Domenica 7 giugno 2026
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Bolivia. Nuova rottura tra cocaleros e Governo?

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Il Governo e i cocaleros del Chapare sono di nuovi ai ferri corti. Dopo aver respinto le richieste dei coltivatori sull'immediata sospensione delle operazioni di eradicazione delle piantagioni illegali e l'autorizzazione a coltivare mezzo ettaro di coca per ogni famiglia di campesinos del Tropico, l'esecutivo aveva indetto la scorsa fine settimana una tregua di 30 giorni per analizzare soluzioni alternative alla crisi. Ma l'insofferenza dei cocaleros, guidati dal leader del Movimento al Socialismo (Mas), Evo Morales Ayma, si e' fatta sentire gia' ieri quando un gruppo di 600 contadini ha occupato un ufficio del Programma di sviluppo delle colture alternative (Pdar) a Ivigarzama (223 chilometri a est di Cochabamba) dando alle fiamme alcune attrezzature e rubando due computer e quattro motociclette. Stessa scena, ma senza alcun danno alle infrastrutture, si e' verificata a Eterazama (180 chilometri a est di Cochabamba) dove 300 cocaleros hanno assaltato un'altra sede del Pdar.
"Questa e' la risposta del movimento contadino a un governo che continua a non voler ascoltare", ha fatto sapere Feliciano Mamani, segretario generale delle sei Federazioni di campesinos del Tropico. "La pazienza della base e' giunta al limite", ha aggiunto. Da parte sua, Morales ha annunciato che il dialogo con il Governo e' ufficialmente rotto e ha promesso per i prossimi giorni nuove mobilitazioni. Secca la replica del ministro dell'Interno Yerko Kukoc che ha attribuito a Morales ogni responsabilita' per il nuovo fallimento delle trattative, avviate il 28 gennaio scorso. A detta di Kukoc, all'interno del Mas esistono posizioni divergenti e il settore piu' radicale non e' interessato a trovare una soluzione. Per Kukoc il Governo non puo' fare concessioni per non rischiare di veder aumentare ancora il numero degli ettari coltivati a coca.
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