Bolivia. Un golpe dei cocaleros, secondo l'intelligence statunitense
Una sorta di giallo nel giallo: l'ambasciata Usa a La Paz ha reso noto un rapporto dei servizi segreti in cui viene lanciato l'allarme per un possibile colpo di Stato che Evo Morales Ayma -leader dell'opposizione, ma anche dei cocaleros- starebbe pianificando per aprile. Poi pero' il documento, del quale la stampa locale ha pubblicato in estrema sintesi il contenuto, avverte il Governo che la vita dello stesso Morales sarebbe in pericolo a causa di un complotto ordito dai suoi stessi compagni di schieramento, il Movimento al Socialismo (Mas). Nel rapporto, elaborato da agenti dell'intelligence statunitense, si menziona tra le persone a rischio anche il senatore e ideologo del Mas, Filemón Escóbar.
"E' un documento mirato ad intimidirci, dividerci e farci passare come golpisti e assassini dei nostri stessi compagni" ha commentato Morales, tornato in questi giorni a guidare le proteste dei cocaleros del Chapare. Da parte sua, l'esecutivo del presidente Gonzalo Sánchez de Lozada ha annunciato l'avvio di un'inchiesta.
Intanto, sul fronte delle mobilitazioni contro la politica antidroga del governo si segnalano nuovi scontri tra forze dell'ordine e cocaleros. Al termine di un'assemblea convocata a Eterazama (180 chilometri a est di Cochabamba) i coltivatori hanno deciso di attaccare per la seconda volta in tre giorni gli uffici locali del Progetto di sviluppo delle colture alternative (Pdar). Polizia e militari hanno fermato l'assalto con uso di gas lacrimogeni e proiettili di gomma, fortunatamente senza provocare feriti. Disordini sono stati registrati anche a Chimoré dove un gruppo di coltivatori ha lanciato pietre contro le finestre di un altro ufficio del Pdar.
Secondo il dirigente locale dei produttori Eulogio Toco, si tratta di azioni che rientrano "nella nuova strategia cocalera, che consiste nell'attaccare le strutture di un programma che non funziona e ha solo portato miseria alle famiglie contadine che hanno abbandonato la coltivazione della coca". E proprio a seguito delle nuove proteste, seguite alla rottura del dialogo tra governo e cocaleros, annunciata mercoledi' da Morales, militari e polizia hanno aumentato la sorveglianza nel Tropico di Cochabamba, soprattutto con l'obiettivo di impedire che vengano eretti nuovi blocchi stradali sull'asse Cochabamba-Santa Cruz.
"E' un documento mirato ad intimidirci, dividerci e farci passare come golpisti e assassini dei nostri stessi compagni" ha commentato Morales, tornato in questi giorni a guidare le proteste dei cocaleros del Chapare. Da parte sua, l'esecutivo del presidente Gonzalo Sánchez de Lozada ha annunciato l'avvio di un'inchiesta.
Intanto, sul fronte delle mobilitazioni contro la politica antidroga del governo si segnalano nuovi scontri tra forze dell'ordine e cocaleros. Al termine di un'assemblea convocata a Eterazama (180 chilometri a est di Cochabamba) i coltivatori hanno deciso di attaccare per la seconda volta in tre giorni gli uffici locali del Progetto di sviluppo delle colture alternative (Pdar). Polizia e militari hanno fermato l'assalto con uso di gas lacrimogeni e proiettili di gomma, fortunatamente senza provocare feriti. Disordini sono stati registrati anche a Chimoré dove un gruppo di coltivatori ha lanciato pietre contro le finestre di un altro ufficio del Pdar.
Secondo il dirigente locale dei produttori Eulogio Toco, si tratta di azioni che rientrano "nella nuova strategia cocalera, che consiste nell'attaccare le strutture di un programma che non funziona e ha solo portato miseria alle famiglie contadine che hanno abbandonato la coltivazione della coca". E proprio a seguito delle nuove proteste, seguite alla rottura del dialogo tra governo e cocaleros, annunciata mercoledi' da Morales, militari e polizia hanno aumentato la sorveglianza nel Tropico di Cochabamba, soprattutto con l'obiettivo di impedire che vengano eretti nuovi blocchi stradali sull'asse Cochabamba-Santa Cruz.
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