Domenica 7 giugno 2026
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Bolivia. La politica antidroga del Governo e i cocaleros

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Il presidente boliviano, Gonzalo Sánchez de Lozada, e' tornato a difendere la politica antidroga del suo Governo per gli anni 2003-2008, ribadendo che la strategia di La Paz non e' "ne' inconsulta, ne' unilaterale". Commentando il piano, presentato la settimana scorsa di fronte alla comunita' internazionale a Vienna, Goni -come e' popolarmente chiamato il capo dello Stato- ha affermato: "Non facciamo niente alle spalle del popolo, siamo un Governo legalmente costituito e democraticamente eletto". Il programma non contempla alcuna pausa nello sradicamento delle colture illegali -come chiedono da tempo i cocaleros del Chapare - ma anzi prevede l'inizio di queste operazioni anche nello Yungas, dove le coltivazioni avrebbero largamente superato il limite di 12mila ettari consentito dalla legge.
Le trattative condotte a piu' riprese con i settori dei coltivatori non sono dunque servite a cambiare la posizione del Governo e hanno inasprito lo scontro con l'opposizione che rappresenta i coltivatori.
La reazione piu' dura e' giunta dal deputato del Movimento al socialismo (Mas) e leader dei cocaleros dello Yungas, Dionisio Nuñez, secondo il quale "un produttore avrebbe potuto accompagnare la missione del Governo per spiegare il proprio punto di vista alla comunita' internazionale. Con posizioni unilaterali non si favorira' lo sviluppo del Paese". Contrari alle cosiddette 'coltivazioni alternative', ancora incapaci di rappresentare una valida risorsa economica per decine di migliaia di contadini, i cocaleros minacciano di rafforzare le proteste per poter continuare a coltivare almeno una porzione di coca per famiglia.
Il deputato del Mas e dirigente cocalero Evo Morales ha ripetuto la sua richiesta di un incontro nazionale di produttori di coca per stabilire strategie di difesa. "La proposta del Governo e' quella di un arresto domiciliario della coca, un sequestro orientato a mettere fine alla coca, ma il popolo dovra' ribellarsi per difendere la foglia di coca" ha detto il leader dei cocaleros. Mentre il deputato e dirigente campesino Felipe Quispe ha detto che "se l'Esercito continua ad eradicare coca nel Chapare e ora entra anche nello Yungas noi immediatamente ci ribelleremo".
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