Bologna. Squadre dei centri sociali attaccano il comizio di Giuliano Ferrara
Pioggia di contestazioni, nel tardo pomeriggio di ieri, in piazza Maggiore a Bologna contro il leader della lista "Aborto , no grazie", Giuliano Ferrara, e il suo capolista bolognese alla Camera Giovanni Salizzoni, ex vicesindaco della tua Bologna all'epoca di Giorgio Guazzaloca.
L'annunciata contestazione delle donne di sinistra e di appartenenti ai centri sociali favorevoli alla 194 c'e' stata: una protesta "creativa" di almeno un migliaio di persone, preparata con cura, con tanto di striscioni, slogan e fischietti, per il comizio di Ferrara in piazza, e scattata puntualmente alle 18 Quest'ultimo, ironicamente, alla vigila del comizio elettorale, aveva chiesto al sindaco Sergio Cofferati di essere "difeso" dalle femministe. "La 194 e' legge dello Stato, ce l'abbiamo, adesso vogliamo che sia rispettata.
Le donne devono avere anche la possibilita' di non abortire", hanno ripetuto i contestatori in Piazza Maggiore, con Giuliano Ferrara sul palco, basco nero in testa e sciarpa rossa al collo. Molto contestato l'intervento di Salizzoni, che benche' subissato di fischi ha detto alle contestatrici e ai contestatori: "La prova del nostro successo siete voi. Abbiamo conquistato questa citta', dopo 50 anni di comunismo e non ci spaventiamo per i vostri urli". La "Rete delle donne di Bologna" - con una lettera aperta ai giornali diffusa in mattinata - aveva respinto l'invito di dato Salizzoni ad essere presenti in piazza. "Considerando che il suo invito non sia una provocazione ma un fatto di gentilezza con altrettanta gentilezza le diremo fin da ora perche' non saremo presenti". Seguiva, con accenni polemici, la storia delle donne a Bologna e la loro scelta di autodeterminazione della maternita'.
Nonostante la presenza massiccia delle forze dell'ordine, si sono verificati tafferugli, con un bilancio di quindici contusi. Il sindaco, Sergio Cofferati, ha condannato le violenze: "Quello che è accaduto oggi a Bologna è un danno oggettivo per la città e per la sua storia di democrazia e tollerenza". Il palco e' stato devastato.
Le foto ; Il video
L'annunciata contestazione delle donne di sinistra e di appartenenti ai centri sociali favorevoli alla 194 c'e' stata: una protesta "creativa" di almeno un migliaio di persone, preparata con cura, con tanto di striscioni, slogan e fischietti, per il comizio di Ferrara in piazza, e scattata puntualmente alle 18 Quest'ultimo, ironicamente, alla vigila del comizio elettorale, aveva chiesto al sindaco Sergio Cofferati di essere "difeso" dalle femministe. "La 194 e' legge dello Stato, ce l'abbiamo, adesso vogliamo che sia rispettata.
Le donne devono avere anche la possibilita' di non abortire", hanno ripetuto i contestatori in Piazza Maggiore, con Giuliano Ferrara sul palco, basco nero in testa e sciarpa rossa al collo. Molto contestato l'intervento di Salizzoni, che benche' subissato di fischi ha detto alle contestatrici e ai contestatori: "La prova del nostro successo siete voi. Abbiamo conquistato questa citta', dopo 50 anni di comunismo e non ci spaventiamo per i vostri urli". La "Rete delle donne di Bologna" - con una lettera aperta ai giornali diffusa in mattinata - aveva respinto l'invito di dato Salizzoni ad essere presenti in piazza. "Considerando che il suo invito non sia una provocazione ma un fatto di gentilezza con altrettanta gentilezza le diremo fin da ora perche' non saremo presenti". Seguiva, con accenni polemici, la storia delle donne a Bologna e la loro scelta di autodeterminazione della maternita'.
Nonostante la presenza massiccia delle forze dell'ordine, si sono verificati tafferugli, con un bilancio di quindici contusi. Il sindaco, Sergio Cofferati, ha condannato le violenze: "Quello che è accaduto oggi a Bologna è un danno oggettivo per la città e per la sua storia di democrazia e tollerenza". Il palco e' stato devastato.
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