Bolivia. Morales agli Usa: diminuite la richiesta interna di cocaina
Il presidente boliviano Evo Morales ha chiesto agli Stati Uniti di ridurre la loro domanda interna di droga. Una provocazione? Senz'altro una risposta all'ambasciatore Usa Philip Goldberg, che gli chiedeva di sradicare la coca in eccedenza e di lottare contro il narcotraffico. "Io desidero chiedere agli Stati Uniti di ridurre la domanda (di droghe). Se non volete che ci sia coca in eccesso, per quanto i compagni (cocaleros) si sforzino in una riduzione volontaria concertata, se non riducete il mercato della domanda, ci sara' sempre della coca che si perde nell'illegale", ha detto durante l'inaugurazione di una tenuta per coltivatori a La Paz. La risposta di Morales e' stata registrata dopo che Goldberg aveva chiesto la riduzione delle piantagioni di coca in piu' nel Chapare, nell'area centrale del Paese e in alcune valli agricole all'ovest andino boliviano, dove le eccedenze si aggirano tra i 6.000 e gli 8.000 ettari. "Non si puo' condurre un'effettiva politica contro il narcotraffico se non esiste un controllo sulla coca eccedente", e' stato il rimprovero nemmeno tanto velato del diplomatico statunitense. Eppure Morales aveva promesso "cocaina e narcotraffico zero", anziche' "coca zero" dei governi precedenti. "Per noi, ogni foglia di coca che si trasforma in cocaina e' inaccettabile, ed e' un problema mondiale non solo nostro", ha insistito Goldberg.Come riferisce AFP, il governo di sinistra della Bolivia, diretto da Morales, il presidente nato alla vita politica proprio come leader dei coltivatori di coca, promuove la coltivazione di un "cato" (1.600 metri quadrati) di coca per ogni famiglia di agricoltori del Chapare e in Los Yungas. Questa politica rappresenta un incremento di 3.200 ettari oltre i 12.000 permessi per legge. Il Governo statunitense ha concesso a Morales un periodo di sei mesi perche' riveda la sua politica antinarcotici; in caso contrario ha gia' minacciato di decertificare il Paese, cio' che si tradurrebbe nella sospensione di aiuti economici per circa 100 milioni di dollari l'anno.
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