Bolivia. Polemiche sulla morte degli agenti antidroga
Dolore e rabbia contro i cocaleros, hanno accompagnato le esequie dei due giovani soldati delle forze antidroga uccisi sabato scorso in un'imboscata a Chipiriri, 160 chilometri da Cochabamba. Amici e parenti delle vittime hanno invocato giustizia per i propri congiunti agitando cartelli con la scritta "Evo vogliamo la pace. Evo basta morti". Evo Morales Ayma, leader dell'opposizione e dei cocaleros del Chapare e' stato indicato dal ministro della difesa Freddy Teodovich, intervenuto alla cermonia funebre, come il diretto responsabile dell'attacco contro i militari. Prima di lui era stato il ministro dell'interno Yerko Kukoc ad attribuire al responsabilita' di "un'azione vigliacca e premeditata" al dirigente del Mas. La replica di Morales, proprio ieri rieletto per la settima volta consecutiva alla guida del Comitato di coordinamento delle sei federazioni di cocaleros del Tropico di Cochabamba, non si e' fatta attendere: il leader contadino ha dato 48 ore di tempo al Governo per trovare i colpevoli, "in caso contrario -ha detto- denuncero' i ministri per calunnia, ingiuria e diffamazione".
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