Bolivia. La politica di eradicazione e' la politica dello Stato
Le eradicazioni delle piantagioni illegali di coca "sono una politica dello Stato" e "continueranno". Lo ha detto il presidente boliviano Carlos Mesa, a Washington, in una pausa degli incontri con il Fondo monetario internazionale (Fmi) e il Dipartimento del Tesoro Usa, ai quali la Bolivia ha chiesto, ottenendolo, un credito a breve termine per finanziare un deficit pubblico superiore ai 650 milioni di dollari, ben piu' alto del 6,5 per cento del prodotto interno lordo (Pil) negoziato in passato con il Fmi.Secondo il presidente boliviano, che sta per presentare una nuova legge tributaria e a giorni avviera' i colloqui con le multinazionali per una nuova normativa sugli idrocarburi, "la legge 1008 stabilisce in 12mila ettari l'estensione dell'area coltivabile legalmente a coca". Il resto delle piantagioni sono irregolari e vanno estirpate, sull'esempio "del Governo dell'ex presidente Hugo Bánzer Suárez", che tra il 1997 e il 2001 "eradico' piu' di 20mila ettari di piantagioni illegali". "La politica boliviana in relazione al tema delle piantagioni di coca e' una politica di Stato e non cambia in funzione del Governo in carica" ha detto Mesa, percio' "il nostro impegno di eradicare le piantagioni illegali va avanti".
Immediata, dalla Bolivia, la reazione di Evo Morales, leader cocaleros e capo del Mas (Movimento al socialismo), oltre che deputato: "Mesa e' ormai sottomesso agli Stati Uniti" ha detto Morales.
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