Domenica 7 giugno 2026
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Bolivia. Niente accordo, per ora, tra Governo e cocaleros

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Tempo scaduto, accordo ancora molto lontano. Domani l'ultima possibilita' di tenere ancora aperto un filo di dialogo tra i cocaleros e il Governo, con un incontro faccia a faccia tra il presidente Gonzalo Sanchez de Lozada e il deputato del Mas Evo Morales, riconfermato in questi giorni per la quattordicesima volta consecutiva come leader delle sei confederazioni di coltivatori di coca del Chapare. La commissione di alto livello che analizzava l'eradicazione e la smilitarizzazione del tropico del Cochabamba ha concluso i suoi 15 giorni di lavoro senza arrivare a nessun accordo. Il deputato Jorge Ledesma, che era il rappresentante per i cocaleros nella commissione, ha ribadito le richieste della sua parte, ovvero la sospensione immediata delle eradicazioni, mentre il Governo si vorrebbe dare un mese di tempo per fare l'inventario di tutte le piantagioni, ma anche durante la pausa vorrebbe eradicare quelle nuove, proposta non accettata dai cocaleros. L'altra questione su cui l'accordo resta lontano e' quella della smilitarizzazione. I cocaleros chiedono che le Forze Armate abbandonino immediatamente il dipartimento del Chapare, mentre il Governo sostiene che laddove vengano ritenute utili e necessarie, le forze militari verranno mantenute, sotto la diretta responsabilita' del presidente boliviano, nella sua qualita' di capo supremo dell'istituzione militare. Durante le riunioni e' anche stato reso noto uno studio realizzato dagli Usa, in cui si evidenzia come attualmente nel Paese esistono 24.400 ettari di piantagioni di foglia di coca (4.500 dei quali piantati nell'ultimo anno); mentre nel solo Yungas, dove sono legali 12 mila ettari, la produzione e' aumentata del 22%. Il Governo in carica ha incolpato di questo chi l'ha preceduto, ovvero l'ultima amministrazione di Jorge Quiroga.
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