' continuare ad essere una scusa per migliorare il controllo di Washington sui governi boliviani, ne' puo' portare, infine, alla costituzione di basi militari in America latina".
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