Bolletta contestata: il gestore del gas non puo' sospendere erogazione in inverno
Dopo circa nove mesi senza gas in casa, sospeso per una bolletta contestata, una famiglia milanese ha ottenuto il ripristino immediato della fornitura da un giudice, secondo il quale il servizio e' indispensabile e non puo' essere interrotto per rivalse economiche. Lo ha stabilito il Tribunale di Milano, Sezione Distaccata di Cassano d'Adda.
Protagonista della vicenda una famiglia di Vaprio d'Adda (Milano), genitori e due figli. Nel novembre 2006 ricevono dalla Eni-Divisione Gas e Power una fattura trimestrale di oltre 6000 euro. Una cifra eccessiva rispetto alle altre bollette che non hanno mai superato i 200-300 euro. Ricorrono contro la richiesta, denunciando un errore o un malfunzionamento del contattore. Comincia un lungo scambio di missive tra gli utenti e l'Eni, ma il 5 dicembre dello scorso anno, viene sospeso il servizio. Da allora la famiglia e' stata costretta a sopravvivere in casa senza poter usare la cucina e il riscaldamento.
In questi giorni e' arrivata la decisione della sezione distaccata di Cassano d'Adda del Tribunale di Milano. 'L'ormai prossimo arrivo della stagione invernale vale di per se' a palesare l'esistenza di un pregiudizio - scrive il giudice - connesso alla disagevole condizione di dover dimorare in un edificio privo di riscaldamento'.
Protagonista della vicenda una famiglia di Vaprio d'Adda (Milano), genitori e due figli. Nel novembre 2006 ricevono dalla Eni-Divisione Gas e Power una fattura trimestrale di oltre 6000 euro. Una cifra eccessiva rispetto alle altre bollette che non hanno mai superato i 200-300 euro. Ricorrono contro la richiesta, denunciando un errore o un malfunzionamento del contattore. Comincia un lungo scambio di missive tra gli utenti e l'Eni, ma il 5 dicembre dello scorso anno, viene sospeso il servizio. Da allora la famiglia e' stata costretta a sopravvivere in casa senza poter usare la cucina e il riscaldamento.
In questi giorni e' arrivata la decisione della sezione distaccata di Cassano d'Adda del Tribunale di Milano. 'L'ormai prossimo arrivo della stagione invernale vale di per se' a palesare l'esistenza di un pregiudizio - scrive il giudice - connesso alla disagevole condizione di dover dimorare in un edificio privo di riscaldamento'.
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