Bolivia. Il leader cocaleros Evo Morales, primo presidente indio
"Abbiamo vinto Aymara, Quechua, Chiquitaras, Guaranis per la prima volta siamo noi i presidenti", ha celebrato cosi' la vittoria alle elezioni svoltesi ieri in Bolivia il candidato cocalero Evo Morales. Il leader del Movimiento al Socialismo ha promesso la legalizzazione della coltivazione della coca e la nazionalizzazione dei pozzi di gas, attualmente in mano a imprese statunitensi. Ha conquistato il sostegno della popolazione piu' povera promettendo una redistribuzione delle ricchezze nel Paese. Pur possedendo la seconda riserva di gas del continente dopo il Venezuela, la Bolivia e' il Paese piu' povero dell'America Latina.Morales dopo il voto ieri ha precisato che durante la sua amministrazione "ci sara' zero cocaina, zero narcotraffico, ma non zero coca". "La coca ha partorito questo movimento di popoli, questo strumento politico, la difesa di questa foglia ha sollevato il popolo organizzato", ha aggiunto.
"Per la Bolivia si apre davvero una storia nuova, una storia fatta di uguaglianza, giustizia, equita', pace e giustizia sociale", ha affermato il leader socialista davanti a centinaia di sostenitori che si sono raccolti nella notte davanti al suo quartier generale a Cochabamba, il distretto centrale del Paese dove e' radicata la sua base elettorale.
Il leader 'campesino' ha ottenuto la maggioranza assoluta delle preferenze, attestandosi attorno al 51,1 per cento secondo i dati non ancora ufficiali, mentre gia' gli avversari gli riconoscono la vittoria.
Tutte le proiezioni danno il 'Movimento verso il socialismo' di Morales vittorioso con un distacco di 20 punti dal partito 'Democratico e sociale' dell'ex presidente conservatore, Jorge "Tuto" Quiroga: un risultato che va oltre tutte le previsioni che consegnavano la vittoria a Morales, ma con un margine molto piu' ristretto (si parlava di cinque punti di differenza). Segue a distanza il magnate del cemento, Samuel Doria Medina, dell"Unita' nazionale', con l'8,1 per cento dei suffragi. Non si tratta ancora di dati ufficiali, per i quali di dovra' attendere qualche giorno.
Morales succedera' all'ex presidente della Corte Suprema, Eduardo Rodriguez, il cui mandato e' stato principalmente quello di convocare le elezioni anticipate per salvare il paese dal caos, dopo le dimissioni di Carlos Mesa nel giugno scorso.
Oltre a presidente e vice presidente gli oltre 3,6 milioni di aventi diritto al voto -obbligatorio in Bolivia- sono stati chiamati ad eleggere anche 130 deputati e 27 senatori e, per la prima volta nella storia della nazione andina, prefetti o governatori dei nove dipartimenti amministrativi del Paese.
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