Bolivia. Verso la legalizzazione parziale della coltivazione di coca
La necessità di far partire il più rapidamente possibile la lotta al narcotraffico sulla base della formula 'cocaina zero' contrapposta a quella 'coca zero' finora praticata, ha spinto il presidente della repubblica Evo Morales a chiedere l'appoggio dei cocaleros del Tropico di Cochabamba. Intervenendo all'8/o Congresso ordinario delle sei Federazioni di coltivatori, di cui lui è stato presidente dal 1988 e che ha chiuso oggi i battenti, il capo dello Stato ha sottolineato l'importanza che si rispetti l'accordo firmato nell'ottobre 2004 con l'allora presidente Carlos Mesa e che autorizzava lo sviluppo di un 'cato' (appezzamento di 40 metri per 40) di foglia di coca per ogni famiglia. "Dobbiamo rispettare la regola del 'cato' - ha spiegato Morales - perché in questo momento è il miglior modo per appoggiare la strategia del governo che punta alla rivalutazione della coca in quanto tale ed a convincere gli Stati Uniti a reprimere soprattutto la produzione e la commercializzazione della cocaina". La possibilità che ogni famiglia possa coltivare un piccolo appezzamento di coca è stata la principale proposta della campagna elettorale di Morales, contrastata però dagli Stati Uniti e dal principale leader dell'opposizione Jorge 'Tuto' Quiroga, per il quale "un 'cato' equivale alla produzione di un chilo di cocaina". "La cosa migliore - ha proseguito Morales molto serio - sarebbe che le famiglie riducano volontariamente la superficie coltivata". Comunque, ha aggiunto, sarà sviluppato "un controllo sociale molto stretto sul rispetto delle regole di produzione che dovranno servire ad eliminare lo sradicamento forzato delle piantagioni", politica finanziata da Washington. "Sono in corso - ha ancora detto - studi finanziati dall'Unione europea (Ue) per misurare le necessità del consumo privato e della commercializzazione a fini alimentari e medicinali della foglia di coca, e su di essi ci baseremo per la nostra strategia di lotta al narcotraffico". Gli sforzi del governo boliviano sono peraltro concentrati sulla possibilità di convincere la comunità internazionale, con l'appoggio della Comunità Andina delle Nazioni (Can), a ritirare la foglia di coca dalla lista delle sostanze proibite. A questo fine Morales ha detto che La Paz preparerà con grande cura l'appuntamento del vertice dell'Onu per la lotta al narcotraffico fissato già per il 2008 e dove chiederà la depenalizzazione della foglia di coca. Infine il capo dello Stato ha fatto riferimento all'annuncio degli Stati Uniti di una riduzione dell'aiuto militare, sostenendo che la Bolivia "non accetta ricatti" nelle relazioni bilaterali. Secondo il quotidiano La Razon, la decisione di non esentare i cittadini statunitensi dalle implicazioni giuridiche della Corte penale internazionale (Cpi) ha spinto gli Usa a ridurre gli aiuti militari da 1,7 milioni a 70.000 dollari. "La vita e la dignità dei boliviani valgono certamente più di un milione di dollari", ha concluso Morales, sollecitando il Parlamento ad andare avanti nella definizione della ratifica completa dello Statuto di Roma su cui si fonda la Cpi.ADUC è indipendente
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