Venerdì 5 giugno 2026
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Bolivia. Evo Morales si candida per difendere la foglia di coca

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Evo Morales era stato il deputato della passata legislatura piu' votato in Bolivia. Poi e' stato "licenziato", "cacciato" dal Parlamento e ora si ripresenta puntando alla presidenza e ad avere una pattuglia di deputati, fino a una ventina. Leader dei cocaleros del Chapare, e ora candidato per il "Movimento socialismo-popolo" (Mas-Pueblo). I primi sondaggi lo danno con un indice di popolarita' del 16% nelle 10 citta' principali: nessun leader campesinos aveva guadagnato tanta simpatia nelle zone urbane, lontano dal suo mondo, quello rurale della campagna.
Ma le elezioni per Morales sono solo un tassello di quella lotta sociale che intende portare avanti, partendo anche dalla difesa della foglia di coca. "Credo di piu' nella lotta sociale, perche' con le marce e i blocchi stradali abbiamo annullato i decreti, abbiamo fatto approvare alcune leggi e ne abbiamo fatte cambiare altre. Il Parlamento serve almeno per essere cacciato e cosi' la gente puo' farsi un'idea di che cosa sono i partiti tradizionali", risponde in un'intervista pubblicata da El Deber, il quotidiano di Santa Cruz (Chapare).
Accusato di avere fomentato e organizzato i violenti scontri che a meta' gennaio nella citta' di Sacaba avevano portato a sette morti, gli viene chiesto se crede nella lotta armata: "della lotta armata non si parla, si pratica. Non voglio entrare in questo argomento. Il popolo organizzato con il suo braccio armato puo' cambiare la storia, puo' fare la storia, cambiare modelli, cambiare il sistema, e' la forza motrice del sistema. In questa prospettiva, non solo non ripudio, ma perfino apprezzo le lotte dei popoli del continente, ma come le ho gia' detto di questo non si parla, fino a che non si fa". Lo Stato che sogna Morales? "Quello che rispetta l'autonomia e l'autodeterminazione dei popoli indigeni e originari. Avere uno Stato con un sicuro equilibrio economico, dove si rispetta la liberta', la dignita' e l'uguaglianza, fondamentalmente. Questo e' il socialismo comunitario. Se non ci sono i tre principi: liberta', uguaglianza e dignita', il popolo sara' sempre sottomesso".
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