Bolivia. Un morto e quattro feriti tra i cocaleros
Ancora scontri e ancora sangue nel tropico del Chochabamba. Ieri ennesimo scontro tra i cocaleros e gli uomini della Fuerza de Tarea Conjunta(Ftc). Saldo della giornata: Sabino Toledo, cocalero di 40 anni e' morto poco essere stato colpito da due proiettili al braccio e al petto, cinque feriti, quattro cocaleros, di cui tre in gravi condizioni sono ora in terapia intensiva, e un effettivo dell'Unidad Móvil de Patrullaje Rural (Umopar). 300 contadini hanno assalito i militari che si apprestavano ad iniziare le operazioni di eradicazione delle piantagioni di foglia di coca all'altezza del ponte Ichoa, comunita' di Entre Rios, a 20 chilometri da Bulo Bulo. Le versioni divergono a seconda della parte che la racconta, comunque tutto e' iniziato dall'assalto dei cocaleros al militare dell'Umopar che era alla guida di un Mitsubishi, che e' stato bloccato e ferito, poi e' stata bruciata l'auto. Fino a qua le versioni coincidono, tanto che i cocaleros si sono scusati, ma hanno spiegato la vicenda come unica mossa per difendersi dall'attacco che stavano subendo da parte degli uomini della Ftc. Esattamente opposta la versione dei militari che hanno reagito e sparato perche' assaliti dai cocaleros.
La scorsa settimana un altro morto si era aggiunto alla scia di sangue che segna la regione del Chapare. Venerdi' un militare della Fuerza Naval era morto per l'esplosione di una bomba "cazabobo" mentre eradicava delle piante di coca.
Il prefetto di Cochabamba, Gustavo Vargas, ha precisato che da parte del Governo c'e' la volonta' di proseguire il dialogo, mentre oggi si riuniscono con Evo Morales, deputato del Mas e leader dei cocaleros, le sei confederazioni dei produttori di coca del Chapare, per decidere come, e se, proseguire nel dialogo con il Governo di Gonzalo Sanchez de Lozada. Comunque Morales appena informato delle tragiche vicende che avevano portato alla morte del cocalero, aveva ribadito che "il dialogo prosegue. Se vogliono rompere, che rompa il Governo". Morales spiega che di fronte all'eradicazione ci sara' sempre una resistenza pacifica, anche se specifica "alle volte mi sento superato dalla base che reagisce".
La scorsa settimana un altro morto si era aggiunto alla scia di sangue che segna la regione del Chapare. Venerdi' un militare della Fuerza Naval era morto per l'esplosione di una bomba "cazabobo" mentre eradicava delle piante di coca.
Il prefetto di Cochabamba, Gustavo Vargas, ha precisato che da parte del Governo c'e' la volonta' di proseguire il dialogo, mentre oggi si riuniscono con Evo Morales, deputato del Mas e leader dei cocaleros, le sei confederazioni dei produttori di coca del Chapare, per decidere come, e se, proseguire nel dialogo con il Governo di Gonzalo Sanchez de Lozada. Comunque Morales appena informato delle tragiche vicende che avevano portato alla morte del cocalero, aveva ribadito che "il dialogo prosegue. Se vogliono rompere, che rompa il Governo". Morales spiega che di fronte all'eradicazione ci sara' sempre una resistenza pacifica, anche se specifica "alle volte mi sento superato dalla base che reagisce".
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