Bolivia-Peru': sulla foglia di coca, l'Onu calpesta diritti umani
I governi di Bolivia e Peru' hanno giudicato inaccettabile l'invito ad abolire la pratica della masticazione di foglia di coca contenuto nel rapporto annuale dell'Organo internazionale di controllo degli stupefacenti (Incb) delle Nazioni Unite. 'La proposta e' un attentato ai diritti umani delle popolazioni indigene perche' significa in sostanza -ha detto il ministro degli Interni, Alfredo Rada a Radio Erbol- mettere fine a gran parte della nostra cultura e della nostra vita'. 'E' un'ipocrisia -ha aggiunto da parte sua il ministro boliviano della Presidenza, Juan Ramon Quintana- e magari allora l'Incb potrebbe proibire al mondo di fumare e di bere alcolici'. Reazioni simili si sono registrate a Lima dove il presidente peruviano Alan Garcia ha detto che a suo avviso bisognerebbe liberalizzare il mercato della coca come unica forma per combattere la coltivazione illegale e il narcotraffico. 'E' ottima da usare in cucina e con essa si possono fare gustose insalate'. Nei paesi andini la coca, masticata o assunta con infusioni, viene usata a scopi medicinali, per affrontare i problemi relativi all'altitudine e per sopportare la fatica e la fame, o per scopi rituali, in quanto considerata foglia sacra. Dal 1961, quando la Convenzione Unica dell'Onu ha inserito la foglia di coca tra gli stupefacenti, le popolazioni del Peru' e della Bolivia conducono una lotta perche' sia riconosciuta come sostanza naturale tradizionale e non come droga. 'Paragonare la coca alla cocaina -ha detto al riguardo Hernan Justo, presidente dell'Associazione dei produttori di coca- e' come credere che l'uva sia vino. Tutti gli studi hanno dimostrato che sono due cose diverse'. Il 10 marzo delegati del governo boliviano saranno a Vienna per la 51/a sessione della commissione dell'Incb dove esporranno le loro obiezioni al rapporto dell'organismo dell'Onu. ADUC è indipendente
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